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Speed Rece #13: le nostre letture in breve

Appuntamento numero 13 con Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura!

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Constantine 23 (RW Lion)

di Garth Ennis e Steve Dillon
John Constantine va in vacanza a New York e invece di rilassarsi inizia una personale discesa agli Inferi accompagnato da un Virgilio d'eccezione: JFK. L'esito è un'allucinata allegoria che mescola nuovi miti e Sogno americano. La storia ricorda per atmosfere quelle oniriche e malate scritte da Jamie Delano agli esordi della serie, con un Garth Ennis più misurato del solito, ma sempre crudele e sarcastico nel delineare scenari metropolitani da incubo. Steve Dillon materializza il tutto in modo preciso, ma i suoi disegni risentono del passaggio al b/n e risultano troppo scuri, penalizzando quindi la lettura in alcune pagine.
Voto: 6,5
Luca Giovanelli

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Daredevil 24 (Devil & I Cavalieri Marvel 75, Panini Comics)

di Brian Michael Bendis, David Marquez, Justin Ponsor, Ed Brisson e Mike Perkins
L’attesa è finita! Debutta in questo numero Defenders, testata che riunisce gli eroi urbani già visti all’opera nell’omonimo serial Netflix. Daredevil, Iron Fist, Luke Cage e Jessica Jones si uniscono per fronteggiare il ritorno di Willis Stryker, alias Diamondback, che minaccia l’odiato Cage ed i suoi affetti. Dopo le gestioni non esaltanti di X-Men e Guardiani della Galassia, Brian Micheal Bendis torna alle atmosfere urbane che avevano segnato l’inizio della sua carriera: un ritorno alle origini in grado di galvanizzare lo scrittore di Portland, che firma un numero d’esordio dal ritmo scoppiettante, egregiamente supportato dal sontuoso comparto grafico formato dalle matite di David Marquez e dai colori di Justin Ponsor. Il team artistico realizza un ibrido tra fumetto di supereroi e noir urbano graficamente eccelso: spettacolare la prova di un ormai maturo Marquez, consolidata stella del comicdom, bagnata dai colori a tinte porpora e fluo di Ponsor. Una partenza col botto per una serie che è già un must. In appendice, continua la scontro tra Iron Fist e l’abituale alleato Shang-Chi, controllato mentalmente dal Veggente: botte da orbi che danno all’ottimo Mike Perkins la possibilità di scatenarsi con tavole cinetiche che sembrano uscite da un action movie di Hong Kong, mentre Ed Brisson provvede ad imbastire la trama e a chiudere un eccellente numero del quindicinale dedicato agli eroi urbani della Marvel.
Voto: 8
Luca Tomassini

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Dragonero Adventures 2 – Nella tana dei Goblin (Sergio Bonelli Editore)

di Stefano Vietti, Antonella Platano e Vincenzo Riccardi
Proseguono le avventure “young” di Ian Aranill: il giovane eroe, accompagnato dalla sorella Sera e dall’orco Gmor, loro malgrado, si sono ritrovati a dover cercare degli ingranaggi di un libro magico prima che il Burattinaio se ne impossessi e, dall’Inframondo, arrivi nel loro mondo e lo metta a ferro e fuoco. Stefano Vietti racconta il tutto con la giusta e misurata leggerezza narrativa capace di posizionarsi su un doppio registro linguistico: il pubblico giovane può divertirsi con le avventure, strutturalmente spensierate, dei tre protagonisti, mentre quello più adulto può ricostruire il passato del personaggio e rintracciare la moltitudine di riferimenti alle avventure adulte di Ian. Da lato artistico, il lavoro Antonella Platano sorregge gli intenti del racconto con un disegno ricco e una messinscena movimentata che rende facilmente leggibile l’evoluzione delle scene. In calce al volume sono stati inseriti gli interessanti studi dei personaggi con dettagli e curiosità legati agli oggetti del mondo di Dragonero Adventures (ma non solo). Chiude l’albo, una breve storia, scritta dallo stesso Vietti e disegnata da Vincenzo Riccardi, dedicata ad una delle (sicuramente numerose) sessioni di allenamento di Ian con il nonno Herion, che, al di là della divertente costruzione narrativa che gioca tra allenamento e fantasia, regala ai fan di Dragonero una scena inedita e fondamentale per il personaggio e la sua evoluzione nella serie “madre”.
Voto: 7
Leonardo Cantone

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Nomen Omen: Total eclipse of heart (Panini Comics)

