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The Passenger



La rivista è da sempre, credo, il formato d'elezione per chi si affaccia al mondo del fumetto. Sia in veste di autore che d'editore. Anche in questi tempi di monografie (manga, riedizioni in volume e graphic novel), la rivista non vuole proprio arrendersi e tiene forte il suo scettro di formato principe per l'autoproduzione. Spesso per autori emergenti è una scelta quasi obbligata (del resto l'unione fa la forza), ma c'è chi è capace di fare di necessità virtù, imbastendo progetti che sfruttano l'antologizzazione per creare un prodotto originale e con un appeal che va al di là della vetrina/parata/frullato.

È il caso di The Passenger che esce per l'omonima etichetta a cura di Christian G. Marra. Anche se il risultato è discontinuo (inevitabilmente, come in tutti lavori collettivi), l'idea di base è intrigante e si vedono tutti i presupposti per futuri numeri molto interessanti.
Christian G. Marra lavora da anni per cinema e pubblicità, e ha pensato di portare a un passo più in là quel connubio di cinema e fumetto che è lo storyboard. Ha deciso quindi di affidare a sette disegnatori altrettanti soggetti di registi, e di pubblicarne il risultato. A volte molto interessante come in Bar di Luca Merli/Terhi Ekebom, Psie Pole di Lech Majewski/Saverio Montella, e Thisbe di Kene Illegems/Alessandro Baronciani.

Facciamoci spiegare un po' meglio come funziona la cosa dallo stesso Christian.

Come è nata l'idea di The Passenger?

È nata dalle mie due passioni, il cinema e il fumetto. Lavorando come storyboarder, ho notato quante ottime storie per il cinema purtroppo non possono vedere la luce per motivi produttivi. Il fumetto poteva essere un ottimo strumento per dare nuova vita a quelle idee.
Ho provato a proporre il progetto a degli editori e a dei produttori, ma chi era interessato mi dava l'impressione di voler esercitare un po' troppo controllo. Alla fine ho deciso di fare le cose in assoluta libertà, e di autoprodurmi.

Come avviene il lavoro?

Ho contattato registi che ho conosciuto per lavoro o con cui ho lavorato, e ho chiesto loro un soggetto che volevano uscisse dal cassetto. Non è facile collaborare con i registi quando si tratta di progetti paralleli al loro lavoro, tutti lavorano molto con la pubblicità e sono sempre su qualche set in giro per il mondo.
Comunque una volta radunati sette soggetti che mi parevano buoni li ho passato ai disegnatori che hanno lavorato la storia come meglio credevano. Alessandro Baronciani ad esempio non ha adattato la storia ma ha scritto una storia sull'ipotetica realizzazione di quella storia, scritta da Kene Illegems. Un lavoro molto interessante.

Sono rimasto perplesso dalle poche note biografiche degli autori coinvolti e dalla laconicità di spiegazioni sul progetto: i primi si limitano ai contatti internet mentre le seconde sono tutte affidate alla tua storia autobiografica, dedicata proprio alla gestazione delle rivista. Una scelta o una svista?

Decisamente una scelta. Oggi come oggi, internet è a disposizione di tutti per cui un indirizzo che rimanda a un sito è più efficace di una qualche riga scritta. Quello che mi importava era che la rivista avesse un’immagine affascinante e riuscita, non volevo appesantirla troppo con le parole.
Per quanto riguarda la mia storia autobiografica, ho dovuto di necessità fare virtù, poiché ad una settimana dalla stampa, il regista hollywoodiano sul cui script lavoravo ormai da mesi mi ha "comunicato" che non aveva scritto lui la storia e nemmeno ne deteneva i diritti… quindi, con la prospettiva di un buco di 13 pagine, sono corso ai ripari con l'unica (ed alla fine divertente) soluzione venuta in mente: raccontare cosa era successo.
E questo mi è anche, come dici tu, servito a presentare e a spiegare la genesi del mio Passenger.

C'è qualche regista e qualche disegnatore che ti ha fatto particolarmente piacere avere sulla rivista e che vorresti segnalare?

Alcuni dei fumettisti che hanno collaborato alla rivista si sono anche dati molto da fare in questioni più logistiche come stand e fiere, e alcuni registi sono anche amici, per cui è difficile scegliere. Se proprio devo fare dei nomi direi:
sicuramente Lech Majewski, pluripremiato regista polacco dalla carriera ormai ventennale; e poi gli ottimi registi, so prattutto di spot, Luca Merli, Roberto Badò. Tra i disegnatori nominerei Saverio Montella, Luca Conca, Terhi Ekebom, Lorenzo Morabito, Alessandro Baronciani… tutti in realtà!

Si sa che i numeri zero portano sfiga. Come mai non partire dal numero uno?

Non sono superstizioso, e mi sembrava giusto partire con il numero 0 perché credo ci siano ancora cose da mettere a fuoco.
PassengerPress comunque vuole essere un'etichetta, vorrei anche far uscire degli albi monografici non necessariamente collegati al binomio cinema/fumetto, che comunque rimarrà l'anima portante della rivista. Se tutto va bene ci saranno già novità questa primavera, in occasione di FullComics, ma dato che non credo alla sfiga (in questi giorni di febbraio mi sono rotto la mano destra, accidenti!) preferisco non anticipare nulla!

Per finire qual è secondo te il regista più fumettoso e il fumettista più cinematografico?

Il grandissimo John Carpenter come regista. E indubbiamente Brian Hitch sugli Ultimates come fumettista.


Passenger si può trovare nelle fumetterie, distributio da PAN Distribuzione. Per contatti e altre informazioni
www.christiangmarra.com
www.passengerpress.blogspot.com


Altre Chine, uno sguardo verso autoproduzioni, riviste underground, realtà indipendenti, piccola editoria e tutte le forme di Fumetto Altro. Per segnalazioni e commenti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Luca Vanzella
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