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The Pretender: breve intervista sul nuovo progetto di Ehm Autoproduzioni

Dopo la pubblicazione in rete del primo teaser del nuovo fumetto di Ehm Autoproduzioni su Lo Spazio Bianco, la nostra attenzione è stata attratta dal progetto, nato originariamente per un concorso di Verticalismi, che si appresta ad essere riportato a nuova vita dai due creatori originali, l'artista Antonello Cosentino e il colorista Francesco Montalbano, a cui si è aggiunto in qualità di sceneggiatore Bartolomeo Argentino. Abbiamo quindi deciso di fare quattro chiacchiere con gli autori dell'opera, oltre a realizzare una breve analisi del teaser Bud.

Un fumetto fantascientifico e distopico, che presenta una società governata dalla tecnologia in cui il confine tra realtà e fantasia, tra verità e immaginazione, è sempre più labile, conducendo facilmente alla follia, almeno apparente, proprio come accade nel teaser per ora disponibile, il cui protagonista è Bud. Il setting è intrigante, magari non originalissimo, per via di diversi elementi ricollegabili ad altre opere, ma questo è uno dei principali problemi con cui si ha a che fare quando ci si confronta con la fantascienza. Lo stile di disegno, è molto americano e su storie fresche e giovani come queste risulta particolarmente azzeccato. Cosentino ha un'ottima concezione degli spazi e un'impostazione della pagina tradizionale per il fumetto in stile supereroistico. I disegni sono proporzionati, dinamici e anche il character design è piacevole. A questo va poi aggiunta la paletta cromatica adottata da Montalbano, che ben si amalgama con i toni e i disegni di The Pretender.
Quello che si evince inoltre è la solida gestione dello spazio narrativo concesso in un teaser: un formato ridotto che richiede una condensazione dei principali elementi dell'opera, facendo comprendere al lettore il tipo di storia, l'ambientazione, gettando le basi per sviluppi futuri senza svelare troppo, invogliando il lettore ad addentrarsi ulteriormente in questo universo, lasciando pochi dubbi sulla gestione della storia quando i respiri narrativi saranno maggiori nella serie.

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Recentemente, avete pubblicato il primo teaser del reboot di The Pretender, incentrando la storia sulla presentazione del personaggio Bud. Ma facciamo un passo indietro: il fumetto è stato presentato per la prima volta per un concorso di Verticalismi, in cui vi siete classificati ottavi. Ma come nasce davvero l'idea di questo progetto?
Antonello: L'idea di The Pretender nasce principalmente dal mio amore per la fantascienza e la possibilità di mettermi alla prova come disegnatore nel rappresentare determinati paesaggi che possano essere completamente diversi fra di loro. Creare un mondo di fantascienza è una delle cose che più ti stimola a livello creativo, cercare di dare un perché e una motivazione a tutto ciò che rappresenti. Certo poi dargli anche un senso narrativo è un altro discorso, assai più arduo!

Quali sono le principali differenze tra la prima versione del fumetto e quella che state ultimando? A livello di trama, di concezione stessa del prodotto e della storia, e non ultimo di persone coinvolte nel team artistico. Sappiamo del coinvolgimento di Bartolomeo Argentino…
Antonello: Come hai già accennato tu, come prima cosa abbiamo avuto la necessità di modificare il team artistico coinvolgendo Bartolomeo Argentino, nostro ex collega alla scuola del fumetto di Palermo. Dopo la pubblicazione cartacea del primo volume mi sono accorto di alcuni limiti della trama ed ero consapevole che per riuscire a far emergere il prodotto serviva qualcun altro, una testa diversa dalla mia che riuscisse a rinnovare il prodotto in maniera singolare, ma allo stesso tempo a non allontanarsi da quelli che erano i cardini fondamentali della storia. Qui è entrato in gioco Bartolomeo
Bartolomeo: Io mi sono ritrovato il compito non facilissimo di riorganizzare un prodotto coerente ma per certi versi molto classico, che rischiava di risultare meno accattivante proprio per questo motivo. Ho rivisto un po' tutto l'universo di The Pretender, cercando di mantenere la struttura portante, ma cambiandone le fondamenta. La più grande differenza è probabilmente l'ampliamento dell'elemento mistico/soprannaturale, che era quasi assente nella prima stesura e su cui adesso ruota tutta la storia, ma anche i personaggi hanno subito notevoli stravolgimenti per quanto riguarda le loro motivazioni, il loro passato, i rapporti che li intrecciano ed ovviamente il loro destino finale (sul quale non posso dirvi nulla). In definitiva The Pretender malgrado tutto rimane quello che voleva essere all'inizio, un fumetto fatto per intrattenere, che non cerca di essere un unicum in un genere già molto inflazionato ma che invece cerca di dare una lettura nuova e per certi versi un po' estrema dei classici topos della fantascienza post Star Wars, in modo da far sentire il lettore contemporaneamente a casa e in un posto completamente nuovo. 

