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Melagrana: sketch esclusivi di Giorgio Trinchero e Laura Camelli che ci parlano del loro lavoro

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Riprendiamo a parlarvi di Melagrana, la nuova antologia a stampo erotico di Attaccapanni Press che attualmente ha raggiunto il 90% del crowdfunding su Indiegogo, approfondendo un po' più nel dettaglio le collaborazioni artistiche che vedremo all'opera nel volume. Due infatti saranno le storie realizzate da un team creativo e non da un singolo autore. La prima, che vi proponiamo in questo articolo, sarà quella scritta da Giorgio Trinchero sui disegni di Laura "La Came" Camelli, due autori facenti parte del collettivo Mammaiuto e lungi dall'essere alla loro prima collaborazione. I due hanno di fatto lavorato su diversi fumetti, come Le Immmobili Avventure di Victor Sisendesmera e Versus, e ora si ritrovano a realizzare una breve storia anche per Melagrana, per la quale affronteranno per la prima volta nella loro carriera il tema dell'erotismo. Abbiamo quindi deciso di realizzare una breve intervista agli autori per apprendere qualcosa di più riguardo a questo nuovo lavoro. Nel corso dell'articolo trovate delle immagini che mostrano il processo creativo, a partire dalla sceneggiatura di Trinchero, che ha portato alla realizzazione di una tavola della storia in esame. Potete cliccarci sopra per vederle più in grande. A questo indirizzo trovate invece tutti gli altri articoli legati a Melagrana.

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Dopo Le Immmobili Avventure di Victor Sisendesmera, il primo capitolo di Un ragazzo parte per un viaggio. Ferisce qualcuno. Non torna più a casa. e Versus, tornate a lavorare insieme anche su di una storia erotica per Melagrana. Come è nata in origine questa vostra collaborazione? Quanto vi influenzate a vicenda nel processo creativo?

Trinchero: Io e Came ci siamo conosciuti alla scuola di Comics di Firenze, che frequentavamo entrambi, direi nel 2004. Con alcuni di quelli che poi sarebbero diventati i Mammaiuto durante gli anni fiorentini facevamo una rivista autroprodotta: Il Peso del Martello. Io ricoprivo la figura dell’editore. Colonna della rivista erano le storie umoristiche, intime e surreali della Came. Era la mia autrice preferita. In quegli anni andavamo in giro a disegnare per Firenze, anzi, lei disegnava, io facevo riflessioni arroganti, spietate e brillanti sulla vita, i fumetti e tutto il resto e fumavo tabacco. Cose che riescono molto bene attorno ai vent’anni. Siamo amici da allora. Negli ultimi anni stiamo finalmente riuscendo a venire a patti con il nostro modo storto e volatile di essere autori e abbiamo iniziato a fare proprio delle cose assieme, come se fossimo dei fumettisti. Ci influenziamo continuamente. Versus non ha neanche una vera sceneggiatura, ho scritto il testo della didascalia e abbozzato il soggetto a voce, durante un weekend in cui mi ha ospitato. La visualizzazione è stata fatta quasi completamente dalla Came.

Came: A volte ci troviamo a ragionare così tanto su una storia o una scena, da essere costretti a smontare dolorosamente tutto per renderla più semplice e fresca. Lavorando con Giorgio ho capito quanto può essere dannoso affezionarsi troppo agli studi di personaggi e le prime stesure di storyboard, perche poi arriva lui e mi dice "Came non te la prendere eh, però questa scena qua (la tua preferita) non c'entra davvero nulla con la storia e andrebbe tolta" ed io mi arrabbio, piango, cancello, ed effettivamente la storia funziona meglio. Giorgio ha un'incredibile visione d'insieme: quando lavoriamo ad un progetto questa sua qualità mi è indispensabile per non perdermi in inutili dettagli e rimanere in carreggiata con la storia.

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È la prima volta che vi cimentate con una storia a tema erotico, sia dal punto di vista artistico che narrativo? Questo ha rappresentato per voi una sfida oppure vi ha permesso di scatenare il vostro estro?

Trinchero: È la prima volta? Per me direi di si… Però non credo che il sesso sia qualcosa di differente da tutto il resto degli aspetti della vita che si possono raccontare. E non credo ci sia niente di meno nobile nella rappresentazione più o meno esplicita di atti sessuali piuttosto che di qualsiasi altro atto. Anzi, in questo momento storico credo che ci sia più bisogno di raccontare storie che parlano di sesso che storie che parlano di violenza, che sono di gran lunga più rappresentate. Era da un po’ che pensavo di esplorare questo genere, e la proposta delle attaccapanne è stato uno stimolo perfetto.

