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Io sono Dragon Ball

Quando si parla di Dragon Ball la nostra mente tendenzialmente ci porta a Super Sayan, combattimenti galattici e power-up. Tuttavia, ci sono due Dragon Ball, quello pre-Sayan e quello post-Sayan, ovvero infanzia e maturità di Goku che gli anime hanno ben diviso in due serie. Seppur la parte “Z” sia quella di maggior successo, è molto diffuso il giudizio che vuole la prima parte (o quanto-meno, fino al combattimento con Freezer), la migliore di tutta la saga.

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Dragon Ball alle origini era un fumetto ben diverso da quello che sarebbe poi diventato, essenzialmente una storia d’avventura, di viaggio e di amicizia. Il Goku bambino con la coda di scimmia, ispirato a una leggenda giapponese, ha un animo puro a cui fa da contrasto una forza sovraumana. Durante la ricerca delle sfere del Drago, la bella Bulma identifica una di esse nell’abitazione del ragazzo. L’unione delle 7 sfere evoca il drago Shenron che dà la possibilità di esaudire un desiderio. I due, così, uniscono le forze (visto che Goku non vuole separarsi dalla sua sfera, regalatagli dal nonno). Nasce così un’amicizia che durerà per sempre e che dà a un’avventura che dire epica è poco.

Effettivamente, questi primi capitoli raccolti nel volume Mondadori (in collaborazione con Star Comics) emanano un sense of wonder unico. Storie che a 32 anni (l’esordio è targato 1984) mantengono intatte la stessa freschezza, lo stesso umorismo e l’identico impatto sul lettore. Questo grazie al genio di Akira Toriyama, alla sua abilità narrativa e al suo tratto morbido capace di donare grande espressività ai personaggi e dinamismo nelle scene d’azione.

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Nei 23 capitoli presentati, che compongono la prima saga completa del manga e che porta alla prima evocazione del drago Shenron, Toriyama è una fucina di idee, crea situazioni sempre nuove, gag esilaranti e dà vita a personaggi memorabili. Le lodi non sono certo sperticate in quanto parliamo di un classico del fumetto giapponese che ha fatto letteralmente scuola diventando, oltre che lettura obbligata, anche una pietra di paragone negli anni a venire. Un fumetto che, per buona metà, ha mantenuto una qualità davvero alta per poi calare, pur mantenutosi comunque su buoni livelli fino alla fine nonostante un’evidente stanchezza di idee. Tuttavia, è un problema che non riguarda questa proposta intitolata Io sono Dragon Ball che vede un autore al suo top.

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Riguardo la confezione del volume, ed è questa la vera novità di questa iniziativa, Mondadori ci presenta un bel cartonato voluminoso (dimensioni 18,7x28,5) elegante da esporre in libreria ma soprattutto con carta di ottima qualità che, insieme alla dimensioni, permette di godere delle tavole di Toriyama al meglio. Volendo proprio trovare delle pecche, non ci sono gli inserti a colori dove previsti, manca un apparato redazionale (anche minimo) e la versione presentata è quella ormai diventata ufficiale che presenta alcune modifiche rispetto alla prima (in particolare nei siparietti piccanti con Bulma). Sia ben chiaro, nulla di particolarmente grave, il volume è assolutamente consigliato, essendo anche auto-conclusivo, sia a chi non ha mai letto Dragon Ball, sia a chi l’ha già fatto ma mai in queste dimensioni.

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La prima avventura di Dragon Ball in volume

  • Pubblicato in News

Star Comics e Mondadori uniscono le forze in libreria per dar vita al volume Io sono Dragon Ball, un tomo cartonato già disponibile in libreria e su Amazon.
I fan della serie creata nel 1984 da Akira Toriyama hanno ora la possibilità di leggere il primo story-arc della saga in un'unica soluzione in questo libro di 352 pagine. Assisteremo all'incontro fra Goku e Bulma e all'inizio della ricerca delle Sfere del Drago.

Di seguito, i dati del volume:


Mondadori – Edizioni Star Comics
Collana CHRYSALIDE
IO SONO DRAGON BALL vol. unico
Akira Toriyama
18,7x28,5, cartonato, b/n, 352 pp., € 20,00
Data di uscita 31/10/2016, in libreria e Amazon
Isbn 9788804672890

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Akira Toriyama contro le animazioni di Dragon Ball Super: la nostra analisi

  • Pubblicato in Toon

Akira Toriyama in un modo o nell'altro lo conosciamo tutti: è il papà di Dragon Ball e di Arale le cui versioni animate sono state trasmesse da Mediaset moltissime volte nel corso degli ultimi decenni, forgiando generazioni di ragazzini e, ad un certo punto, nauseandoli anche. Della sua opera più importante e famosa, Dragon Ball per l'appunto, dopo la prima serie animata del 1986, la successiva Dragon Ball Z, iniziata nel 1989 e il flop Dragon Ball GT del 1996, sono stati realizzati moltissimi film anime dalla Toei Animation, ben 19 se si considerano anche i più recenti. Già nel 2009 si era optato per una sorta di revival del franchise con la realizzazione di Dragon Ball Kai, andato in onda dal 2009 al 2015, versione aggiornata di Z, con la rimozione dei filler e una maggiore fedeltà al manga di Toriyama.

