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Speed Rece #12: le nostre letture in breve

Ecco a voi la dodicesima puntata di Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura!

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Caput Mundi 3 – L’Uomo Che Non C’era (Editoriale Cosmo)

di Giulio A. Gualtieri e Ludovica Ceregatti
La saga dell’Universo Cosmo arriva a metà: Nero, Eva, il vampiro Battaglia, la Mummia, tutti i personaggi si stanno posizionando sulla scacchiera e di nuovi se ne stanno aggiungendo. L’ultimo è L’Uomo Invisibile, ladro acrobata e sopraffino, capace di penetrare ogni luogo per trafugare qualsiasi cosa: non si fida di nessuno, è cauto nel muoversi nel sottobosco criminale, ma non sa che, nonostante la sua “invisibilità”, è attentamente osservato. Sarà costretto ad un colpo estremamente audace e non privo di pericoli. La sceneggiatura di Giulio A. Gualtieri si allinea con i numeri precedenti, andando ad arricchire il quadro narrativo, e lo fa lasciandosi ispirare dalle atmosfere cinematografiche dei furti spettacolari, descrivendo l’azione con l’alternanza tra scene d’azione e dialoghi da noir hard boiled. I disegni di Ludovica Ceregatti descrivono con linea sottili e pulite la Capitale e i personaggi che vi si muovono all’interno, sfruttando le potenzialità narrative delle ombre e dei neri, non mero elemento descrittivo, ma fondamentale nella trattazione dell’Uomo Invisibile.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

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Dylan Dog 375 - Nel mistero (Sergio Bonelli Editore)

di Tiziano Sclavi, Angelo Stano e Giovanna Niro
"Quando un uomo muore, muore l'intero universo". È in questa frase che si nasconde un po' il senso dell'albo, anticipato da un volume cartonato uscito in occasione Lucca Comics & Games un mese fa. A un anno di distanza dalla sua ultima prova, torna Tiziano Sclavi e tanto basta a far comprare l'albo a scatola chiusa. Ma, a differenza di Dopo un lungo silenzio, ci troviamo di fronte a una storia decisamente valida, ma meno intensa. Un po' perché c'è una sensazione di déjà vu ricorrente con tematiche e situazioni care a Sclavi che si ripropongono in quest'albo che ricorda tanto anche la celebre Attraverso lo Specchio. Ma tante piccoli tocchi di classe fanno apprezzare comunque la sua sceneggiatura impreziosita dall'ottima prova di Angelo Stano alle matite e dai colori di Giovanna Niro.
Voto: 7,5
Gennaro Costanzo

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Doom Patrol: Un pezzo per volta (RW Lion)

di Gerard Way e Nick Derington
Pur essendo un team storico del variegato pantheon DC, la Doom Patrol, creata nel 1964 da Arnold Drake e Bruno Premiani, non ha mai raggiunto il livello di popolarità di un gruppo di superstar come la Justice League. Un destino motivato probabilmente sia dal non poter annoverare personaggi famosi come Batman o Superman tra le proprie fila, che dalla natura del tutto particolare del team formato da persone portatrici di handicap che svariano da disabilità fisiche a psicologiche, freak disadattati ed esclusi dalla società. La serie vivacchia più tra bassi che tra alti fino al 1989, quando viene affidata ad un giovane Grant Morrison che ne coglie la natura eccentrica e ne esalta gli aspetti più bizzarri fino a farne un manifesto di surrealismo e psichedelia, abbandonando gli stereotipati schemi narrativi del fumetto di supereroi per abbracciare influenze letterarie, dadaismo, scrittura automatica, simbolismo, la magia di Alesteir Crowley e chi più ne ha più ne metta. Questo affascinante calderone psichedelico diventa un cult per molti giovani lettori dell’epoca, tra cui Gerard Way, futuro leader della rock band My Chemical Romance. Way, amico di Morrison, fa rivivere lo spirito della Doom Patrol dell’autore scozzese in questa nuova serie, in cui tornano personaggi classici come Cliff “Robotman” Steele e Larry “Negative Man” Trainor, oltre alle invenzioni morrisoniane più brillanti come Flex Mentallo, Crazy Jane e Danny La Via. Ma il volume vede soprattutto il debutto di Casey Brinke che fornisce il punto di vista del nuovo arrivato sulla stralunata vicenda che, più che raccontata, deve essere vissuta come un trip onirico. Rispetto alla versione di Morrison, questa Patrol risplende di un’aura deliziosamente pop, vuoi per l’esperienza scenografica di una rockstar come Way, vuoi per la fantasia scatenata dell’ispirato Nick Derington alle matite e dell’accesa palette cromatica di Tamra Bonvillain.
Voto: 8
Luca Tomassini