di Marco B. Bucci e Jacopo Camagni
Becky è una ragazza che vive a Manhattan con le sue due mamme. Affetta da acromatopsia, l'incapacità totale di percepire i colori, sembra avere una vita normale. Usa i social e scatta anche ottime foto, nonostante il suo problema, avendo un discreto successo su Instagram. Tutto normale a quanto pare. La ragazza inizia però ad avere delle visioni, subito dopo la perdita del suo migliore amico morto in un incidente. Una notte queste visioni si evolvono in qualcosa di più inquietante: un demone che le ruba il cuore. Becky comincia così a percepire la magia che circonda la nostra realtà sotto forma di colori. Il nostro mondo è al centro di una battaglia tra creature leggendarie ed esseri mitologici. Parte così Nomen Omen: total eclipse of heart, opera di Marco B. Bucci e Jacopo Camagni che richiama lavori come American Gods, cosa inevitabile quando si tratta di divinità in tempi moderni. Non che sia un male e, sicuramente, riesce ad avere una propria identità, fortunatamente anche marcata.
La sceneggiatura di Bucci è serrata già dalle prime tavole ma non eccessiva e troviamo un dinamico e magistrale uso dei dialoghi. I disegni di Camagni sono ipnotici e affascinanti. Il suo tratto morbido è perfetto per un urban fantasy di questo calibro. La scelta poi delle tavole in bianco e nero per creare maggiore immedesimazione col mondo acromatico di Becky è ben inserita nell'opera, amplificando poi le esplosioni di colori delle tavole successive. Un titolo che ha la portata per provare il salto nel mercato estero. Sicuramente migliore di molte opere Image Comics attualmente in circolo.
Voto: 8
Emanuele Amato

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Un eroe una battaglia 2 – La pioggia di Alesia (Editoriale Cosmo)

di Giovanni Masi e Valerio Nizi
La Battaglia di Alesia, e ce lo ricorda lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico, è stata la battaglia decisiva per la vittoria di Roma sulla Gallia, capace di sopraffare le orde barbare di Vercingetorige e di confermare al mondo (e alla Storia) l’arte della guerra dell’Impero Romano. Giovanni Masi, rimanendo il più fedele possibile alle memorie di Cesare, ne ha estratto un racconto capace di evocare, con le suggestioni prive di “giudizio” da cinegiornale bellico, la durezza, il caos e la violenza di una battaglia sanguinosa. Il racconto è a due voci, quelle di Tito e Lucio, amici e amicalmente competitivi, due Centurioni che si sono battuti affianco del loro Imperatore. La sceneggiatura di Masi non si perde in frasi retoriche ad effetto, ma rimane salda nella sua volontà “documentaristica” di trattare una materia narrativa come lo scontro fisico, viscerale, “tangibile”, di una delle battaglie più importanti per la storia mondiale. A descrivere visivamente il racconto c’è l’arte di Valerio Nizi, capace di rappresentare con vivida espressione e messinscena (che strizza l’occhio ad una visione cinematografica) dal grande impatto, tanto nel tratteggiare la violenza della battaglia quanto la “quiete prima della tempesta” tra un’ondata di barbari e l’altra. Dal grande impatto narrativo è l’uso delle onomatopee: le urla, il clangore delle armi e, soprattutto, il battere veloce della cavalleria sul terreno di scontro, riescono a sedimentarsi nella mente del lettore come sottofondo, come tessuto sonoro, durante la lettura.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

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X-Force: Questa forza scatenata (Panini)

di Rob Liefeld, Fabian Nicieza e Todd McFarlane
Ristampa delle prime avventure del gruppo mutante di Cable & co.: qui sono raccolti gli ultimi 3 numeri di New Mutants e i primi quattro di X-Force, insieme ad un crossover con lo Spider-Man di Todd MacFarlane. Avete presente ritrovarsi fra le mani un vecchio album di glam metal anni'80- primi '90, riascoltarlo e scoprire che dietro i capelli cotonati, il makeup, i lustrini c'è solo del vecchio e sano rock'n roll? La X-Force di Rob Liefeld fa più o meno questo effetto: certi orrori “anatomici” saranno lì da venire così come il furioso business degli albori della Image, ma qui abbiamo “solo” storie ipercinetiche e roboanti di pura azione dove tizi in costume se le danno di santa ragione con il tratto di Liefeld ad amplificare e esagerare tutto. Dialoghi in cui personaggi urlano e assumono pose esasperate; i volti che sono “teorie” di rughe, segni, cicatrici; le acconciature che sfidano la forza di gravità; vestiti e uniformi che manco Vivienne Westwood. In poche pagine poi incontriamo: il Fronte di Liberazione mutante, l'Alleanza Cadre, il Club Infernale, i Morlock, lo Shield, Deadpool, Black Tom Cassidy, il Fenomeno e anche il crollo delle Torri Gemelle. Ci sono ovviamente gli uomini X: quel che resta dei Nuovi Mutanti  più l'innesto di nuovissime leve create per l'occasione. Il buon Rob, qui anche soggettista, butta fuori idee su idee e il “povero” e sottovalutato Fabian Nicieza con dialoghi serrati e rapidi (e qualche volta irrimediabilmente “tamarri”) riesce a dare ordine a questo carnevale creativo. Il risultato è, a distanza di oltre vent'anni, meno ingenuo e sgradevole di quello che ci si aspetta. Siamo lontani anni luce dai complessi mutanti di Chris Claremont, qui abbiamo giovani arrabbiati e belligeranti, la cui uscita dall'età dell'innocenza è concepita come una guerra in cui si può anche morire o uccidere. Ma mentre talune storie dell'autore canadese sono senza dubbio invecchiate male, qui invece riscopriamo un'inaspettata freschezza, una vitalità originaria attraversato da una sottile ma riconoscibile auto-ironia. Volontà di sorprendere quindi e divertimento, figli delle strategie di vendita certamente, ma anche del più tradizionale e benedetto sense of wonder. Un “classico moderno” della Marvel per i nuovi lettori, una piacevolissima riscoperta per chi già lo conosceva.
Voto: 7,5
Luca Giovanelli

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