Menu
Giuseppe Zimbalatti

Giuseppe Zimbalatti

URL del sito web:

I Maestri Inquisitori 2-3, la recensione dei volumi Mondadori Comics

2-1484650335COP F29Maestriinquisitori3 L

Ci eravamo lasciati, un anno fa, con la recensione del primo volume I Maestri Inquisitori, n. 27 della Collana "Fantastica" di Mondadori Comics. Dopo Oberyon e Sasmaël, facciamo ora, con i numeri 28 e 29, la conoscenza dei maestri Nikolaï, Mihaël e Aronn, per giungere quindi all'epilogo della saga.
 
Il continente d'Oscitania, popolato da umani, maghi, draghi, orchi, nani, elfi e altre creature magiche, è uscito da una grande, millenaria, guerra, il Caos, grazie all'Ordine dei Maghi che ha ristabilito la pace e affidato il controllo all'Ordine dei Maestri Inquisitori. 
Tuttavia, come effetto collaterale della pace, la magia ha perso la propria forza. Infatti c'è una stretta connessione tra la magia e la guerra. Quando questa infuria, allora la magia risorge in tutto il suo potere per poterla arginare.
Ogni mago, in tempo di pace, conserva un solo potere, la sua "specialità", mentre gli altri divengono come sopiti e recessivi.
Come avevamo già visto nel primo volume, stanno accadendo strani, sanguinosi eventi, e pare ormai chiaro che qualcuno, molto potente, sta macchinando nell'ombra per riportare il mondo nella guerra. Qualcuno cui non va bene lo status quo stabilito dai Maghi, con l'Oscitania divisa in due Imperi, quello del Nord e quello del Sud, che convivono pacificamente guidati dall'imperatore Aquilon e l'imperatrice Assinya, fratello e sorella, educati e preparati dall'Ordine per questo compito.

inquisitori-1
 
Autore della storia dedicata al Maestro Nikolaï è Jean-Luc Istin, il creatore di questo universo narrativo; i disegni sono di Augustin Popescu, i colori di Èlodie Jacquemoire e Digikore Studios.
Il potente Nikolaï è stato privato della vista da giovane dal suo maestro Adrael (supremo mago dell'Ordine) ma solo per ricevere un potere tanto grande da consentirgli comunque di vedere. In tempo di pace però la sua vista è venuta di nuovo a mancare e i suoi poteri magici si limitano al controllo e all'emissione del fuoco. Lo caratterizzano una grande saggezza, una intelligenza acuta e un incredibile intuito.
Siamo nel Nappan, regione sud-orientale dell'Oscitania. Il grande fiume Ygdryl (assimilabile al Nilo), che rendeva fertile l'intera regione, è in secca, a causa di una sorta di incantesimo che, dalla fine del Caos, ne ha gelato le fonti.
Insieme all'elfo Boldween, Nikolaï si trova a scortare il pellegrinaggio dei fedeli che vanno verso la sorgente del grande fiume per ottenere il miracolo da parte del Drago Blu, nella persona che ne incarna lo spirito e che pare aver perso anch'essa tutto il suo potere magico.
Durante il cammino vengono uccisi alcuni esponenti delle tre grandi casate in possesso delle reliquie da consegnare al Drago Blu perché il miracolo possa avvenire.
Quando la discordia tra le casate esplode in tutta la sua veemenza e pericolosità, Nikolaï deve intervenire e scoprire il vero colpevole: le sorprese non mancheranno.

inquisitori-2 
Jean-Luc Istin scrive una storia dal ritmo non proprio incalzante e coinvolgente; l'azione è intrecciata da frequenti didascalie che spiegano i retroscena. Il ritmo è lento e la narrazione si articola in ampiezza, componendosi dagli antefatti di cui il lettore viene a conoscenza contemporaneamente allo svolgimento dell'azione nel presente. Il personaggio di Nikolaï ne emerge unico e molto ben caratterizzato; la sceneggiatura è sì piuttosto complessa e forse macchinosa, ma coerente.
I disegni di Augustin Popescu sono di ottima fattura, sia quando stringe sui primi piani ed esalta l'espressività dei personaggi, sia quando allarga in vignette più grandi per rendere paesaggi e sguardi d'insieme sulla scena, sia per la cura dei particolari e dei piccoli dettagli degli ambienti chiusi o dei costumi.
 
