Menu

 

 

Speed Rece #13: le nostre letture in breve

  • Pubblicato in Focus

Appuntamento numero 13 con Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura!

Constantine-23
Constantine 23 (RW Lion)

di Garth Ennis e Steve Dillon
John Constantine va in vacanza a New York e invece di rilassarsi inizia una personale discesa agli Inferi accompagnato da un Virgilio d'eccezione: JFK. L'esito è un'allucinata allegoria che mescola nuovi miti e Sogno americano. La storia ricorda per atmosfere quelle oniriche e malate scritte da Jamie Delano agli esordi della serie, con un Garth Ennis più misurato del solito, ma sempre crudele e sarcastico nel delineare scenari metropolitani da incubo. Steve Dillon materializza il tutto in modo preciso, ma i suoi disegni risentono del passaggio al b/n e risultano troppo scuri, penalizzando quindi la lettura in alcune pagine.
Voto: 6,5
Luca Giovanelli

MDEMK075 0
Daredevil 24 (Devil & I Cavalieri Marvel 75, Panini Comics)

di Brian Michael Bendis, David Marquez, Justin Ponsor, Ed Brisson e Mike Perkins
L’attesa è finita! Debutta in questo numero Defenders, testata che riunisce gli eroi urbani già visti all’opera nell’omonimo serial Netflix. Daredevil, Iron Fist, Luke Cage e Jessica Jones si uniscono per fronteggiare il ritorno di Willis Stryker, alias Diamondback, che minaccia l’odiato Cage ed i suoi affetti. Dopo le gestioni non esaltanti di X-Men e Guardiani della Galassia, Brian Micheal Bendis torna alle atmosfere urbane che avevano segnato l’inizio della sua carriera: un ritorno alle origini in grado di galvanizzare lo scrittore di Portland, che firma un numero d’esordio dal ritmo scoppiettante, egregiamente supportato dal sontuoso comparto grafico formato dalle matite di David Marquez e dai colori di Justin Ponsor. Il team artistico realizza un ibrido tra fumetto di supereroi e noir urbano graficamente eccelso: spettacolare la prova di un ormai maturo Marquez, consolidata stella del comicdom, bagnata dai colori a tinte porpora e fluo di Ponsor. Una partenza col botto per una serie che è già un must. In appendice, continua la scontro tra Iron Fist e l’abituale alleato Shang-Chi, controllato mentalmente dal Veggente: botte da orbi che danno all’ottimo Mike Perkins la possibilità di scatenarsi con tavole cinetiche che sembrano uscite da un action movie di Hong Kong, mentre Ed Brisson provvede ad imbastire la trama e a chiudere un eccellente numero del quindicinale dedicato agli eroi urbani della Marvel.
Voto: 8
Luca Tomassini

1509986801235.jpg--
Dragonero Adventures 2 – Nella tana dei Goblin (Sergio Bonelli Editore)

di Stefano Vietti, Antonella Platano e Vincenzo Riccardi
Proseguono le avventure “young” di Ian Aranill: il giovane eroe, accompagnato dalla sorella Sera e dall’orco Gmor, loro malgrado, si sono ritrovati a dover cercare degli ingranaggi di un libro magico prima che il Burattinaio se ne impossessi e, dall’Inframondo, arrivi nel loro mondo e lo metta a ferro e fuoco. Stefano Vietti racconta il tutto con la giusta e misurata leggerezza narrativa capace di posizionarsi su un doppio registro linguistico: il pubblico giovane può divertirsi con le avventure, strutturalmente spensierate, dei tre protagonisti, mentre quello più adulto può ricostruire il passato del personaggio e rintracciare la moltitudine di riferimenti alle avventure adulte di Ian. Da lato artistico, il lavoro Antonella Platano sorregge gli intenti del racconto con un disegno ricco e una messinscena movimentata che rende facilmente leggibile l’evoluzione delle scene. In calce al volume sono stati inseriti gli interessanti studi dei personaggi con dettagli e curiosità legati agli oggetti del mondo di Dragonero Adventures (ma non solo). Chiude l’albo, una breve storia, scritta dallo stesso Vietti e disegnata da Vincenzo Riccardi, dedicata ad una delle (sicuramente numerose) sessioni di allenamento di Ian con il nonno Herion, che, al di là della divertente costruzione narrativa che gioca tra allenamento e fantasia, regala ai fan di Dragonero una scena inedita e fondamentale per il personaggio e la sua evoluzione nella serie “madre”.
Voto: 7
Leonardo Cantone