Came: Il rapporto con la sessualità fa parte della quotidianità di ognuno di noi, eppure nelle storie generalmente si tende a glissare sull'argomento. E così ho fatto io per anni e anni, nessuna scena di sesso nei miei fumetti. E mo'bbasta! Per me, come disegnatrice, accettare l'invito di Melagrana è stata un'autentica sfida. Ho sempre guardato con ammirazione il fumetto erotico e ne ho letti a valanghe, ma non mi sono mai cimentata: ogni volta che poggiavo la penna sul foglio per disegnare qualcosa di osè, arrossivo fino alle orecchie e il risultato finiva accartocciato nel cestino. Questa ammirazione per il fumetto erotico, e la mia totale incapacità di rappresentare il contatto fisico, si sono abbracciate finalmente in questa storia.

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Parlateci della trama del vostro racconto: che tipo di tematiche affronterà, oltre a quella erotica? Come avete concepito la storia dal punto di vista artistico?

Came: prima di approdare alla storia che leggerete su Melagrana, abbiamo provato a fare qualcosa di più fiction, qualcosa di totalmente inventato. Purtroppo stava venendo qualcosa di non sentito, che non ci rappresentava. Così ci siamo fatti forza e attinto alle nostre particolari esperienze personali che tendono a scardinare i classici limiti imposti all'amicizia ed arrivano ad abbracciare l'erotismo. Immediatamente abbiamo pensato ai personaggi delle Immobili Avventure di Victor Sisendesmera qualche anno dopo nel futuro rispetto a dove le abbiamo interrotte: troviamo un Victor con nuova compagnia di amici, tensioni sessuali e dinamiche sentimentali. Finalmente una storia che sentivamo nostra e che valeva la pena raccontare.

Trinchero: Abbiamo deciso assieme di raccontare, romanzandolo naturalmente, un episodio della nostra vita. Direi che questa storia parla di amicizia e della possibilità, rivoluzionaria, di fare sesso con i proprio amici. O quanto meno di non negare pulsioni affettive che tendiamo a relegare e contenere, di solito con scarso successo, all’interno di relazioni di coppia molto codificate. É una storia che parla della libertà di stringersi gli uni a gli altri anche se non si ha intenzione di comprare una casa assieme. E della libertà di parlarne. Parla anche molto di un gruppo di fumettisti che mangia, beve e dice cazzate. Ogni riferimento ad autori Mammaiuto è puramente casuale.

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Per leggere alcuni dei lavori realizzati dagli autori per Mammaiuto, potete recarvi sul portale del collettivo, mentre se volete approfondire la conoscenza artistica della Came potete dare un'occhiata al nostro articolo della rubrica IllustrART. Nella gallery in basso trovate il medesimo processo creativo visto sopra, a partire dalla sceneggiatura, relativamente alla tavola #47 de Immobili Avventure di Victor Sisendesmera, chevi mostra tutte le evoluzioni stilistiche a partire dal concept iniziale.

Vi ricordiamo che per sostenere il progetto potete recarvi a questo indirizzo o cliccare i banner sul nostro sito per recarvi sulla pagina di Indiegogo e acquistare il perk che preferite.

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Melagrana: il primo approccio al fumetto di Gloria Pizzilli

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Qualche giorno fa vi abbiamo parlato del contributo artistico di Serena Ferrero e Lonnom Bao per Melagrana, l'antologia erotica di Attaccapanni Press attualmente in crowdfunding, entrambe illustratrici professioniste che per la prima volta si apprestano a realizzare una storia a fumetti per una pubblicazione. Ma non sono gli unici illustratori presenti nella raccolta che dovranno affrontare questa sfida. Infatti anche Gloria Pizzilli si appresta a scrivere la sua prima storia a fumetti. Abbiamo quindi fatto qualche domanda all'artista relativamente a questo e al tema dell'erotismo. Di seguito trovate l'intervista mentre se volete saperne di più su Melagrana, potete dare un'occhiata agli articoli a questo indirizzo. Cliccando sugli sketch potrete vederli più in grande.

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Gloria Pizzilli è un'illustratrice di fama internazionale che ha collaborato con testate come The New Yorker, The New York Times, The Boston Globe, Wired Italia, La Stampa, L’Espresso ed editori come Feltrinelli, Mondadori, Eli e Éditions du Seuil. Nel corso della sua carriera artistica ha ottenuto numerosi premi d'eccellenza e menzioni speciali, oltre ad aver esposto i suoi lavori in diverse mostre in giro per il mondo. Qui trovate il suo sito ufficiale.

