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Tex, caso Deodato: la risposta della Sergio Bonelli Editore

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Vi abbiamo già parlato della polemica fra Mike Deodato e Mauro Boselli riguardo alla trattativa di lavoro dell'artista brasiliano su Tex. Nel frattempo, la querelle è proseguita con autori, critici e lettori schierati da una parte o dall'altra. Lo stesso Deodato ha ripreso, attraverso le sue pagine social, il discorso più volte. La parola, ora, passa alla Sergio Bonelli Editore che su BleedingCool, che aveva ospitato una lettera del disegnatore in cui accusa l'editore milanese di non rispettare i suoi artisti, ha così risposto:

"Contrariamente a quanto il signor Mike Deodato jr. ha dichiarato sul vostro sito, la Sergio Bonelli Editore Spa - riconosciuto leader del settore fumetto in Italia - sta vivendo un periodo di prosperità finanziaria e, soprattutto, non mai smesso di rispettare la creatività e l'impegno dei suoi artisti e dei suoi dipendenti".

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Niente Tex per Mike Deodato, polemiche con Mauro Boselli

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È successo un po' il finimondo fra Mike Deodato e Mauro Boselli questa mattina, cerchiamo di ricostruire gli eventi.

Ieri, l'artista brasiliano ha pubblicato questo tweet sul noto social network:

In pratica, Deodato dichiarava che ha mandato a quel paese un editor Bonelli e, per questo, "saluta" Tex. Il disegnatore infatti, stava realizzando delle tavole di prova per il personaggio, ma non si è raggiunto un accordo economico.
Il motivo per cui la lite è iniziata, però, lo rivela lo stesso Boselli a Badcomics:

"Siccome chiedete l'altra versione dei fatti, eccola...

Sulla sua pagina Facebook, Deodato (o forse uno dei suoi fan) parla di "sogno spezzato". Il problema è che si trattava di un sogno troppo costoso, per la Bonelli, in quanto il buon Mike ("l'uomo più gentile del mondo", come lui stesso si definisce su Facebook) voleva una cifra (che non sono autorizzato a rivelare) che è circa il doppio di quello che prende il decano dei nostri disegnatori. E Mike la pretendeva per le SOLE MATITE. Gli abbiamo detto che non era possibile. Lui ci ha chiesto tempo per riflettere.Ha detto che il denaro non era un problema. Ma poi è restato della sua opinione. Quindi lo era, un problema. Vabbè, legittimo. Poi ci siamo salutati via mail, ma ho commesso l'errore di chiedergli per favore di smettere di rilasciare interviste sul suo desiderio di fare Tex, visto che la collaborazione era impossibile per mancati accordi economici. Mio errore, perché le interviste erano state rilasciate PRIMA, e io non l'avevo capito. Mike avrebbe potuto farmelo notare senza arrabbiarsi. Invece si è arrabbiato. Parecchio.

Mauro Boselli

(Questa rettifica è fatta a titolo personale, anche se ho usato l'account Facebook della Sergio Bonelli. Che sia chiaro!)".

Deodato, con l'intento di smentire l'editor Bonelli, ha quindi pubblicato su Facebook lo scambio di mail avvenuto fra lui e Boselli:

Boselli, dal canto suo, ha proseguito la discussione intervendo sul nostro forum:

(...) sarebbe stato offensivo nei confronti di professionisti che lavorano con noi da 40 anni... e pure antieconomico. La cifra che ha sparato PER LE SOLE MATITE è astronomica e per l'Italia fuori mercato. Prova a indovinarla, se vuoi. Sappi che un matitista Bonelli prende otto volte meno. Meno di otto volte meno.

E a conti fatti io non ho fatto certo di testa mia, ma avendo dietro la decisione collettiva.

Magari sbagliamo, ma PER NOI, rispetto ai nomi che ho citato sopra, Deodato è sempre stato nettamente di livello e di fama inferiori.

Non è neppure Romita nè Manara, okay?".

Per il momento, non ci sono ulteriori aggiornamenti sulla vicenda. Naturalmente, vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.

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Secret Wars: nuova mappa di Battleworld e i Guardiani di Bendis

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La Marvel ha diffuso una nuova mappa del campo di battaglia del suo prossimo mega-evento, Secret Wars. La mappa in questione raccoglie tutte le serie fin qui annunciate e collegate al dominio in cui si svolgeranno.