MOMEN001ISBN 0
Nomen Omen: Total eclipse of heart (Panini Comics)

di Marco B. Bucci e Jacopo Camagni
Becky è una ragazza che vive a Manhattan con le sue due mamme. Affetta da acromatopsia, l'incapacità totale di percepire i colori, sembra avere una vita normale. Usa i social e scatta anche ottime foto, nonostante il suo problema, avendo un discreto successo su Instagram. Tutto normale a quanto pare. La ragazza inizia però ad avere delle visioni, subito dopo la perdita del suo migliore amico morto in un incidente. Una notte queste visioni si evolvono in qualcosa di più inquietante: un demone che le ruba il cuore. Becky comincia così a percepire la magia che circonda la nostra realtà sotto forma di colori. Il nostro mondo è al centro di una battaglia tra creature leggendarie ed esseri mitologici. Parte così Nomen Omen: total eclipse of heart, opera di Marco B. Bucci e Jacopo Camagni che richiama lavori come American Gods, cosa inevitabile quando si tratta di divinità in tempi moderni. Non che sia un male e, sicuramente, riesce ad avere una propria identità, fortunatamente anche marcata.
La sceneggiatura di Bucci è serrata già dalle prime tavole ma non eccessiva e troviamo un dinamico e magistrale uso dei dialoghi. I disegni di Camagni sono ipnotici e affascinanti. Il suo tratto morbido è perfetto per un urban fantasy di questo calibro. La scelta poi delle tavole in bianco e nero per creare maggiore immedesimazione col mondo acromatico di Becky è ben inserita nell'opera, amplificando poi le esplosioni di colori delle tavole successive. Un titolo che ha la portata per provare il salto nel mercato estero. Sicuramente migliore di molte opere Image Comics attualmente in circolo.
Voto: 8
Emanuele Amato

24059248 920924998062531 7530816534392654722 n
Un eroe una battaglia 2 – La pioggia di Alesia (Editoriale Cosmo)

di Giovanni Masi e Valerio Nizi
La Battaglia di Alesia, e ce lo ricorda lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico, è stata la battaglia decisiva per la vittoria di Roma sulla Gallia, capace di sopraffare le orde barbare di Vercingetorige e di confermare al mondo (e alla Storia) l’arte della guerra dell’Impero Romano. Giovanni Masi, rimanendo il più fedele possibile alle memorie di Cesare, ne ha estratto un racconto capace di evocare, con le suggestioni prive di “giudizio” da cinegiornale bellico, la durezza, il caos e la violenza di una battaglia sanguinosa. Il racconto è a due voci, quelle di Tito e Lucio, amici e amicalmente competitivi, due Centurioni che si sono battuti affianco del loro Imperatore. La sceneggiatura di Masi non si perde in frasi retoriche ad effetto, ma rimane salda nella sua volontà “documentaristica” di trattare una materia narrativa come lo scontro fisico, viscerale, “tangibile”, di una delle battaglie più importanti per la storia mondiale. A descrivere visivamente il racconto c’è l’arte di Valerio Nizi, capace di rappresentare con vivida espressione e messinscena (che strizza l’occhio ad una visione cinematografica) dal grande impatto, tanto nel tratteggiare la violenza della battaglia quanto la “quiete prima della tempesta” tra un’ondata di barbari e l’altra. Dal grande impatto narrativo è l’uso delle onomatopee: le urla, il clangore delle armi e, soprattutto, il battere veloce della cavalleria sul terreno di scontro, riescono a sedimentarsi nella mente del lettore come sottofondo, come tessuto sonoro, durante la lettura.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

MMHIS022ISBN 0
X-Force: Questa forza scatenata (Panini)

di Rob Liefeld, Fabian Nicieza e Todd McFarlane
Ristampa delle prime avventure del gruppo mutante di Cable & co.: qui sono raccolti gli ultimi 3 numeri di New Mutants e i primi quattro di X-Force, insieme ad un crossover con lo Spider-Man di Todd MacFarlane. Avete presente ritrovarsi fra le mani un vecchio album di glam metal anni'80- primi '90, riascoltarlo e scoprire che dietro i capelli cotonati, il makeup, i lustrini c'è solo del vecchio e sano rock'n roll? La X-Force di Rob Liefeld fa più o meno questo effetto: certi orrori “anatomici” saranno lì da venire così come il furioso business degli albori della Image, ma qui abbiamo “solo” storie ipercinetiche e roboanti di pura azione dove tizi in costume se le danno di santa ragione con il tratto di Liefeld ad amplificare e esagerare tutto. Dialoghi in cui personaggi urlano e assumono pose esasperate; i volti che sono “teorie” di rughe, segni, cicatrici; le acconciature che sfidano la forza di gravità; vestiti e uniformi che manco Vivienne Westwood. In poche pagine poi incontriamo: il Fronte di Liberazione mutante, l'Alleanza Cadre, il Club Infernale, i Morlock, lo Shield, Deadpool, Black Tom Cassidy, il Fenomeno e anche il crollo delle Torri Gemelle. Ci sono ovviamente gli uomini X: quel che resta dei Nuovi Mutanti  più l'innesto di nuovissime leve create per l'occasione. Il buon Rob, qui anche soggettista, butta fuori idee su idee e il “povero” e sottovalutato Fabian Nicieza con dialoghi serrati e rapidi (e qualche volta irrimediabilmente “tamarri”) riesce a dare ordine a questo carnevale creativo. Il risultato è, a distanza di oltre vent'anni, meno ingenuo e sgradevole di quello che ci si aspetta. Siamo lontani anni luce dai complessi mutanti di Chris Claremont, qui abbiamo giovani arrabbiati e belligeranti, la cui uscita dall'età dell'innocenza è concepita come una guerra in cui si può anche morire o uccidere. Ma mentre talune storie dell'autore canadese sono senza dubbio invecchiate male, qui invece riscopriamo un'inaspettata freschezza, una vitalità originaria attraversato da una sottile ma riconoscibile auto-ironia. Volontà di sorprendere quindi e divertimento, figli delle strategie di vendita certamente, ma anche del più tradizionale e benedetto sense of wonder. Un “classico moderno” della Marvel per i nuovi lettori, una piacevolissima riscoperta per chi già lo conosceva.
Voto: 7,5
Luca Giovanelli

Leggi tutto...