Tra le diverse storie raccolte in Melagrana, quella da te realizzata rappresenta il tuo primo lavoro a fumetti per una pubblicazione commerciale. Come ti sei posta nei confronti di questo lavoro? Ha rappresentato una sfida per te passare dall'illustrazione a questo mezzo strettamente collegato ma profondamente differente?

Assolutamente sì. Il fumetto è un linguaggio che con l’illustrazione ha meno in comune di quanto possa sembrare. Il team messo in piedi da Attaccapanni press per Melagrana è talmente stimolante, da aver rappresentato per me una sfida doppia. Non solo quella ovvia con il fumetto in sé, con la storia, il ritmo, le inquadrature, ma anche quella con gli altri autori, con la loro freschezza e il loro talento. Partecipare a questa raccolta è una boccata d’ossigeno: la parte in assoluto più divertente è stata la condivisione con gli altri, il vedere il loro modo di lavorare e le loro storie crescere. Osservare quanto possa essere personale raccontare una storia, e quanto questa rispecchi da vicino il suo autore. A prescindere dal risultato della mia prima ministoria a fumetti, che non sarò io a giudicare, posso dire di aver imparato molto. Partecipare a Melagrana è stato più che un piacere.

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Riguardo alla tua produzione artistica, hai lavorato per The New Yorker, New York Times, The Boston Globe, Mondadori e moltissimi altri clienti di rilevanza internazionale. Non è tuttavia la prima volta che ti approcci al tema dell'erotismo, pensiamo all'illustrazione realizzata per 64 Kamasutra di Squame o a quella che è la tua produzione "dark side" con la serie Shunga, per esempio. Cosa vuol dire per te scrivere la tua prima storia a fumetti a tema erotico?

L’erotismo è una componente naturale dell’esistenza, non mi crea imbarazzo l’idea di sviluppare un progetto su questo tema. Al contrario, trovo estremamente divertente poterlo mettere su carta. L’approccio, tra un’illustrazione a tema erotico e una storia, è quasi opposto. Se in un singolo fotogramma, come nella serie Shunga che tu menzioni, l’atto in sé è sublimato, fissato per sempre in un incastro di corpi perfetto, in una storia sono tutti gli altri aspetti ad avere maggior risalto. Non è più un istante, ma un qualcosa che si compie, che inizia e finisce. Ci sono parole, sentimenti nel mezzo, che da un’illustrazione non potrebbero mai uscire. È per questo che per la mia storia, che non voglio spoilerare, ho scelto una situazione veramente semplice. Talmente ordinaria da risultare inaspettata. Un po’ di sesso, in una quotidianità disarmante. Ma non posso dire di più.

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Osservando gli sketch da te realizzati e raccolti in questo articolo, si nota uno stile più tradizionale e diverso da quello che usualmente adotti per i tuoi lavori, anche se rimane chiara la tua cifra artistica. Che scelte stilistiche hai adoperato per questa storia? Puoi rivelarci qualcosa della trama?

Quello dello stile è un bel dilemma per un illustratore alle prime armi col fumetto. Ho una visione dell’illustrazione, del mio modo di fare illustrazione, degli strumenti e delle scelte che faccio quando compongo una singola immagine, che non combaciano con la nascente visione che ho del fumetto. Una storia a fumetti ha bisogno di una freschezza diversa, di un segno più aperto e spontaneo. I tempi di lettura tra un’illustrazione e la vignetta di una tavola sono agli antipodi. Da zero a infinito per l’illustrazione, a una frazione di secondo per una vignetta. È per questo che trovo il mio modo usuale di disegnare limitante per una storia a fumetti. Le tavole definitive sono in progress, quindi non so ancora esattamente quale sarà l’aspetto finale, ma, senza dubbio, quella dello stile è un’ulteriore ricerca che voglio fare per questa pubblicazione. Se non altro, per prendere tutto da questa esperienza.
E della trama…credo di aver detto fin troppo poco fa.