La seconda storia, quella del maestro Mihaël, forse la meglio riuscita, richiama atmosfere da L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson.
Mihaël è un maestro inquisitore diverso da tutti gli altri, più "leggero", sbarazzino e scanzonato. Il suo singolare potere è quello di padroneggiare i semi, le piante e i vegetali in genere. Non si prende molto sul serio e il suo approccio distaccato lo caratterizza immediatamente in maniera molto precisa e definita.
Insieme all'elfo Shaween deve recarsi in missione presso le isole Enesie, dove una malattia sta distruggendo le piantagioni di riso e altri cereali. L'ordine teme un'azione dolosa al fine di far aumentare troppo il prezzo del riso, con conseguenze destabilizzanti sul piano sociale, finanziario e politico. Ma durante la navigazione sul mare di Alas (assimilabile al Mar Nero) la nave su cui viaggiano naufraga in seguito a una tempesta su una misteriosissima isola. 
La storia ci farà conoscere alcuni ospiti della nave: il Capitano, sua figlia Noenn, un barone con il suo guardaspalle, un orco, un nano, un'affascinante dama, una giovane coppia. L'isola, apparentemente un paradiso terrestre, nasconde in realtà un'orrenda natura, con la quale faranno i conti, a proprie spese, molti dei naufraghi.
Anche qui ci sarà un elemento che concorre a comporre il quadro d'insieme: delle forze oscure concorrono a precipitare il mondo nella guerra e nel Caos. E, anche in questo caso, si vedrà il volto del responsabile, ma sarà una verità che ne cela un'altra ancora più grande e oscura.
 
La storia, di Nicolas Jarry (già autore del capitolo dedicato a Sasmaël, nel primo volume) è davvero ben realizzata. Le pagine scorrono via rapide, leggere e piacevoli. L'atmosfera magica è palpabile, i personaggi sono vivi e coinvolgenti. Il mistero è incalzante e la narrazione non annoia mai.
All'efficacia del racconto concorrono in pari misura i disegni di Jean-Paul Bordier; l'isola "stregata" e l'elemento magico sono resi magnificamente, grazie anche ai colori di Digikore Studios, che riescono a rendere l'atmosfera cupa e innaturale di uno scenario comunque fantastico.

inquisitori-3

Nel terzo e ultimo volume, facciamo la conoscenza di un altro Maestro Inquisitore, Aronn, il cui potere è quello di teletrasportare se stesso e chi gli sta vicino anche a grandi distanze.
Le forze che tramano nell'ombra alzano il tiro e ora vogliono colpire ad Ares, la città-stato indipendente (situata in una regione assimilabile al cuore dell'Europa), sede dell'Ordine dei Maghi.
Sylvain Cordurié scrive una storia agile e avvincente, forse quella più dinamica e scenicamente spettacolare, grazie anche ai disegni di Jean-Charles Pupard, autore di alcune tavole spettacolari con protagonisti draghi maestosi. Anche qui i colori sono Digikore Studios.
È il capitolo che precede e prepara il vortice di avvenimenti conclusivo, in cui si scoprirà chi si è lasciato dietro la lunga scia di sangue e qual è il suo piano: scatenare nuovamente la guerra, per ridare potere alla magia.
 
La scoperta del responsabile ultimo sarà sorprendente, coerente e gratificante dal punto di vista intellettivo e, anche se sotto l'aspetto emozionale probabilmente non farà sobbalzare sulla sedia, la storia si conferma nella sua validità complessiva.
Una grande forza di natura magica vuole tornare il possesso di tutto il suo potenziale e sarà necessaria una forza altrettanto potente per arginarla.
 