Speed Rece #12: le nostre letture in breve

  • Pubblicato in Focus

Ecco a voi la dodicesima puntata di Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura!

Caput-Mundi-3-cover preview
Caput Mundi 3 – L’Uomo Che Non C’era (Editoriale Cosmo)

di Giulio A. Gualtieri e Ludovica Ceregatti
La saga dell’Universo Cosmo arriva a metà: Nero, Eva, il vampiro Battaglia, la Mummia, tutti i personaggi si stanno posizionando sulla scacchiera e di nuovi se ne stanno aggiungendo. L’ultimo è L’Uomo Invisibile, ladro acrobata e sopraffino, capace di penetrare ogni luogo per trafugare qualsiasi cosa: non si fida di nessuno, è cauto nel muoversi nel sottobosco criminale, ma non sa che, nonostante la sua “invisibilità”, è attentamente osservato. Sarà costretto ad un colpo estremamente audace e non privo di pericoli. La sceneggiatura di Giulio A. Gualtieri si allinea con i numeri precedenti, andando ad arricchire il quadro narrativo, e lo fa lasciandosi ispirare dalle atmosfere cinematografiche dei furti spettacolari, descrivendo l’azione con l’alternanza tra scene d’azione e dialoghi da noir hard boiled. I disegni di Ludovica Ceregatti descrivono con linea sottili e pulite la Capitale e i personaggi che vi si muovono all’interno, sfruttando le potenzialità narrative delle ombre e dei neri, non mero elemento descrittivo, ma fondamentale nella trattazione dell’Uomo Invisibile.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

1508510036483.jpg--nel mistero   dylan dog 375 cover
Dylan Dog 375 - Nel mistero (Sergio Bonelli Editore)

di Tiziano Sclavi, Angelo Stano e Giovanna Niro
"Quando un uomo muore, muore l'intero universo". È in questa frase che si nasconde un po' il senso dell'albo, anticipato da un volume cartonato uscito in occasione Lucca Comics & Games un mese fa. A un anno di distanza dalla sua ultima prova, torna Tiziano Sclavi e tanto basta a far comprare l'albo a scatola chiusa. Ma, a differenza di Dopo un lungo silenzio, ci troviamo di fronte a una storia decisamente valida, ma meno intensa. Un po' perché c'è una sensazione di déjà vu ricorrente con tematiche e situazioni care a Sclavi che si ripropongono in quest'albo che ricorda tanto anche la celebre Attraverso lo Specchio. Ma tante piccoli tocchi di classe fanno apprezzare comunque la sua sceneggiatura impreziosita dall'ottima prova di Angelo Stano alle matite e dai colori di Giovanna Niro.
Voto: 7,5
Gennaro Costanzo

Doom-Patrol
Doom Patrol: Un pezzo per volta (RW Lion)

di Gerard Way e Nick Derington
Pur essendo un team storico del variegato pantheon DC, la Doom Patrol, creata nel 1964 da Arnold Drake e Bruno Premiani, non ha mai raggiunto il livello di popolarità di un gruppo di superstar come la Justice League. Un destino motivato probabilmente sia dal non poter annoverare personaggi famosi come Batman o Superman tra le proprie fila, che dalla natura del tutto particolare del team formato da persone portatrici di handicap che svariano da disabilità fisiche a psicologiche, freak disadattati ed esclusi dalla società. La serie vivacchia più tra bassi che tra alti fino al 1989, quando viene affidata ad un giovane Grant Morrison che ne coglie la natura eccentrica e ne esalta gli aspetti più bizzarri fino a farne un manifesto di surrealismo e psichedelia, abbandonando gli stereotipati schemi narrativi del fumetto di supereroi per abbracciare influenze letterarie, dadaismo, scrittura automatica, simbolismo, la magia di Alesteir Crowley e chi più ne ha più ne metta. Questo affascinante calderone psichedelico diventa un cult per molti giovani lettori dell’epoca, tra cui Gerard Way, futuro leader della rock band My Chemical Romance. Way, amico di Morrison, fa rivivere lo spirito della Doom Patrol dell’autore scozzese in questa nuova serie, in cui tornano personaggi classici come Cliff “Robotman” Steele e Larry “Negative Man” Trainor, oltre alle invenzioni morrisoniane più brillanti come Flex Mentallo, Crazy Jane e Danny La Via. Ma il volume vede soprattutto il debutto di Casey Brinke che fornisce il punto di vista del nuovo arrivato sulla stralunata vicenda che, più che raccontata, deve essere vissuta come un trip onirico. Rispetto alla versione di Morrison, questa Patrol risplende di un’aura deliziosamente pop, vuoi per l’esperienza scenografica di una rockstar come Way, vuoi per la fantasia scatenata dell’ispirato Nick Derington alle matite e dell’accesa palette cromatica di Tamra Bonvillain.
Voto: 8
Luca Tomassini

