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Venom Inc. Alpha dà il via al nuovo crossover ragnesco

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Parte oggi negli States il crossover Venom Inc. che coinvolgerà le testate Amazing Spider-Man e Venom. La vicenda inizierà sull'albo Venom Inc. Alpha, scritto da Dan Slott e Mike Costa e disegnato da Ryan Stegman e coinvolgerà i tre principali ospiti del simbionte: Peter Parker, Eddie Brock e Flash Thompson. I tre dovranno fermare il folle simbionte più pericoloso che mai.

Potete vedere l'anteprima di Venom Inc. Alpha nella gallery in basso.

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Riparte Peter Parker: The Spectacular Spider-Man di Chip Zdarsky e Adam Kubert

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Riparte Peter Parker: The Spectacular Spider-Man riprendendo la numerazione originale della testata. Dopo aver dovuto dire addio alle Parker Industries, la vita di Peter Parker non migliora di certo tanto che il ragazzo si ritroverà braccato sia dalla polizia che da una divisione dello S.H.I.E.L.D., la The Gray Blade, convinta che lui sia implicato nella sparizione della sorellastra Teresa, nota spia internazionale. Peter Parker è dunque un eroe o una minaccia?

Scopriremo questo e altro su Peter Parker: The Spectacular Spider-Man #297 di Chip Zdarsky, Adam Kubert e Juan Frigeri. Trovate un'anteprima dell'albo nella gallery in basso.

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Spider-Man Collection - Le Graphic Novel, recensione: il Ragno d'autore in un unico volume

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Il 1982 è un anno segnato da avvenimenti importanti per la cultura pop: al cinema escono pellicole destinate a diventare dei classici come E.T. – L’Extraterrestre di Steven Spielberg, Blade Runner di Ridley Scott e Conan Il Barbaro di John Milius. Esce Thriller di Micheal Jackson, che diventerà l’album più venduto della storia della musica. Ed è in quel fatidico anno che comincia la commercializzazione del mitico Commodore 64 e dei primi lettori Compact – Disc, che nel giro di pochi anni sostituiranno i vinili. Ma il 1982 è uno spartiacque anche nella storia del fumetto americano e della Marvel in particolare, grazie all’uscita del primo graphic novel della casa editrice, pensata per il circuito delle librerie specializzate: La Morte di Capitan Marvel di Jim Starlin. Il commovente racconto degli ultimi giorni di vita del Capitano Mar-Vell dell’impero Kree inaugurò infatti una collana longeva, completamente differente per ambizione a quanto pubblicato in precedenza dall’editore di Park Avenue South.

La gestazione di questa iniziativa editoriale fu lunga e laboriosa: Jim Shooter, il vulcanico editor-in-chief della Casa delle Idee, ne coltivava l’idea già dal 1979, dopo aver scoperto che i dati di vendita delle neonate fumetterie ormai erano in grado di rivaleggiare, se non superare, quelli delle edicole, il mercato tradizionale a cui la Marvel si rivolgeva pressoché in esclusiva fin dalla sua nascita. Altro fattore determinante che contribuì alla nascita dei graphic novel marvelliani fu l’influenza che il fumetto europeo cominciò ad esercitare sui creativi statunitensi, grazie soprattutto ad Heavy Metal, la rivista che pubblicava in USA opere di maestri del vecchio continente come Moebius, Enki Bilal, Caza, Philippe Druillet e Milo Manara, molte delle quali erano apparse precedentemente sulla prestigiosa Métal Hurlant. Si cominciò così a spargere la convinzione, tra gli editori di fumetti a stelle strisce, che il terreno per pubblicazioni più sofisticate degli usuali albetti usa e getta, stampati sulla famigerata carta da quotidiano newsprint, era ormai fertile. Shooter volle che i graphic novel griffati Marvel venissero pubblicate in un formato lussuoso, che ricordasse gli album delle bandes dessinées francesi, e che fossero stampati, per la prima volta nella storia della casa editrice, su carta patinata.