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Melagrana: abbandono e asessualità nell'erotismo a fumetti di Serena Ferrero e Lonnom Bao

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Dopo aver fatto quattro chiacchiere con Giulio Macaione relativamente al suo contributo fumettistico per Melagrana, la nuova antologia a stampo erotico di Attaccapanni Press, abbiamo voluto dare spazio a due illustratrici che per la prima volta si apprestano a realizzare un fumetto, mettendosi in gioco proprio per questo progetto. Vi riportiamo quindi di seguito due brevi interviste a Serena Ferrero e Cecilia "Lonnom Bao" Petrucci, che ci hanno gentilmente parlato del loro approccio alla Nona Arte, del loro concetto di erotismo e di come verrà affrontato nelle loro storie, dandoci qualche indizio sulla trama dei loro lavori. Nel corso dell'articolo trovate anche degli sketch e alcune tavole realizzate dalle artiste. Alcune potete vederle più in grande cliccandoci sopra.

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Serena Ferrero, in arte Santa Matita illustration, si è formata in Fashion Design per poi seguire un master in illustrazione e concept art presso la Event Horizon. Nel 2016 vince il premio That's a Mole del Torino Smart city con questa illustrazione. Per seguire l'artista potete dare un'occhiata alla sua pagina Behance, a quella di ArtStation, alla pagina Facebook o allo shop Etsy.

Tu sei una delle tre autrici che dovranno affrontare in Melagrana il loro primo debutto a fumetti. Cosa ti ha portato a metterti in gioco in questo modo proprio per questa produzione?

Negli ultimi tempi mi è nata una fascinazione per il fumetto inaspettata. L'avevo abbandonato con l'arrivo dell'adolescenza. C'è stata un'improvvisa perdita di interesse nei suoi confronti, come medium, come tipo di narrazione, come oggetto in sè.
Ah, gli adolescenti.
Da pochi mesi ho ricominciato a leggerli, i fumetti. Qualsiasi titolo mi capiti per le mani, con un interesse ritrovato e tutto nuovo allo stesso tempo. Da lì mi è venuta una certa voglia di raccontare. Cosa che non ho mai fatto in questi termini. Ma forse nemmeno in altri.
mi sono ritrovata l'open call di Melagrana sotto il naso, già conoscendo il lavoro delle attaccapanne per Grimorio, e gli ho subito mandato una mail piena di CAPS LOCK, scodinzolamenti, gioia e hype. Ed eccomi qua.

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Dando un'occhiata al character design per i personaggi della tua storia, non si può non notare un certo zoomorfismo cranico davvero particolare. Come hai ideato questi personaggi? Come è nata l'idea della storia e su cosa è incentrata?

I 3 character li ho realizzati un paio di mesi fa per la serata open studio di Titoo for you, Sono nate nel momento in cui al quinto disegno lezioso di giovani ninfe circondate da docili creaturine di stagno, alle due di notte, ho testualmente detto: "mi hanno rotto il cazzo le giovani ninfe con le docili creaturine". E sono uscite le Ragazze d'acqua dolce.
A come sia nata questa storia ci penso solo ora. Credo derivi dal fatto che nell'ultimo anno il mio rapporto con la città è molto cambiato. Una brutta rottura, le abitudini che cambiano radicalmente, non ho capito se sono sbocciata o sono appassita. Fatto sta che ho iniziato a vivere Torino e la gente in un modo diverso. E può essere che abbia visto un tizio con la testa di nutria agli Imbarchini una volta.
La storia parla di Iaia e della sua tesina, di Bianca e di Daria che escono una notte di fine Giugno. Si parla di istinti di coccodrilli e della Rettore in 16 piccole pagine.

Per quanto riguarda il tema dell'erotismo poi, hai mai avuto la possibilità di lavorarci in precedenza? Come affronterai il genere in questa storia?

Non ho mai lavorato in nessun modo su temi erotici prima.
Per la serie, parla di quello che sai, ho identificato l'erotismo nella storia con quello che io stessa trovo l'apice del sentimento erotico, ovvero il momento dell'abbandono, dell'inibizione che molla la presa, il momento in cui si segue il flusso delle cose senza opporsi. Per una persona che pensa troppo è davvero il massimo che si possa chiedere. Nella storia c'è addirittura un richiamo alla vasca di deprivazione sensoriale. Il buio, l'abbandono e rimani un nocciolo scoperto.

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Cecilia Petrucci, in arte Lonnom Bao è un'illustratrice, concept artist e animatrice 2D freelance oltre che insegnante di Masterclass di illustrazione alla scuola Event Horizon di Torino. Qui trovate il suo blog Tumblr, la pagina Behance e Artstation e il profilo Facebook.

Con Melagrana ti sei cimentata nella tua prima prova fumettistica, almeno per quanto riguarda le tue pubblicazioni. Come hai sviluppato questa storia e come hai affrontato il passaggio da illustrazione a fumetto?