groucho-daw
Grouchio #11: Groucho all’inferno (Sergio Bonelli Editore)

di Daw
Dylan Dog è morto. Divorato da un zombie? Assassinato da un serial killer? Ucciso da un mostro? No. La sua morte è dovuta all’orda di una folla inferocita, in stile Black Friday, per gli sconti su set di camice rosse e Clarks. Inizia così, in maniera assurdamente fantastica, il Grouchino di Daw dal titolo Groucho all’inferno.
Goucho appresa la notizia decide di fare ciò che deve per il suo amato capo: andare all’inferno a recuperarlo. L’albo numero 11 dedicato all’immortale assistente dell’Indagatore dell’Incubo inizia facendoti ridere a crepapelle e finisce nello stesso modo. La narrazione è lineare e gira su toni umoristici ottimi. Le freddure di Groucho sono amplificate e ribattute dal suo improvvisato assistente, il coroner che ha eseguito l’autopsia a Dylan. I gironi infernali sono strutturati secondo la legge del contrappasso moderno. In uno di essi c’è anche un cameo del magister Roberto Recchioni.
Voto: 7,5
Emanuele Amato

1507648786649.jpg--memoryville   le storie 62 cover
Le Storie 62 – Memoryville (Sergio Bonelli Editore)

di Gianmaria Contro e Max Avogadro
Illwood è un piccolo, sonnolento e soffocante paesino della provincia americana: luogo in cui si sono concentrate emotività frustate, vitalità spente e bisogno di riscatto sociale, Memoryville – il nomignolo affibbiatogli dagli abitanti – nasconde anche sconvolgenti segreti. A scoprire il primo che, come in un domino, svelerà terribili eventi che risalgono a circa trent’anni prima, sarà Harrold, scrittore frustrato, giornalista da poco, che trova il rottame di un’automobile con dentro lo scheletro di uomo: inizia, così, un indagine che porterà il cronista a svelare molto più di quanto avrebbe voluto. Gianmaria Contro adotta un linguaggio filmico, da thriller, a favore di una narrazione capace di catturare il lettore nella sua costruzione con diverse dimensioni temporali. Presente e passato sono al centro anche dell’apparato visivo di Max Avogadro che sceglie di utilizzare un disegno ricco, pieno di dettagli, marcato – specie nella trattazione del bosco, fondamentale elemento narrativo – per ritrarre il presente del racconto, mentre un’immagine più spenta, opaca come avvolta nella nebbia, si presta alla raffigurazione del passato.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

The-Wild-Storm-1
The Wild Storm: Libro Primo (RW Lion)

di Warren Ellis e Jon Davis-Hunt
Tra gli studi Image dai sette soci fondatori nel 1991, la Wildstorm di Jim Lee è stata senza dubbio quello che ha fornito il contributo qualitativo più elevato alla neonata casa editrice: titoli come Wildc.a.t.s., Gen13, Deathblow e Stormwatch sono ancora nel cuore dei lettori dell’epoca. Nel 1998 Lee, fiutando la fine del momento d’oro dell’editoria indipendente, vende la Wildstorm alla DC, sottraendo al catalogo Image alcuni dei suoi personaggi di maggior successo, che verranno successivamente integrati nell’universo di Superman e soci. Ne scaturisce una convivenza forzata: troppo classici i personaggi DC, troppo rappresentativi degli anni ’90 quelli Wildstorm, che dopo il reboot New 52 vengono messi in naftalina. Finché Lee, diventato nel frattempo editor-in-chief dell’editore di Batman, chiama in soccorso dei suoi vecchi personaggi quello stesso Warren Ellis che aveva scritto alcune delle pagine più belle della Wildstorm dei tempi andati. Il risultato è una serie del titolo omonimo, The Wildstorm, che nasce col doppio scopo di festeggiare i 25 anni di attività dell’etichetta e di rilanciarla con un nuovo status quo, rifondando completamente un universo narrativo, lasciando echi, accenni e indizi di ciò che è stato in dialoghi e didascalie che potranno essere decifrati solo da lettori iniziati.
Nelle mani di Ellis la saga anni ’90 fatta di invasioni aliene, guerriere scosciate appartenenti ad ordini segreti che brandiscono katane, androidi e affascinanti agenti segreti dal piglio alla Clint Eastwood, diventa un moderno thriller spionistico con due fazioni in lotta per il controllo di una tecnologia avveniristica. Lo scrittore smonta il classico universo Wildstorm e lo reinventa con abilità, donandogli nuova vita senza tradire l’originale. Fondamentale per la riuscita dell’operazione il contributo di Jon Davis-Hunt alle matite, artista dotato di uno storytelling efficace ed essenziale che, seppur lontano anni luce dallo stile canonico dell’etichetta, è la scelta ideale per dare forma alla trama imbastita dal geniale autore inglese.
Voto: 8
Luca Tomassini

Leggi tutto...