Offrendo un controllo creativo agli autori inusuale per la casa editrice, la collana Marvel Graphic Novel ospitò capolavori che sarebbero rimaste nella storia della Nona Arte, come la sopramenzionata Morte di Capitan Marvel, l’intensa X-Men: Dio Ama, L’Uomo Uccide di Chris Claremont e Brent Anderson e la sperimentale Daredevil: Amore & Guerra di Frank Miller e Bill Sienkiewicz; preludi a serie regolari di grande successo come New Mutants di Chris Claremont e Bob McLeod e Sensational She-Hulk di John Byrne; progetti originali come Raven Banner: A Tale of Asgard di Alan Zelenetz e Charles Vess e gemme dimenticate che meritano una riscoperta come Doctor Strange: Into Shamballa di Jean-Marc DeMatteis e Dan Green. Tra i personaggi Marvel ospitati nella collana, non poteva mancare ovviamente il simbolo dell’azienda, l’amichevole Uomo Ragno di quartiere che fu protagonista di ben 4 graphic novel tra il 1986 e il 1992: in ordine di pubblicazione, Hooky – Assenza Ingiustificata di Susan K. Putney e Bernie Wrightson, Vite Parallele di Gerry Conway e Alex Saviuk, Spiriti della Terra di Charles Vess e Fear Itself – La Paura Stessa di Stan Lee, Gerry Conway e Ross Andru. Queste quattro opere vengono riproposte in volume da Panini Comics nel decimo volume della Spider-Man Collection e si tratta di una iniziativa necessaria e graditissima, trattandosi di materiale che non veniva ristampato nel nostro paese da più di vent’anni. Dobbiamo infatti risalire ai primissimi anni ’90 e alla cosiddetta “Silver Age” delle pubblicazioni Marvel nel nostro paese, il periodo in cui i supereroi stavano tornando prepotentemente nelle edicole italiane dopo gli anni di buio dovuto alla chiusura dell’ Editoriale Corno. Come i lettori di allora nostalgicamente ricorderanno, ai consueti mensili e quindicinali formato comic book si affiancarono riviste dal taglio più autoriale che proponevano, appunto, i graphic novel Marvel serializzati in più numeri: era il caso di riviste gloriose come All American Comics della Comic Art e Super Comics della Max Bunker Press, nonché di collane come Play Special della Play Press che presero per mano una generazione di adolescenti amanti dei classici supereroi e li portarono in territori altrettanto familiari, sebbene attraversati da ambizioni artistiche più elevate. Hooky venne pubblicata a puntate su All American Comics, Vite Parallele venne serializzata su Super Comics così come Spiriti della Terra, che poi venne ristampata pochi anni anni dopo in una soluzione unica su Play Special. La Paura stessa, invece, sarebbe stata pubblicata solo anni più tardi sul quindicinale dell’Uomo Ragno.
Benché l’intero lotto dei graphic novel ragneschi desti elementi d’interesse, è possibile suddividerlo in due coppie: mentre Vite Parallele e La Paura Stessa sono caratterizzati da una narrazione più convenzionale, simile a quella che era possibile ritrovare nelle testate mensili del Tessiragnatele dell’epoca, Hooky e Spiriti della Terra costituiscono invece delle eccezionali prove d’autore.

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Come il titolo suggerisce, Vite parallele è la narrazione di due esistenze, quelle di Peter Parker e di Mary Jane Watson, che si sono svolte a poca distanza una dall’altra e che hanno dovuto attendere anni per arrivare al fatidico incontro. Ripercorriamo le vicende che hanno portato alla nascita di Spider-Man e l’infanzia problematica di Mary Jane, raccontate con un montaggio alternato dai due protagonisti. Gerry Conway, sceneggiatore storico di Amazing Spider-Man e responsabile della morte di Gwen Stacy, si ricollega alla gestione di Tom DeFalco di pochi anni prima, dove era stato rivelato che Mary Jane aveva scoperto per caso che Peter era l’Uomo Ragno già prima di conoscerlo, e questo era il motivo per cui aveva cercato di  evitare per anni l’incontro combinato dalle reciproche zie. Il graphic novel è sostanzialmente un riepilogo di tre decadi di avventure ragnesche, fino al celebre matrimonio tra i due che, all’epoca dell’uscita di questa storia, era ancora fresco: nessuno avrebbe immaginato allora che l’evento, che ebbe anche una certa risonanza mediatica, sarebbe stato cancellato dalla continuity vent’anni dopo con la saga One More Day. Vite parallele è una piacevole passeggiata sul viale dei ricordi, anche se la prosa di Conway potrebbe risultare oggi troppo didascalica. La parte artistica è a cura di Alex Saviuk, all’epoca titolare della terza testata dedicata all’Uomo Ragno, Web Of Spider-Man. Saviuk ebbe l’ingrato destino di disegnare il Ragno nello stesso periodo in cui, sulle altre due testate gemelle, erano in corso delle run amatissime dai lettori: su Amazing stava esplodendo il talento rivoluzionario di Todd McFarlane, mentre su Spectacular il veterano Sal Buscema stava realizzando uno dei suoi lavori migliori. L’artista non godette della stessa considerazione dei due colleghi, eppure con Vite Parallele realizzò probabilmente la prova migliore della sua carriera, con uno stile piacevolmente classico che omaggiava il grande John Romita.