I Maestri Inquisitori, presentati nelle cinque storie precedenti, sono pertanto riuniti nell'ultimo capitolo, Alla luce del Caos, scritto ancora dal deus ex machina della serie, Jean-Luc Istin.
I venti di guerra tornano a soffiare nuovamente e i poteri dei maghi, compresi i Maestri Inquisitori, tornano in tutta la loro portata.
Il sanguigno Oberyon, il detective Sasmaël, il saggio e potente Nikolaï, lo scanzonato ma generoso Mihaël e il grintoso Aronn: ognuno di essi concorrerà a ristabilire l'ordine e la pace, in un finale splendidamente realizzato dalle eccellenti tavole di Stefano Martino, dallo stile più americano e "supereroistico" e meno europeo rispetto agli altri disegnatori fin qui impegnati, perfetto per una conclusione visivamente spettacolare.

inquisitori-4
 
Il cinismo machiavellico di chi detiene il potere e vuole fare di tutto per mantenerlo è la chiave di lettura conclusiva di un racconto che unisce il giallo e l'action con la magia del fantasy tipicamente nord-europeo.
È mancato forse quel tocco di vera originalità e quel cambio di marcia al momento opportuno che consentisse al racconto di svilupparsi con maggiore personalità (affrancandosi, per esempio, da un certo didascalismo che permane quasi fino alla fine) e gli conferisse reali crismi di grandezza.
Nel complesso un lavoro robusto, una lettura affatto deludente e abbastanza gratificante, pur non mantenendo per l'intero percorso i livelli di grandezza evidenziati in diversi passaggi.
L'universo narrativo c'è. Fin qui abbiamo conosciuto un solo continente, sarebbe interessante conoscere altre regioni di questo fantastico mondo.
Una lettura consigliata, impreziosita dal gradevole formato Mondadori Comics che rende merito a tavole stupende, cartonato, robusto, piacevole per gli amanti delle sensazioni tattili, visive e anche olfattive.

Lo steampunk targato Noise Press, la recensione di The Steams 2 e 3

87b111c816e3c0f1eb30e2463e68dbac XL

Poco più di un anno fa avevamo parlato del primo numero di The Steams, volume formato flip-book di Noise Press dedicato a storie Steampunk.
Ci eravamo lasciati con qualche aspettativa e l'interrogativo su come sarebbero proseguite le avventure dei personaggi che avevamo visto in quel numero d'esordio e su come si sarebbero comportati i giovani autori e disegnatori che le avevano realizzate.

Nei volumi 2 e 3 prosegue la vicenda di Lady Caitlin Ward, del fido Garnett e del "tecnomago" Wymond protagonisti di I Wonder Who, mentre China Surprise e Shadow Boxing sono i due nuovi episodi con protagonista Volodymir Azarov, l'Orso di Kodiak, affiancato dal "compare" Clint e dalla bella Scarlet.

Dopo Umberto Giampà, disegnatore del primo numero, Luca Frigerio, autore di I Wonder Who, si avvale, per questi due episodi, delle matite di Davide Pandozy e di Fabrizio Castano. I colori sono sempre opera di Mattia Zoanni, che ha collaborato con Pasquale Qualano per la realizzazione delle cover.
Si comincia a far luce su cosa sia successo a Lord Samuel, marito defunto di lady Caitlin, su cosa ci sia dietro le morti misteriose e violente che insanguinano Londra e quale sia il ruolo dei servizi segreti e dell'ambiguo Lyttelton.

steams-2-03

Il soggetto, cui per il #2 ha contribuito Massimiliano Grotti, è molto interessante e si presterebbe (e avrebbe meritato) una sceneggiatura più accurata e articolata. Invece la storia, in questi due episodi, specialmente nel secondo, sembra tagliata e montata in maniera troppo essenziale; gli eventi si succedono troppo rapidamente e la sintesi sembra cedere il passo alla fretta, donando all'insieme una retrogusto di artificiosità. Meglio il terzo episodio, che recupera una certa descrizione dei caratteri e lascia un po' di spazio all'interazione tra i personaggi.
I disegni sono lontani dal tratto e dallo stile di Giampà, tuttavia sono fluide, dinamiche e credibili le scene d'azione di Davide Pandozy, e bene anche Fabrizio Castano che invece sembra preferire le scene pacate e l'espressività dei protagonisti. Una conferma i colori di Mattia Zoanni.