Speed Rece #11: le nostre letture in breve

  • Pubblicato in Focus

Puntuale, arriva l'11° appuntamento con Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura.

MAMAZ105 0
Amazing Spider-Man 37 & 38 (L’Uomo Ragno 686 & 687 - Panini Comics)

di Dan Slott, Stuart Immonen, Gerry Conway, Ryan Stegman, Dennis Hopeless, Veronica Fish
Signore e Signori, allacciate le cinture di sicurezza e benvenuti allo Stuart immonen Show! Da questo mese il veterano di Superman, Nextwave, New Avengers e Star Wars prende in consegna le matite di Amazing Spider-Man, regalando alla collana madre dell’Uomo Ragno il consueto e sontuoso comparto grafico tipico dell’artista. Una sequenza mozzafiato di tavole all’insegna di azione e dinamismo, l’ideale per il blockbuster ragnesco ideato da Dan Slott, alla cui resa partecipano anche gli abituali collaboratori di Immonen, l’inchiostratore Wade Von Grawbadger e il colorista Marte Gracia. Il risultato finale è una festa per le pupille del lettore. L’arrivo dell’artista sembra conferire un rinnovato slancio ai testi di Slott, ormai in vista del traguardo del decimo anno consecutivo sulla testata, che inaugura un nuovo storyarc incentrato sulla caccia del Ragno alla sua nemesi di sempre, Norman Osborn, aiutato dallo Shield e dal suo agente migliore, la Mimo – Bobbi Morse vista anche nella serie tv dedicata all’agenzia di spionaggio più famosa dei fumetti. E tra i due potrebbe nascere qualcosa di più profondo della semplice collaborazione professionale. In appendice, debutta Amazing Spider-Man: Renew Your Vows, nuova serie ambientata in una realtà alternativa dove Peter e Mary Jane sono ancora sposati e hanno una figlia, Annie, dotata anch’essa di poteri ragneschi che non mancherà di usare per aiutare il padre nella crociata contro il crimine. Testi del veterano Gerry Conway, disegni della star nascente Ryan Stegman, partito come emulo di Todd McFarlane e approdato ad un piacevole stile personale. Ultima storia con party di addio annesso per Spider-Woman, con una parata di ospiti d’onore arrivati per salutare la neo mamma Jessica Drew: Dennis Hopeless scrive, Veronica Fish disegna con sensibilità indie.
Voto: 7,5
Luca Tomassini

american-flagg-cosmo
American Flagg! (Editoriale Cosmo)

di Howard Chaykin
Howard Chaykin fa parte di un gruppo di creativi, insieme a Frank Miller, John Byrne e Walter Simonson, che nei primi anni ’80 lasciò un segno indelebile nella storia del fumetto a stelle e strisce. Come i colleghi sopracitati, Chaykin inizia il suo percorso professionale prima alla DC, con l’adattamento dei romanzy fantasy di Fritz Leiber dedicati a Fafhrd e il Gray Mouser e poi in Marvel, dove presta le matite alla prima storica collana di Star Wars. Ma è con un’opera interamente concepita da lui, American Flagg!, che Chaykin realizza un capolavoro dell’allora nascente editoria indipendente e non solo. La serie è ambientata in un distopico 2031 in cui il governo americano ha abbandonato la Terra per trasferirsi su Marte, lasciando quel che resta degli Stati Uniti in mano ad una corporazione commerciale dalle dimensioni gargantuesche, il Plexus. È in questo scenario che si muove il protagonista Reuben Flagg, ex star televisiva in declino che viene riciclato come Ranger della Polizia, anch’essa al servizio della tentacolare compagnia. Chaykin mischia brillantemente fantascienza, atmosfere hard - boiled e satira politica e sociale, con uno stile tagliente e sferzante che ha fatto scuola. Con una lucidità che oggi lascia a bocca aperta, l’autore vaticina il crollo dell’Unione Sovietica e l’esplosione del bubbone medio orientale, anticipando la visione di un mondo dove la tecnologia e i media sono la longa manus di un potere che se ne serve per controllare gli individui, e dove gli interessi commerciali e finanziari hanno avuto la meglio sulla politica. Stupiscono ancora oggi la soluzioni grafiche ideate dall’autore, tra cui il celebre uso delle onomatopee che diventano elemento compositivo della tavola, i loghi e le icone che sembrano anticipare gli odierni sistemi di messaggistica. Riletta a distanza di 27 anni, quando venne presentata in Italia per la prima volta della Comic Art di Rinaldo Trani sulla mitica All American Comics, American Flagg! non ha perso nulla della sua carica sarcastica e irriverente, e della sua acuta visione anticipatrice del futuro.
Voto: 8,5
Luca Tomassini