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Parlateci un po' della trama di questo fumetto futuristico.
Bartolomeo: Ovviamente è dura dare anticipi sulla trama considerando che molte cose che saranno evidenti già dalle prime pagine della storia principale nei teaser sono volutamente avvolte in un alone di mistero. Però le linee guida come detto sopra sono molto classiche, c'è un cattivone che governa la galassia (lo incontriamo brevemente già in questa prima storia) , ci sono due eroi che si ritrovano a combattere contro il potere costituito, ci sono dei ribelli e persino un mentore dall'aspetto buffo... vi ricorda qualcosa? peccato però che le somiglianze col "grande classico" finiscano qui. Per il resto The Pretender fa riferimento a una fantascienza molto più viscerale, che riflette il modo in cui gli umani trattano il mondo (e di conseguenza loro stessi) piuttosto che avere il semplice compito di sfondo alternativo per una storia sword&sorcery. I nostri personaggi si muovono all'interno di una società molto automatizzata, dedita alla produttività e tenuta strettamente sotto controllo da un sistema che scoraggia in tutti i modi il contatto tra le persone e la circolazione di idee. All'interno di questo meccanismo i protagonisti si ritroveranno ad essere entrambi superflui e dovranno scappare per salvarsi la vita, e una volta fuori non si limiteranno a combattere contro i cattivi, ma dovranno rivalutare completamente la loro esistenza in quanto esseri umani e non semplici ingranaggi. Questo li porterà a scoprire degli orribili segreti sia su loro stessi che sul mondo che li circonda, ma anche delle verità che trascendono quello che credevano fosse reale e che porteranno a scoprire un potere che si credeva perduto...

A livello artistico invece, una domanda per Antonello Cosentino. Quali sono state le scelte principali che hai dovuto affrontare a livello di character design? Ti sei ispirato a qualche opera in particolare? Sei partito direttamente a digitale o in tradizionale?
antonello: Ci sono state tantissime modifiche nel character design nel corso della storia, dalla realizzazione tecnica alla concezione del design stesso della tecnologia. Nella prima versione dell'albo il tipo di tecnologia è molto standard e classica, mi sono ispirato molto ai mondi e alle città di Invincible di Ryan Ottley e poi l'influenza di Star Wars penso sia stata inevitabile. Fin dall'inizio ho lavorato interamente in maniera tradizionale, dal concept alle stesse tavole, ma con il passare del tempo mi sono evoluto è son passato al digitale, fondamentalmente a causa dell'inchiostrazione manuale che non riuscivo a padroneggiare bene. Il digitale, invece, mi permette di osare molto di più e di sperimentare tecniche sempre diverse. In quest'ultima versione di The Pretender Bartolomeo ha richiesto un drastico cambiamento della tecnologia e fin da subito sono stato d'accordo con lui, soprattutto quando mi disse che voleva che in parte fosse biologica. Il riferimento principale che mi diede fu H.R. Giger, ma non ritrovandomi molto in quello stile ho cercato di mischiare vari elementi della fantascienza classica con alcuni elementi tipici di Giger e spero di esserci riuscito e che soprattutto risulti una cosa diversa dal solito. A dire il vero non c'è un'opera in particolare che mi abbia ispirato, più che altro ci sono stati diversi autori che in un modo o in un altro mi hanno ispirato. Alcuni di questi sono stati Matteo Scalera, Moebius, Geof Darrow e i sopraccitati Ryan Ottley e Giger.

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Francesco Montalbano, si è occupato della colorazione digitale: per rendere al meglio le atmosfere futuristiche, come hai operato la scelta della paletta cromatica da utilizzare? Ti ha aiutato la definizione marcata dei neri da parte di Cosentino?
Francesco: Un po' come fanno tutti i coloristi scelgo la palette in base alle emozioni che comunica la scena, quindi in una scena triste, drammatica, cerco di utilizzare toni più freddi come il blu, il viola, la temperatura è sempre associata alle emozioni. Per quanto riguarda i neri marcati anche io ne ho incoraggiato l'utilizzo, principalmente per una questione di gusto personale.

A quando il prossimo teaser? Potete svelarci qualcosa a riguardo?
Antonello: Il prossimo teaser è previsto a fine mese e non possiamo svelare praticamente nulla, possiamo solo dirvi che la storia sarà incentrata sulla protagonista effettiva della storia: Gaana. Nei prossimi giorni su Ehm Autoproduzioni e sulla pagina di The Pretender, che attiveremo proprio per l'occasione, sveleremo la cover del nuovo teaser.

Qui la cover del secondo teaser Gaana.

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