Dei 15 annunci fatti lo scorso autunno dalla Casa delle Idee ancora non sono state svelati né i nomi né i team creativi per Civil War, Years of Future Past, Armor Wars, House of M, Age of Apocalypse, Renew Your Vows, A vs. X e X-Men '92, mentre gli altri sette sono stati oggetto dei quotidiani comunicati, tra cui ricordiamo Old Man Logan, Planet Hulk e Infinity Gauntlet. Se a questi si aggiungono anche gli altri fatti di recente, sono 35 i domini svelati, restando, quindi, solo nove nascosti dietro la sigla "classifed".

È probabile che queste serie non esordiranno tra maggio e giugno, ed è prevista una loro inclusione in una futura Battleboard.

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Nel frattempo, EW ha annunciato che Brian Michael Bendis, attuale scrittore di Guardians of the Galaxy, realizzerà un'altra delle tante serie che affiancheranno e arricchiranno Secret Wars. Ad accompagnare Bendis sulle pagine di Guardians of Knowhere sarà Mike Deodato, e la storia non sarà ambientata su Battleworld come il resto delle mini già annunciate, ma bensì sulla luna orbitante intorno al pianeta, un piccolo posto chiamato Knowhere.

Il satellite, un avamposto per criminali intergalattici e gentaglia rifugiata nella testa di un essere Celestiale. "Ci stiamo addentrando in un mistero su Knowhere", le parole di Bendis nell'intervista a EW. "E quel mistero aprirà la porta a tanti altri sviluppi, compreso un nuovo cattivo. Un personaggio che molte persone mi stanno chiedendo di rivedere, e alla fine della serie, vedrete uno status quo diverso che renderà molte persone felici". Saranno Gamora e Drax a ricoprire un ruolo importante nella storia.

Lo scrittore ha anche parlato del perchè abbia scelto Knowhere come teatro della sua nuova serie. "Quando ascolto i miei bambini o i miei amici bambini parlare di Knowhere, utilizzano questo posto come se si stessero riferendo a Mos Eisley [importante porto spaziale del pianeta Tatooine, appartenente all'universo narrativo di Star Wars]", continua Bendis. "Prima dell'uscita della special edition, non si è mai visto alcun Mos Eisley, hai sentito parlare della feccia e dei cattivi e pensi 'voglio andare dove trovo feccia e cattivi'. È lo stesso concetto, molto eccitante presentarne una versione moderna alle persone che amano tanto i Guardiani".

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Original Sin 1-2

Ci sono peccati, atti compiuti contro una morale comune e condivisa dalla moltitudine, che non possono essere diffusi, che devono restare custoditi. Molto spesso, però, la linea tracciata da questa morale, che separa le azioni buone da quelle cattive, è troppo labile, aleatoria, e risulta difficile poter giustificare agli occhi dei più il proprio operato. Uccidere il proprio nemico in guerra è necessario, ma l’omicidio è un peccato. Ed allora, è meglio tacere, portare dentro questo segreto, evitare le critiche e i giudizi di chi non potrebbe capire.

Nell’universo Marvel, la situazione risulta molto più difficile in quanto ogni umano gesto viene registrato e conservato da Uatu, l’Osservatore, rappresentante di una razza aliena il cui scopo è quello di scrutare gli avvenimenti e custodirne il ricordo senza mai interferire in alcun modo. Ogni volta che Uatu compariva sulla scena, era il chiaro segnale che qualche episodio di estrema rilevanza stava per accadere. A questo punto, per tutelare il proprio operato e tenersi lontano dalla generale incomprensione, la soluzione è una sola, brutale, ma necessaria: eliminare ogni possibile testimone.

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Queste le premesse che portano ad Original Sin, nuovo crossover della Casa delle Idee, realizzato da Jason Aaron (testi) e Mike Deodato Jr. (disegni). Chi ha ucciso l’Osservatore? Chi è in grado di compiere un così efferato delitto? A cosa serviranno le armi sottratte dall'arsenale di Uatu? Ma soprattutto, di quale indicibile peccato si è macchiato il colpevole, tanto da spingerlo ad eliminare una presenza mite, ma così ingombrante?

Con abile scrittura Aaron dipinge un noir dalle forti tinte oscure, che porterà a galla molti “peccati originali”, qualcuno anche in grado di stravolgere le dinamiche dei rapporti interpersonali della comunità superumana. L’indagine parte con Capitan America, Thor, Wolverine, la Vedova Nera e Nick Fury ormai in pensione in cerchio intorno al cadavere di Uatu, con un foro da arma da fuoco al centro della fronte e privato dei suoi occhi. Oltre al nucleo principale degli Avengers, il compito di ricercare l’omicida sarà portato avanti da altre tre squadre di eroi, assemblate da un personaggio misterioso, la cui identità sarà svelata al termine del secondo albo dell’edizione italiana. Moon Knight, il Soldato d’invero e Gamora seguiranno una pista che li condurrà nello spazio; Pantera Nera Emma Frost e Ant-Man sposteranno il loro raggio di azione nel sottosuolo, mentre il Dottor Strange e il Punitore si sposteranno nel piano astrale.