1498064562COPHISTORICAbio3CaterinaCB
Caterina De' Medici (Historica Biografie - Mondadori Comics)

di Mathieu Gabella, Renaud Villard, Paolo Martinello, Andrea Meloni
La “leggenda nera” di Caterina De'Medici, di ovvi natali italiani ma Regina madre di Francia per oltre sessant'anni, uno dei periodi più bui della storia transalpina, quello delle guerre di religione nell'Europa post-Riforma. Sposa giovanissima e un destino segnato da un sistema delicatissimo di alleanze politiche, che questa complessa figura di donna sfida con determinazione e rigore, ritagliandosi un ruolo che la Storia non aveva previsto per lei. Un percorso fatto di dolore, di complicati giochi di corte e di responsabilità gravissime. Nel punto di vista degli autori c'è una parziale riabilitazione, data da uno sguardo pietoso e misurato, più efficace nei momenti intimi in cui gli eventi storici vengono filtrati dai primi piani e dai gesti della protagonista: le tavole mute della strage di San Bartolomeo (dove i Cattolici massacrarono gli Ugonotti), o i dialoghi “familiari” coi figli ne sono l'esempio migliore. Il resto invece è mestiere, non troppo originale, che eccede nelle spiegazioni e nelle didascalie, accompagnato da disegni molto discontinui: Paolo Martinello sembra infatti più a suo agio coi campi medio-lunghi e i quadri d'insieme in cui può dare prova del suo amore per i dettagli e la ricostruzione storica, mentre le figure umane, quasi tutti monarchi o nobili, rimandano la fastidiosa impressione di un tratto frettoloso, talvolta legnoso, troppo poco preciso.
Voto: 6
Luca Giovanelli

1508485373021.jpg--sparate sul pianista e altre storie   tex color 12 cover
Color Tex 12: Sparate sul pianista e altre storie (Sergio Bonelli Editore)

di A.A.V.V.
Il Color Tex autunnale è caratterizzato, come consuetudine, da storie brevi (in questo caso 5). Ogni avventura ha 32 pagine, cosa che cambia radicalmente il ritmo alle storie del ranger generalmente sviluppate in un numero di tavole di gran lunga superiore. Interessante questo albo anche per gli autori coinvolti, fra esordi, ritorni e conferme. Sparate sul pianista, riporta in scena Pasquale Ruju e Pasquale Frisenda, duo noto agli appassionati del ranger, con una solida avventura splendidamente disegnata. Convincenti gli esordi di Giorgio Giusfredi e Andrea Cavaletto ai testi, coadiuvati da altrettanto ottimi Marco Soldi e Alessandro Poli, nelle storie Io ucciderò Tex Willer e Giustizia!. L'editor del personaggio, Mauro Boselli, ci porta nel passato di Tex, al tempo delle sue prime missioni come Ranger con Abilene, Kansas. Un'altra ottima prova per lo sceneggiatore, mentre i disegni di Enrico Bertozzi non paiono sempre all'altezza specie nei volti dei personaggi. Dal tramonto all’alba, infine, vede il ritorno ai testi di uno degli sceneggiatori storici di Tex: Claudio Nizzi. Quest'ultimo, insieme a un ottimo Roberto Zaghi, firma la storia più singolare dell'albo e, a nostro avviso, la migliore del lotto. La colorazione di tutte le storie è affidata ad Oscar Celestini che fa un lavoro eccellente, adattandosi bene allo stile di ogni disegnatore.
Il nuovo Color Tex non deluderà gli appassionati con una selezione di storie valide e ben assortite per tematiche e autori.
Voto: 7,5
Gennaro Costanzo

1508162270489.jpg--origini   morgan lost dark novels 00 cover
Morgan Lost Dark Novels 0 – Origini (Sergio Bonelli Editore)

di Claudio Chiaverotti e Val Romeo
Riparte letteralmente da zero la testata Bonelli ucronica dedicata al cacciatore di taglie daltonico Morgan Lost: la "nuova" serie acquisirà una continuity più serrata e, difatti, con questo numero scopriamo cosa è accaduto nei mesi successivi al "battesimo" dell’eroe. Morgan è stato catturato, con la fidanzata, da due membri del culto di Set: la donna è stata barbaramente uccisa e lui ha sul volto il tatuaggio impostogli come iniziazione al sacrificio. Il "dopo" è drammatico, doloroso, e Morgan non solo vuole scendere a patti con l’accaduto ma vendicarsi e cominciare una nuova vita votata alla caccia dei criminali. Cambia il formato, più leggero e che permette un layout meno rigido, ma non cambia l’approccio narrativo di Claudio Chiaverotti, sempre teso verso i drammi e le contraddizioni interiori di Lost. Val Romeo ritorna sulle tavole del Cacciatore di Taglie con la medesima eleganza delineando con grande attenzione per i dettagli le scene e, in particolar modo, le espressioni dei personaggi.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

Leggi tutto...