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Grouchio #11: Groucho all’inferno (Sergio Bonelli Editore)

di Daw
Dylan Dog è morto. Divorato da un zombie? Assassinato da un serial killer? Ucciso da un mostro? No. La sua morte è dovuta all’orda di una folla inferocita, in stile Black Friday, per gli sconti su set di camice rosse e Clarks. Inizia così, in maniera assurdamente fantastica, il Grouchino di Daw dal titolo Groucho all’inferno.
Goucho appresa la notizia decide di fare ciò che deve per il suo amato capo: andare all’inferno a recuperarlo. L’albo numero 11 dedicato all’immortale assistente dell’Indagatore dell’Incubo inizia facendoti ridere a crepapelle e finisce nello stesso modo. La narrazione è lineare e gira su toni umoristici ottimi. Le freddure di Groucho sono amplificate e ribattute dal suo improvvisato assistente, il coroner che ha eseguito l’autopsia a Dylan. I gironi infernali sono strutturati secondo la legge del contrappasso moderno. In uno di essi c’è anche un cameo del magister Roberto Recchioni.
Voto: 7,5
Emanuele Amato

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Le Storie 62 – Memoryville (Sergio Bonelli Editore)

di Gianmaria Contro e Max Avogadro
Illwood è un piccolo, sonnolento e soffocante paesino della provincia americana: luogo in cui si sono concentrate emotività frustate, vitalità spente e bisogno di riscatto sociale, Memoryville – il nomignolo affibbiatogli dagli abitanti – nasconde anche sconvolgenti segreti. A scoprire il primo che, come in un domino, svelerà terribili eventi che risalgono a circa trent’anni prima, sarà Harrold, scrittore frustrato, giornalista da poco, che trova il rottame di un’automobile con dentro lo scheletro di uomo: inizia, così, un indagine che porterà il cronista a svelare molto più di quanto avrebbe voluto. Gianmaria Contro adotta un linguaggio filmico, da thriller, a favore di una narrazione capace di catturare il lettore nella sua costruzione con diverse dimensioni temporali. Presente e passato sono al centro anche dell’apparato visivo di Max Avogadro che sceglie di utilizzare un disegno ricco, pieno di dettagli, marcato – specie nella trattazione del bosco, fondamentale elemento narrativo – per ritrarre il presente del racconto, mentre un’immagine più spenta, opaca come avvolta nella nebbia, si presta alla raffigurazione del passato.
Voto: 7,5
Leonardo Cantone

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The Wild Storm: Libro Primo (RW Lion)

di Warren Ellis e Jon Davis-Hunt
Tra gli studi Image dai sette soci fondatori nel 1991, la Wildstorm di Jim Lee è stata senza dubbio quello che ha fornito il contributo qualitativo più elevato alla neonata casa editrice: titoli come Wildc.a.t.s., Gen13, Deathblow e Stormwatch sono ancora nel cuore dei lettori dell’epoca. Nel 1998 Lee, fiutando la fine del momento d’oro dell’editoria indipendente, vende la Wildstorm alla DC, sottraendo al catalogo Image alcuni dei suoi personaggi di maggior successo, che verranno successivamente integrati nell’universo di Superman e soci. Ne scaturisce una convivenza forzata: troppo classici i personaggi DC, troppo rappresentativi degli anni ’90 quelli Wildstorm, che dopo il reboot New 52 vengono messi in naftalina. Finché Lee, diventato nel frattempo editor-in-chief dell’editore di Batman, chiama in soccorso dei suoi vecchi personaggi quello stesso Warren Ellis che aveva scritto alcune delle pagine più belle della Wildstorm dei tempi andati. Il risultato è una serie del titolo omonimo, The Wildstorm, che nasce col doppio scopo di festeggiare i 25 anni di attività dell’etichetta e di rilanciarla con un nuovo status quo, rifondando completamente un universo narrativo, lasciando echi, accenni e indizi di ciò che è stato in dialoghi e didascalie che potranno essere decifrati solo da lettori iniziati.
Nelle mani di Ellis la saga anni ’90 fatta di invasioni aliene, guerriere scosciate appartenenti ad ordini segreti che brandiscono katane, androidi e affascinanti agenti segreti dal piglio alla Clint Eastwood, diventa un moderno thriller spionistico con due fazioni in lotta per il controllo di una tecnologia avveniristica. Lo scrittore smonta il classico universo Wildstorm e lo reinventa con abilità, donandogli nuova vita senza tradire l’originale. Fondamentale per la riuscita dell’operazione il contributo di Jon Davis-Hunt alle matite, artista dotato di uno storytelling efficace ed essenziale che, seppur lontano anni luce dallo stile canonico dell’etichetta, è la scelta ideale per dare forma alla trama imbastita dal geniale autore inglese.
Voto: 8
Luca Tomassini

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