Nell'altro racconto, capovolgendo l'albo, ritroviamo il team creativo del primo episodio, con Paul Izzo ai testi, Daniele Cosentino ai disegni e Marcello Iozzoli ai colori. Cosentino e Iozzoli sono anche autori delle cover.
Azarov e Clint erano scappati a Hong Kong per sfuggire alla vendetta di Mr. Enoch. Ma questi rapisce Scarlet e li costringe a tornare per la resa dei conti.

steams-2-04

La sceneggiatura di Paul Izzo è sì essenziale, ma fluida e naturale; tuttavia qui il soggetto è più leggero ed è il "casus belli" a non convincere troppo, infatti il racconto si conclude con un espediente piuttosto futile e che riduce il tutto a una sana scazzottata. Spettacolari e avvincenti i combattimenti e credibili gli avversari di Azarov.
Migliorano, di numero in numero, i disegni di Daniele Cosentino, il cui tratto cartoonesco sembra acquistare via via maggiore convinzione e consapevolezza. Perfettamente armonici i colori di Marcello Iozzoli.

L'impressione complessiva che si ricava dalla lettura di questi albi è che siano un'ottima palestra per la formazione di giovani talenti, che "affilano le unghie" e al contempo dimostrano ciò che sanno fare e ciò che potranno arrivare a fare, cioè il loro potenziale.
Di potenziale sicuramente ce n'è. Le idee di fondo sono interessanti anche se non sempre sviluppate al meglio, e la realizzazione grafica è di tutto rispetto.

Dall'ingegneria biomedica di I Wonder Who, che rischia di sconfinare invece nella creazione di zombie fuori controllo, ai cyber-avversari che deve affrontare l'Orso di Kodiak, il tema di fondo, in entrambe le storie, è quello dell'invasività della tecnologia, e della disumanizzazione che questa rischia di comportare.
Il progresso tecnologico, qui rappresentato dalle applicazioni steampunk del vapore, rischia di travalicare il suo scopo originario, cioè aiutare l'uomo a vivere meglio, allontanandolo invece dalla sua dimensione naturale senza però renderlo immune alle sue debolezze di sempre: avidità, prepotenza, violenza, rischiano di essere amplificate da strumenti tecnologici capaci di conferire all'uomo un potere eccessivo.

Al netto delle motivazioni di fondo e del leit-motiv ideale che unisce le due storie, in entrambi i casi le aspettative non sono state fin qui mantenute a pieno. Tuttavia I Wonder Who non è ancora conclusa, quindi potrebbe stupirci con l'ultimo episodio, mentre, dal prossimo numero, come annuncia Antonio Sepe nell'introduzione al terzo volume, arriverà una nuova serie dal titolo Wild.
Se, nello specifico, non ci troviamo di fronte a storie perfettamente riuscite, è tuttavia lecito e legittimo continuare a guardare con simpatia e curiosità a questa giovane realtà del panorama fumettistico italiano, nei confronti della quale continuiamo a sospendere il giudizio ma che, complessivamente, è da valutare in maniera positiva, in attesa che continui a sviluppare tutto il proprio potenziale.

 

SDCC17: Le novità IDW: arrivano Unicron, i titoli Black Crown e Sonic The Hedgehog

Vi avevamo riferito dell'evento First Strike e del suo impatto sull'intero universo narrativo a fumetti IDW.

A tutte quelle novità e a quei cambiamenti, tutt'ora in fase di svolgimento, si aggiunge ora l'annuncio, nel corso del SDCC17, di un titolo dedicato al personaggio di Unicron, la cui uscita è prevista per il 2018. Non è stato reso noto il team creativo né ulteriori informazioni.
Unicron è apparso per la prima volta in Transformers: The Movie del 1986; è un Transformer delle dimensioni di un pianeta, che si nutre di pianeti. È stato creato, prima dell'inizio dei tempi, da un'entità chiamata "The One" e ha un fratello gemello, Primus, che invece è una forza del bene.
Unicron sarà probabilmente tra i protagonisti del prossimo film sui Transfomers.