Speed Rece #10: le nostre letture in breve

  • Pubblicato in Focus

Appuntamento numero 10 con Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura!

alien-7-copertina
Aliens 7 (Saldapress)

di Brian Wood, Tristan Jones e Liam Sharp
Il nuovo numero sullo Xenomorfo più famoso del mondo si configura come spartiacque tra due miniserie che la Saldapress ha scelto di racchiudere nei suoi spillati: quella appena terminata di Aliens Defiance e quella che comincerà il prossimo mese, Apocalisse – Gli Angeli Distruttori. Se la prima storia contenuta nello spillato numero 7 va ad arricchire Defiance, sempre ad opera di Brian Wood ai testi e Tristan Jones ai disegni, e si incastra nelle prime battute della trama, la seconda, Ascensore per il Paradiso è un racconto autoconclusivo scritto e disegnato da Liam Sharp. La storia originale risale al 2011 e vede un gruppo di marine alle prese con gli xenomorfi, bloccati in un grande elevatore, unica via di fuga per gli esseri umani. E per le creature. La storia scivola forse troppo veloce nella lettura, ma è un piacevole intermezzo narrativo dalla grande ricercatezza grafica, specie nei colori e nella resa atmosferica della claustrofobica situazione. Tutti gli elementi cari ai fan di Alien sono felicemente posizionati per una storia dall’ottimo impatto visivo, accattivante, piccolo episodio dell’Alien Universe.
Voto: 6,5
Leonardo Cantone

Chiodotorto
Chiodotorto (Magic Press)

di Dario Sicchio, Lorenzo Magalotti e Francesco Segala.
Il trio Sicchio/Magalotti/Segala, narra le vicende di Chiodotorto, criminale che esce di galera ormai convinto della sua imminente morte da parte dei boss della mala. Avendo fatto incazzare un po' di gente si sente sconfitto e accetta il suo destino, rassegnandosi al triste epilogo. Succede qualcosa di inaspettato: negli equilibri della mafia c'è un problema, un individuo si è inserito in un colpo fregando i tre boss. Chiodotorto strafatto e disperato, ha l'assurda idea di cogliere la palla al balzo e non lasciarsi andare all'infausto destino.
Dario Sicchio, in una narrazione dinamica, non spinge ancora al massimo l'acceleratore, essendo questo solo il primo volume della saga che si chiuderà col prossimo numero. I disegni si integrano alla perfezione coi testi, i personaggi oscillano tra lucidità e follia (da droghe) anche nella percezione visiva delle tavole. Aspettiamo il seguito per vedere dove si spingeranno gli autori.
Voto: 7
Emanuele Amato

groucho12
Grouncho #12 - La Fine di un Giorno Qualunque (Sergio Bonelli Editore)

di Giulio e Marco Rincione
Quando qualcuno si avvicina alla lettura dell'Indagatore dell'Incubo, in quanti prestano davvero attenzione a Groucho, il fido assistente? Partendo da questa idea, i fratelli Rincione, in questo episodio dei "Grouchini", si sporgono a guardare nella "giornata qualunque" del sosia di Marx, il celebre comico americano: una vita perennemente all'ombra del compagno Dylan. Un'esistenza che però comincia a stare stretta a Groucho, invisibile alle centinaia di persone che attraversato quella porta rossa dello studio, e in particolare a una, l'ennesima ragazza di cui dice di essersi innamorato. Il duo Marco e Giulio Rincione, gemelli palermitani al lavoro insieme in questa storia, descrivono la presa di coscienza del baffuto personaggio, la maturazione dell'idea di dover abbandonare Dylan per poter infine liberarsi della sua imponente ombra. Un'idea diventata azione, ma che diviene vana nel momento di bisogno, quando Groucho si rende conto dell'affetto per l'amico di sempre. Un piccolo sguardo in un giorno qualunque della vita dell'invisibile assistente.
Voto: 8
Alberto Palazzolo

MHAPI001ISBN 0
Happines 1 (Panini Comics)

di Shuzo Oshimi
Makoto Okazaki è un ragazzo timido come tanti, sottomesso a scuola alla volontà dei più prepotenti. Questo finché una notte, il ragazzo non viene morso da una vampira che lo lascia in fin di vita trasformandolo, a sua volta, in un vampiro. Nei giorni successivi, Makoto dovrà fare i conti con la sua nuova indole, che gli darà anche maggiore determinazione a scuola introducendolo in un nuovo gruppo d'amicizie e in situazioni più pericolose.
Il problema principale di Happiness, nuova opera di Shuzo Oshimi, autore de I fiori del male, è che a fine volume, dopo 200 pagine circa e 5 capitoli, non ci capisce dove voglia andare a parare. Al momento ci troviamo davanti a un teen-drama con una sottotrama "vapiresca" ancora tutta da sviluppare. Ok gli intrecci amorosi e le vicende scolastiche, ma il plot appare fin troppo abbozzato e lo sviluppo lento e privo di mordente. Assolutamente gradevole, invece, la parte visiva dell'opera.
Voto: 5
Gennaro Costanzo