Disegnavo fumetti durante gli anni di liceo con allegra ignoranza, ma le mie “opere” non hanno mai superato le cinque tavole. Più avanti nei miei percorsi di studio sono stata travolta dal fascino indiscreto dell’animazione, e devo gran parte del mio sviluppo alle sue modalità di pensiero e di storytelling. Amanti focosi a parte, ho da sempre un’attrazione platonica nei confronti del fumetto, nonché vari progetti in cantiere da diverso tempo che si stanno rivelando più idonei a diventare pagine stampate, piuttosto che cortometraggi. Però ho sempre visto la realtà editoriale come qualcosa di etereo e inarrivabile, e questa convinzione si è radicata in me a tal punto da farmi ansia. Ho deciso che è ora che il fumetto ci scenda, dal piedistallo dell’intoccabilità.
Sono dell’idea che chi intraprende un percorso di studio/lavoro partendo da un ambito differente, può trovare difficile entrare in una nuova modalità di pensiero, ma c’è la possibilità di attingere da un bagaglio culturale più ampio. Chi lo sa? Il mio intento è di racimolare tutte le conoscenze acquisite su animazione e visual development e buttarle nel calderone dei grandi propositi assieme alla passione per lo storytelling e ai sogni di gloria editoriale, per vedere che cosa viene fuori. Non ho la più pallida idea di come andrà, quindi tanto vale smettere di pensarci e mescolare, mescolare, mescolare. Nel peggiore dei casi esplode tutto, confido in linea di massima in un gran bel botto.
Nell’affrontare una storia, il mio più grande ostacolo è sempre l’ordine mentale richiesto nella scrittura. Credo che questo sia dovuto al fatto che non mi sono mai ritrovata a scrivere sul serio, per un pubblico al di fuori di me. Quando scrivo una storia, è faticoso ripescarsi tutti i post–it e i cartoni della pizza che portano un pezzo del puzzle e capire se si tratta effettivamente dello stesso puzzle! Ci sto lavorando. Anche sull’ordine mentale…

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Hai mai lavorato in precedenza con il tema dell'erotismo? Qual è stata la tua rivisitazione del genere e quali pensi siano le sue potenzialità comunicative?

Parlando di erotismo, più o meno nsfw, è deliziosamente divertente imparare a conoscerne ogni sfumatura e sviluppare un gusto personale presumibilmente raffinato. Mi è successo di eseguire lavori erotici di valore artistico “variabile”, ma lanciarsi in una storia è diverso, profondo, molto più coinvolgente. Io ho cercato di approcciarmici con una sorta di pensiero laterale, cercando qualcosa di non troppo raccontato, o forse non direttamente riconducibile all’eros, che potesse essere esplorato e affrontato assieme al pubblico.
Ci sono delle controindicazioni: un soggetto ricercato può essere interessante, ma c’è il rischio che rimanga superficiale, come un virtuosismo estetico. Un soggetto vissuto è qualcosa che il target potrebbe leggere come proprio e immedesimarsi, ma senza originalità anche l’impegno dell’autore a raccontare qualcosa di umano potrebbe risultare piatto. La verità sta nel mezzo, nel raccontare di erotismo, ci vuole un delicato equilibrio, uno stimolante approfondimento che parte da basi “empatiche”.
Nella mia storia c’è una punta di qualcosa di mio e altro che ho esplorato con la creatività, cercando di fare un mix equilibrato delle due cose. Ho quindi scelto una tematica che partiva da qualcosa di conosciuto, per addentrarmi in ciò che si è rivelato un approfondimento conoscitivo per me stessa, prima di chi leggerà. Spero di ricevere apprezzamento anche da chi avrà opinioni profondamente diverse dalle mie. È vero che parlare di eros è una costante universale, ma ci sono talmente tanti gusti che è impossibile accontentare tutti con una storia! È qui che speriamo che Melagrana possa essere apprezzato per la sua varietà di contenuti, e proporli tutti allo stesso pubblico potrebbe far interessare a diversi contesti erotici chi ha tendenzialmente i soliti gusti, facendo leva sulla sensazione primordiale legata al piacere: lo stimolo ad approfondire.

Attorno a cosa ruoterà la trama del tuo racconto? Che tipo di tematiche affronterà, oltre a quella erotica?