Ma non è tutto. IDW lavora all'espansione del suo nuovo marchio Black Crown. Curato da Shelly Bond (ex vice presidente ed editore esecutivo Vertigo), esordirà in ottobre con il primo titolo, Kid Lobotomy, di Peter Milligan ai testi e Tess Fowler ai disegni. Già annunciato a marzo in occasione del WonderCon di Anaheim, è il curioso racconto delle avventure di Kid, il più giovane discendente di un albergatore con la curiosa abitudine di eseguire lobotomie agli ospiti dell'Hotel.

Subito dopo esordirà il trimestrale Black Crown Quarterly, un magazine di 48 pagine contenente fumetti e cultura. Avrà una cover espandibile e una storia regolare di 10 pagine ambientata nel Black Crown Pub, realizzata da Rob Davis. Inoltre un doppio poster, la cover B di Kid Lobotomy realizzata da Frank Quitely e altre rubriche.

A dicembre uscirà una mini-serie in sei numeri, Assassinistas, di Tini Howard e Gilbert Hernandez. Protagonista Octavia, killer in pensione, che decide di rimettersi al lavoro per poter pagare il college al figlio e anche per riuscire a salvare il figlio di un suo ex-collega, che è stato rapito.

A gennaio 2018 arriverà Punks Not Dead, di David Barnett e Martin Simmonds, che racconta la storia di Fergie, un adolescente solitario, bullizzato, cresciuto da una madre single e che si ritrova all'improvviso alla ricerca del padre che non ha mai conosciuto. Stranamente una curiosa branca dell'MI5 si metterà sulle sue tracce.

IDWSonicSega

Infine la casa editrice di San Diego ha annunciato l'acquisizione della licenza per realizzare i fumetti di Sonic the Hedgehog da SEGA.
IDW vuole lanciare il titolo nel 2018 e sta lavorando alla formazione del team creativo.
Finora la licenza era appartenuta ad Archie Comics, che l'ha detenuta per 25 anni realizzando la più lunga serie a fumetti basata su un videogame. Non si sa se IDW azzererà la numerazione o continuerà da quella fermatasi a gennaio 2017, quando Archie ha interrotto la pubblicazione del fumetto.

SDCC17: crossover introdurranno i personaggi Young Animal nell'universo canonico DC Comics

L'etichetta DC's Young Animal pubblica, dal 2016, una serie di titoli dall'approccio sperimentale e per lettori maturi, da poco sotto supervisione Vertigo di Mark Doyle.

Nel corso della giornata di ieri al San Diego Comic-Con, Gerard Way, scrittore, creatore e curatore del marchio, ha annunciato, insieme ad altri colleghi, alcune novità in merito al prossimo futuro di Young Animal.

Tre dei cinque titoli in corso, Shade: The Changing Girl, Mother Panic e Cave Carson Has a Cybernetic Eye, verranno sospesi tra ottobre 2017 e gennaio 2018.
Da gennaio poi partirà una serie di speciali crossover tra i personaggi Young Animal e quelli del DC Universe.

Il primo di questi sarà Doom Patrol/Justice League, nel quale la League incontrerà per la prima volta la nuova Doom Patrol. Sarà scritto da Gerard Way insieme a Steve Orlando, mentre i disegni saranno di Aco.

Questi crossover sanciranno la presenza dei personaggi Young Animal nell'universo canonico Rebirth e nella sua continuity.

Dopo la presentazione, la DC ha annunciato che questi crossover imprimeranno un cambiamento al corso del marchio Young Animal, concludendone la prima fase e proiettando ognuna delle serie "verso nuove e sorprendenti direzioni".

Doom Patrol/Justice League #1 uscirà nel gennaio 2018.
Di seguito, la cover realizzata da Frank Quitely, con protagonista il personaggio dal curioso nome di Milkman Man.

1500687093251336

Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.