MMMIN188 0
Secret Empire 0 (Panini Comics)

di Nick Spencer e Daniel Acuña
«Hail Hydra!» pronunciato dal più patriottico dei supereroi, Capitan America, ha sconvolto il mondo Marvel. Con non poche ripercussioni. Inizia con questo numero 0, difatti, la saga Secret Empire che vedrà Capitan America disposto a tutto pur di riscattare quella che crede sia la vera realtà: l’Hydra al potere dalla Seconda Guerra Mondiale fino ad oggi. Cap è stato manipolato ed indotto a credere questo da Kobik, un Cubo Cosmico senziente manipolato da Teschio Rosso. Il nuovo maxievento si apre con Steve Rogers che, come nel miglior insegnamento degli strateghi militari recita, opera il “divide et impera”. Con tre attacchi in simultanea, orchestrati per separare i supereroi in battaglie lontane e differenti, Capitan America può prendere il controllo del Paese. Nick Spencer costruisce la sceneggiatura sul climax narrativo della presa di poter da parte di Cap, e lo fa con una buona dose di “mestiere”, attraverso un montaggio via via sempre più serrato delle scene. Daniel Acuña lo accompagna ai disegni, e anch’egli esprime la sue capacità grafiche con grande sapienza tecnica. Una macchina ben oliata e funzionante, ma che non stupisce per le sue prestazioni.
Voto: 6
Leonaro Cantone

MNEXM052 0
X-Men Blu (Panini Comics)

di Cullen Bunn, Jorge Molina e Matteo Buffagni
Gli ultimi arrivati nell’universo mutante Marvel sono anche, grazie ai paradossi dei viaggi nel tempo, i primissimi X-Men: i giovani Ciclope, Marvel Girl, Bestia, Angelo e Uomo Ghiaccio sono i cinque X-Men originali, trasportati dal passato nel nostro presente da Hank McCoy, la Bestia della nostra linea temporale, nella vana speranza di far ravvedere uno Scott Summers – Ciclope ormai più simile a Magneto che al suo mentore Xavier. X-Men Blu racconta il difficile processo di adattamento di questi cinque ragazzi venuti dal passato in una realtà completamente diversa dalla loro. Cullen Bunn esplora con efficacia le relazioni, a volta complicate, tra i membri del gruppo: questi Scott, Jean, Hank, Warren e Bobby sono molto diversi dalle loro controparti adulte e potrebbero anche provenire dal passato di una terra parallela. In questo numero di debutto, gli original five sono corredati di un nuovo status quo e di una nuova missione, guidati da un nuovo mentore, vecchissima conoscenza che farà sobbalzare sulla sedia i lettori. Gradevole il comparto grafico affidato a un Jorge Molina sempre più emulo di Oliver Coipel e al nostro Matteo Buffagni, autore delle matite della sottotrama legata al ritorno di un mutante artigliato… ma sarà davvero lui?
Voto: 6,5
Luca Tomassini

MGIXM329 0
X-Men Oro (Panini Comics)

di Marc Guggenheim e Ardian Syaf
Back to the Basics è il titolo da manifesto programmatico del primo arco narrativo di X-Men Gold, nuova serie ammiraglia dei mutanti Marvel che raccoglie l’eredità della soppressa (per il momento) Uncanny X-Men. Il nome della serie (come per la gemella X-Men Blu) riporta alla mente un periodo felice della storia dei Figli dell’Atomo, in cui la squadra era suddivisa in due team stellari, uno denominato “Oro” e l’altro “Blu”, a firma rispettivamente di Jim Lee e Whilce Portacio. Ma è lo spirito di Chris Claremont, il padre degli X-Men moderni, ad aleggiare prepotentemente in questa prima uscita. Lo ammette con sincerità il nuovo scrittore, Marc Guggenheim, fan sfegatato del periodo claremontiano, che cerca di ricreare quell’atmosfera da romanzo d’avventura intriso di soap opera che segnò la celeberrima e fortunata gestione di X-Chris. È un nuovo inizio, per i pupilli di Xavier, e contemporaneamente un ritorno alle origini: il gruppo è formato da vecchie conoscenze come Tempesta, Nightcrawler, Colosso, Rachel Summers e quel Vecchio Logan, proveniente da una realtà alternativa, che svolge a tutti gli effetti il ruolo lasciato vacante dal defunto (per il momento) Wolverine. A guidare questa truppa di beniamini del pubblico Kitty Pryde, ormai cresciuta e pronta a prendere le redini del gruppo. Azione intervallata ad atmosfere intimiste e alle classiche partite di softball nel campo sportivo dello Xavier Institute. Più le cose cambiano più restano uguali, viene recitato più volte dai personaggi in momenti diversi dell’albo, cosa che farà sicuramente piacere ai fan di vecchia data. Un debutto decisamente piacevole, anche se negli USA ha fatto parlare più per la controversia legata al disegnatore indonesiano Ardian Syaf, reo di aver inserito in alcune tavole riferimenti antisemiti e anticristiani all’insaputa della Marvel, e per questo prontamente sostituito dall’editore.
Voto: 6,5
Luca Tomassini

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.