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Speed Rece #8: le nostre letture in breve

Ottavo appuntamento con Speed Rece, la rubrica in cui i redattori di Comicus raccontano in breve le loro letture settimanali. Buona lettura!

4h
4 Hoods 0 (Sergio Bonelli Editore)

di Roberto Recchioni, Federico Rossi Edrighi e Riccardo Torti
Sergio Bonelli Editore
Gustoso assaggio per questo titolo di casa Bonelli dedicato ai lettori più giovani. Un'avventura introduttiva semplice e divertente (che altro serve d'altronde?) a base di personaggi graficamente stilizzati e “stilosi” nella caratterizzazione, dungeon, mostri e tesori. I dialoghi sono frizzanti, pieni di ironia e di strizzatine d'occhio ad un pubblico (ben più maturo) appassionato di roleplay. A colpire di più in queste poche pagine è però lo stile consapevole e personale in equilibrio fra pura avventura in stile bonelliano, canoni fantasy e suggestioni manga. Buonissime premesse, dunque: W i 4Hoods!
Voto: 7
Luca Giovanelli

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Caput Mundi 2 – Meravigliosa Creatura (Editoriale Cosmo)

di Giovanni Masi, Francesca Ciregia e Antonio Mlinaric
Proseguono le avventure nella Roma di Caput Mundi attraverso la storia di Eva, una donna sopravvissuta a malapena da un terribile incendio e a cui viene concessa una nuova, mostruosa, vita. La protagonista, nei testi di Giovanni Masi, diventa una moderna creatura di Frankenstein, creata e ricostruita da un chirurgo plastico che non fa altro che rinchiudere, in una forma bellissima, un’anima malvagia avvolta dall’oscurità. L’utilizzo di due artisti (Francesca Ciregia e Antonio Mlinaric) per la trattazione grafica è funzionale all’approccio narrativo: divisa in due parti – nascita del mostro e vendetta della creatura – la storia segna una marcata differenziazione di stile, mostrando prima l’inquietante ascesa del male, attraverso un massiccio utilizzo di neri, poi, attraverso un tratto più nervoso e cinematografico, il lettore assiste ai feroci propositi di Eva.
L’Universo Cosmo si arricchisce di elementi, legandosi con maggiore forza ai personaggi mostrati in precedenza, e si addentra con grande profondità nelle viscere disturbanti dell’Urbe.
Voto: 7
Leonardo Cantone

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Constantine 21 (RW Lion)

Garth Ennis e Steve Dillon
“Abbiamo tutti paura, Constantine, abbiamo paura di perdere i nostri piccoli mondi a cui siamo aggrappati, e se vediamo qualcuno che cerca di portarceli via... È magnifico, non dobbiamo più avere paura. Possiamo odiare”. Che questa sia una serie da leggere e rileggere, meravigliosa e realmente moderna, l'abbiamo già detto, ma certi dialoghi vale la pena riportarli per intero per la cristallina attualità che sprigionano. Constantine chiude i conti – se così si può dire – coi fascisti britannici incontrati sul numero scorso in una storia che compendia odio razziale, violenza e angeli caduti; quindi cade egli stesso, precipitando dalla fine di un amore importante  fin giù verso il degrado estremo: Garth Ennis introduce così un altra trama, a base di vampiri, che non vedono l'ora di farla pagare... indovinate a chi? Nel reparto grafico, Steve Dillon persegue con rigore e ironia a tratteggiare le sue tipologie lombrosiane: il bianco e nero qui non penalizza i suoi disegni, ma gli archi narrativi così “spezzettati” non si godono mai pienamente.
Voto: 7
Luca Giovanelli

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Dylan Dog 374 - La fine dell'oscurità (Sergio Bonelli Editore)

di Giorgio Santucci e Mauro Uzzeo
Giorgio Santucci e Mauro Uzzeo ci conducono in un mondo irriconoscibile, una Londra squassata da una serie di calamità a cui molti non sopravvivono. L'apparizione di un essere divino è il motore di tutto, ma cosa lo ha portato nella nostra realtà?
I disegni pieni di neri di Santucci portano il lettore in una città distrutta e tra la gente sofferente; in una vicenda che è un manifesto contro la disinformazione post moderna, contro la verità relativista del web, l'Indagatore dell'Incubo si ritrova alla ricerca di una realtà che vada al di là di ciò che egli vede, per comprendere il mondo e la causa dell'arrivo del'Entità, deificazione della Verità stessa. Una storia retorica e molto schierata, che usa la Londra di Dylan per denunciare i problemi reali della società, accompagnata da una vicenda interessante e moderna.
Voto: 7
Alberto Palazzolo