Ma sulla scia del revival qualcosa si è perso per strada, qualcosa di molto importante per un'opera qualsiasi, figurarsi un titolo che ha influenzato così tanti autori e generazioni di fan. Si tratta della qualità che, inutile girarci intorno, è scemata drasticamente nel giro di poco. Se poi si considera che nel 2009 è stato partorito anche quell'abominio che è Dragonball Evolution, il film live action di 20th Century Fox, le cose per il brand andavano parecchio male.

Allora si è tentata una nuova rinascita, per mostrare che di potenziale ce n'era ancora, che la storia era lungi dall'essere esaurita e per farlo, si è richiamato in campo niente meno che il papà dell'opera. Toriyama stesso, infuriato per lo scempio che era stato fatto del suo lavoro, si è impegnato personalmente per scrivere e anche partecipare alle animazioni di Dragon Ball Z: La battaglia degli dei del 2013 e il successivo Dragon Ball Z: La resurrezione di 'F', gli unici due film ambientati direttamente dopo gli eventi con cui è terminato Z, quindi in continuity con la serie originale. Potremmo anche discutere sulla effettiva qualità di questi due prodotti, che strappano una sufficienza senza troppa difficoltà ma da lì non si allontanano molto, non sono certo due capolavori dell'animazione contemporanea, ma almeno questo permetteva di costruire un trampolino di lancio per una possibile rinascita.

Peccato che poi però sia arrivato Dragon Ball Super, nuova serie animata in cui il Maestro è anche coinvolto come creatore di trama e nuovi personaggi. Già di per sé nata male, questo anime ha riscontrato problemi sin dall'inizio, soprattutto sul comparto tecnico, abbastanza carente a tratti, confrontandolo con quello visto su Z quasi venti anni fa, tanto per dire. A scatenare le polemiche più roventi è stato l'episodio 5, con errori, storpiature, carenze stilistiche e artistiche per le animazioni che hanno fatto storcere il naso a più di qualche fan. Di seguito alcune prove schiaccianti di tale inferiorità grafica, il resto nella gallery in basso.

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Ma la vera notizia se vogliamo, sono le riflessioni dell'autore che troviamo sulla rivista V Jump, che ha realizzato uno speciale commemorativo per il 30° anniversario di Dragon Ball.

"Personalmente, mi sono parecchio arrabbiato per Dragon Ball in passato, come per il film live-action che è uscito qualche anno fa. Ho revisionato io stesso lo script per il film anime e mi sono anche lamentato per la qualità dell'anime televisivo. Forse ormai è diventato un qualcosa da cui non riesco più ad allontanarmi, da quanto lo amo".

Queste le dichiarazioni del Maestro sulle pagine della rivista nipponica. Ma un dubbio sorge spontaneo a questo punto: tralasciando gli alti e bassi delle animazioni, che sì, danno fastidio e saltano subito all'occhio eccetera, ma che almeno per il quinto episodio sono state sistemate per l'edizione home video dell'anime, la scarsità del character design, la povertà di trama, la banalità del resto, tutto questo, possibile che sia sfuggito al grande Toriyama, che nel progetto dovrebbe essere coinvolto anche come supervisore oltre che come scrittore? Possibile che si debba solo evidenziare il problema delle animazioni, per quanto effettivamente raccapriccianti a tratti, senza considerare che è l'opera ad essere carente nel suo complesso, con le prime due saghe legate agli ultimi due film del franchise ma che di nuovo aggiungono ben poco?

Perchè purtroppo, il problema delle animazioni è una piaga che ultimamente colpisce moltissimi anime, per via del concitato processo di realizzazione, degli animatori sottopagati e con un lavoro estenuante a dir poco, delle scadenze ridottissime, della quantità spropositata di opere che vedono la luce ogni stagione e per altri mille motivi. Ma la trama e il character design no, non sono strettamente sottomessi a queste problematiche, eppure in questi casi fa più rumore un volto disegnato male che la banalità sconcertante di certe storie.

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Incredibile corto live-action basato su Dragon Ball Z

  • Pubblicato in Nerd

Vi ricordate il pessimo e dimenticabile Dragon Ball Evolution di James Wong? Se non lo avete mai visto oppure volete lasciarvelo definitivamente alle spalle, non perdetevi questo corto live-action Dragon Ball Z: The Fall of Men realizzato dalla BlackSmokeFilms con un budget davvero ridicolo rispetto ai blockbuster a cui siamo abituati, e basato sul famoso franchise creato da Akira Toriyama. In particolare, la storia è basata sulla saga del Trunks del futuro che cerca di ritornare indietro nel tempo per scongiurare la fine del genere umano ad opera del cyborg Cell, rivisitata accentuando le atmosfere dark e post apocalittiche dell'arco narrativo originale.

(Via CBM)

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