Io ho optato, con del rischio, per una tematica un po’ sottovalutata e abbastanza pericolosa da affrontare in un’antologia che parla di eros… che è il tema dell’asessualità. Sono dell’idea che ci sono vie alternative ai forum e alle interviste per introdurla in modo meno confusionale, e soprattutto è molto importante capire che una cosa non esclude l’altra. L'asessualità non dipende dalla totale abnegazione della propria sessualità, anzi, la problematica è quella di dover convivere con una maturità sessuale che non è legata né ad un partner fisico, né a perversioni sessuali di un qualche tipo, è tutto estremamente personale.
A questo punto si aprono numerose parentesi esplorative che con un po' di creatività e moderata serietà possono essere trasformate in trame interessanti, e qui entra in scena il mio soggetto, che in fin dei conti si rivela una cosa molto meno seria di quello che sembra: ci sono persone, animali pennuti, viaggi mentali e tanto verde da farla sembrare una catarsi hippie… Nonostante la premessa, infatti, la mia volontà è stata anche quella di scegliere un contesto e uno sviluppo della storia che si basasse principalmente sulla leggerezza. Una disarmante quantità di leggerezza. Vorrei evitare di incappare in equivoci: non c’è niente da insegnare a nessuno, semplicemente divertire e far riflettere su qualcosa, con empatia.

Vi ricordiamo che per sostenere il progetto potete recarvi a questo indirizzo o cliccare i banner sul nostro sito per recarvi sulla pagina di Indiegogo e acquistare il perk che preferite.

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Melagrana: l'erotismo di Giulio Macaione nelle tavole in esclusiva

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Melagrana, il nuovo progetto in crowdfunding di Attaccapanni Press, ha già superato il 50% dell'obiettivo della raccolta fondi, dopo solo una settimana dal lancio. Se volete saperne di più sul progetto in generale, potete leggere l'intervista che abbiamo realizzato con le due curatrici del progetto, nonché fondatrici dell'etichetta editoriale indipendente, Ariel Vittori e Laura Guglielmo. Ora però vogliamo cominciare a parlarvi più nel dettaglio di alcuni dei lavori che troverete all'interno di questo corposo volume di 250 pagine, con 17 storie realizzate da 21 tra autori e artisti. Oggi vi presentiamo alcune tavole della storia realizzata da Giulio Macaione, fumettista che si è imposto sulla scena nostrana con il recente Basilicò per Bao Publishing. Abbiamo quindi contattato l'autore per fargli qualche domanda sulla sua storia.

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Osservando le tue tavole, notiamo come siano piuttosto differenti da quelle viste su Basilicò, sia per impostazione che per scelte cromatiche, con colori quasi estivi e densi. Hanno una struttura più tradizionale a livello di layout, anche se ogni tanto ritornano delle soluzioni grafiche particolari.
Come hai concepito la storia dal punto di vista artistico?

Ogni volta che inizio un fumetto nuovo mi lancio una piccola sfida: che sia una scelta cromatica nuova, un modo di gestire la sceneggiatura o semplicemente di impaginare la tavola. Nel caso di 7, la mia storia per Melagrana, mi sono imposto di realizzare una storia a colori con una gamma cromatica limitata, che ricordasse anche l’atmosfera di Barcellona, dove la vicenda è ambientata. Per quanto riguarda l’impaginazione, invece, ho voluto differenziare le scene dove si vede il protagonista (con una griglia abbastanza regolare, senza vignette a vivo) e quelle invece dove mostro la sua immaginazione (a vivo e senza bordi che delimitano le varie vignette).
 
Parlaci un po' della tua storia a fumetti. Su cosa è incentrata la vicenda principale?

La storia racconta di un uomo in trasferta di lavoro a Barcellona che si accorge che nella stanza di fianco alla sua una prostituta riceve i suoi clienti. Questo fa scattare nel protagonista un momento di voyeurismo e le sue fantasie lo portano in una direzione inaspettata.
 
Come ti sei approcciato alla tematica dell'erotismo? È la prima volta che ti cimenti con questo genere?

Mi è sempre piaciuto disegnare scene erotiche, amo disegnare la figura umana e non è la prima volta che realizzo una storia erotica (per quanto la prima, realizzata per una mostra anni fa, sia inedita e fosse molto acerba). L’erotismo mi diverte, penso sia uno dei modi più intriganti per raccontare la psicologia di un personaggio. Purtroppo nel Fumetto ha troppo poco spazio.

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Nella gallery in basso trovate qualche altra tavola. Per finanziare il progetto recatevi a questo indirizzo e acquistate il perk che preferite. Qui trovate invece tutte le informazioni finora note sul progetto.

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