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Nailbiter Vol 3: Sangue nell’acqua (Saldapress)

di Joshua Williamson e Mike Henderson
Il terzo volume di Nailbiter, opera creator-owned di Joshua Williamson per la Image Comics ed edita in Italia da Saldapress sui serial killer, si fa decisamente più interessante. Dopo i primi 10 capitoli, raccolti nei due precedenti TP, la storia prende finalmente il suo tempo per le delucidazioni. Dopo l’adrenalina e il sangue versato, Williamson inizia a dare al lettore un minimo di spiegazione al perché nella cittadina di Buckaroo ci siano stati ben 16 serial killer tra i più spietati d’America. L’acceleratore è sempre spinto ma questa volta appaiono elementi più chiari sul mistero. Lo sceneggiatore giostra bene le informazioni inserendo nuovi misteri tra una spiegazione è una scena di sangue. Di particolare impatto la tavola 10/11 dell’undicesimo capitolo. Il layout della regia di questa sequenza è stata strutturata personalmente da Williamson che ne ha composto ogni singola vignetta per semplificare la descrizione al disegnatore Mike Henderson. La sequenza è una delle scene madri del volume e, per la sua peculiarità, è stato inserito a fine volume il making of dell’autore.
Voto: 6,5
Emanuele Amato

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Parker 4: Luna-Parker (Editoriale Cosmo)

di Darwyn Cooke
Quarto e ultimo adattamento delle avventure di Parker, il criminale creato dalla fantasia di Richard Stark (pseudonimo di Donald E. Westlake), realizzato dal compianto Darwyn Cooke, prematuramente scomparso lo scorso anno. In questo noir da antologia Parker dovrà affrontare le conseguenze di un colpo finito male: sarà costretto a rifugiarsi in un luna-park abbandonato, circondato da poliziotti corrotti che vogliono mettere la mani sul bottino della rapina. Cooke mette il suo storytelling raffinato al servizio di un prosa serrata ed incalzante, un hard-boiled che lascia il lettore senza fiato. Stupiscono come sempre le soluzioni grafiche escogitate dall’autore, ispirate ad un gusto squisitamente retrò che riportano alla mente il lavoro di Saul Bass, celebre designer specializzato nella creazione di titoli di testa per capolavori come Vertigo e Psycho di Alfred Hitchcock (e uno dei film di cui Bass aveva realizzato la sequenza introduttiva, Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo di Stanley Kramer, era stato apertamente citato da Cooke nel volume precedente, Il Colpo). Ogni pagina è uno sfoggio di classe sopraffina, bagnata da un monocorde blu ceruleo che trasmette con efficacia al lettore il gelo della fredda giornata invernale in cui si svolge l’azione. Una gemma che non può mancare nella libreria di ogni appassionato, ulteriore testimonianza del talento di un maestro assoluto della Nona Arte che ci ha lasciato troppo presto.
Voto: 8
Luca Tomassini

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X-Men Resurrexione 0 – Gli Incredibili X-Men 328 (Panini Comics)

di Marc Guggenheim, Greg Pak, Cullen Bunn, Ken Lashley, Leonard Kirk, Ibrahim Roberson e Guillermo Ortego
Nuovo starting point per i mutanti di casa Marvel, dopo la conclusione dello scontro con gli Inumani a cui ha fatto seguito l’abbandono di Jeff Lemire, autore di un ciclo non all’altezza delle grandi aspettative che lo avevano preceduto, e presentazione dei nuovi sceneggiatori Marc Guggenheim, Greg Pak e Cullen Bunn. A Guggenheim in particolare spetterà il compito, con X-Men Gold, di narrare le avventure della squadra principale, composta da vecchie conoscenze come Tempesta, Nightcrawler, Colosso, Rachel Summers e la rientrante Kitty Pride. E proprio Kitty è la protagonista assoluta della storia contenuta nell’albo, chiamata da Tempesta per prendere le redini della Scuola Xavier per Giovani Dotati. Guggenheim ha dichiarato nelle interviste di presentazione della sua run di volersi rifare alle atmosfere dei tempi di Chris Claremont, ma servirà molto più di quanto visto in questo inizio stentato che non brilla per originalità e che non viene adeguatamente supportato da un comparto artistico deludente: Ken Lashley, Leonard Kirk, Ibrahim Roberson e Guillermo Ortego svolgono un lavoro senza infamia e senza lode, che non lascerà traccia nella galleria dei grandi artisti che hanno contribuito alla narrazione pluridecennale del romanzo degli Uomini X. Un rilancio in tono minore, a conferma del malinconico declino di quello che una volta era il franchise di maggior successo della casa editrice.
Voto: 5,5
Luca Tomassini

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