Sin da subito l’agitazione è alta, le ricerche febbrili, troppi sono i misteri custoditi negli occhi sottratti all’Osservatore e c’è bisogno di fare in fretta, per evitare che qualche scheletro custodito da troppo tempo nell’armadio possa venir fuori. Nessuno, infatti, sembra avere la coscienza apposto, e quando sulla scena compare Orb con in mano uno dei due occhi, l’intervento è repentino e il dispiegamento di forze impressionante. Quella che i nostri eroi non sapevano, però, è che l’occhio può essere utilizzato anche come una bomba, e nell’istante stesso in cui viene fatto detonare, una prima ondata di verità travolge alcuni protagonisti tra cui Spider-Man, Hulk, Thor, Luke Cage e Matt Murdock (ciò che hanno scoperto e la maniera nella quale affronteranno questa nuova verità sarà possibile leggerlo nei loro rispettivi antologici). Un nuovo mistero si presenta, quindi, agli eroi che non abbandonano la scena per fare i conti con il loro passato stravolto, capire come abbia fatto Orb ad impossessarsi di un così prezioso oggetto. Chi sta tramando dietro le quinte?

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L’intento perseguito dallo scrittore è quello di imbastire una sceneggiatura corale, focalizzando l’attenzione non sui soliti protagonisti dei grandi eventi ma dando una vetrina a quelle che sono le seconde linee. Questa volontà è evidente anche nella scelta dei “cattivi”, dai Senza Mente (nemici del Dottor Strange) allo stesso Orb (legato all’universo narrativo di Ghost Rider), fino a Exterminatrix, amante ed acerrima nemica di Marvel Boy, certo non capaci di compiere un gesto di tanta portata, che lasciano intuire il loro ruolo di burattini in mano a qualche mente più geniale.

La narrazione, in questi primi quattro capitoli della saga, è molto serrata. Continui, infatti, sono i passaggi compiuti da Aaron da una parte ad un'altra della galassia, che costringono il lettore a mantenere sempre alta la concentrazione sugli avvenimenti, cercando di cogliere ogni minimo indizio che possa offrire la svolta alle indagini. L’attesa del colpo di scena, e il susseguirsi di rivelazioni sconvolgenti (vedi il finale del secondo albo), creano grande attesa e aspettativa per il prosieguo della storia. Quello che però manca, e rende debole lo sviluppo, è la mancanza di un lavoro di approfondimento ed introduzione al personaggio. Ognuno di loro, infatti, si ritrova proiettato in questa ricerca della verità senza una reale motivazione (hanno tutti davvero qualcosa da nascondere?), e l'interazione con gli altri personaggi è quasi pari a zero. Non si crea quella giusta alchimia tra i singolo interpreti, e la cosa risulta ancora più evidente dalla qualità scadente dei dialoghi. La caratterizzazione dei personaggi è carente, per non dire del tutto assente, e questo rappresenta un grosso limite per questo evento.

Anche sul versante grafico le cose non sono diverse. Se la scelta di puntare su Deodato Jr. può sembrare azzeccata, vista la predilezione della artista brasiliano per atmosfere più dark e per la sua abilità nell'utilizzo dei chiaroscuri, la resa finale non è quella sperata in quanto, nella moltitudine dei personaggi coinvolti, molti ne perdono in espressività e le loro figure a tratti semplicemente abbozzate. Se paragoniamo il lavoro qui svolto con quello realizzato in passato, in particolare sulle pagine di Dark Avengers, la differenza è così evidente che ogni altra parola risulta superflua. È indubbiamente difficile saper gestire una moltitudine di personaggi, con i ritmi serrati della pubblicazione mensile, però questo non giustifica le imperfezioni dei volti e delle anatomie e il costante escamotage di figure in penombra.   

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Gli spunti alla base di Original Sin risultano sicuramente interessanti e aprono diverse possibilità narrative che verranno poi sviluppate sui tanti spin-off alla saga, con la totalità delle testate coinvolte. Ci teniamo a ricordare che il nostro giudizio si ferma ai primi due albi pubblicati, quando la saga originale è giunta al giro di boa, ma, con grande dispiacere, dobbiamo constare come la sensazione che forte si avverte è di incompiutezza, di un'occasione persa. Non ci resta che aspettare il prosieguo della pubblicazione e sperare che il finale sappia riscattare la cocente delusione per questa prima parte, troppo confusionaria e inconcludente.

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