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La Paura Stessa vede nuovamente Gerry Conway ai testi, impegnato a sceneggiare un soggetto di Stan Lee in persona. L’Uomo Ragno viene affiancato dalla sua occasionale alleata Silver Sable, la spia della fittizia nazione dell’Est Europa Symkaria, per affrontare una minaccia che affonda le sue radici negli ultimi giorni della Germania Nazista. Si tratta probabilmente dell’episodio meno riuscito tra quelli contenuti nel volume, che si fa comunque notare per le matite di Ross Andru, disegnatore di un lungo ciclo di Amazing negli anni ’70, e qui al suo ultimo lavoro prima della sua scomparsa. Per i lettori di vecchia data sarà un piacere ritrovare il tratto nervoso di Andru, e il suo Spider-Man dinoccolato e dinamico protagonista di saghe leggendarie come l’originale Saga del Clone.

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Arriviamo finalmente alle due opere che alzano esponenzialmente il livello qualitativo del volume. Hooky-Assenza ingiustificata, ha l’onore di essere stato il primo graphic novel dedicato all’Uomo Ragno e presenta un team creativo di tutto rispetto: i testi sono di Susan K. Putney, scrittrice di fantascienza nota per le sue collaborazioni col più conosciuto Dean R. Koontz, mentre il comparto visivo è curato dal maestro dell’horror a fumetti in persona, purtroppo recentemente scomparso, Bernie Wrightson. La storia, che è una bizzarra commistione tra “novella di formazione”, fantasy e horror, propone un’ambientazione del tutto insolita per il Tessiragnatele. Peter viene infatti trascinato in un'altra dimensione da una giovane maga che chiede il suo aiuto: la ragazza è infatti la figlia di uno stregone malvagio, un tiranno che aveva terrorizzato il suo regno. Sconfitto dai suoi oppositori, prima di morire aveva gettato un incantesimo sulla figlia per salvarla dai suoi nemici: la giovane sarebbe rimasta per sempre una fanciulla, in modo da non rappresentare una minaccia e non rendere necessaria la sua morte. Oppure è tutta un’ illusione, creata ad arte per evitare di affrontare i dolori della crescita? Hooky si inserisce nel filone di storie fantasy che in quegli anni raccontavano, sotto forma di fiaba, la difficoltà di crescere e inserirsi nel mondo degli adulti senza perdere la magia dell’infanzia: basti pensare a classici del cinema di quel periodo come La Storia Infinita e Labyrinth. Il graphic novel passò comunque alla storia per il superbo lavoro di Wrightson ai disegni: il creatore grafico di Swamp Thing si sbizzarrì nel realizzare una carrellata di mostruosità terrificanti inedita per un fumetto mainstream, tra insetti enormi, blatte che si tramutano in giganti deformi, larve, vermi e draghi sputafuco, in un tripudio di mutazioni, baccelli e bubboni che farebbero impallidire classici del cinema horror di quegli anni come La Cosa, Aliens e La Mosca.

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Se Hooky aveva gettato il Tessiragnatele di quartiere in un contesto per lui del tutto inconsueto, altrettanto inedito è lo scenario allestito da Charles Vess per Spiriti della Terra, il lavoro più raffinato contenuto nel volume. Al centro della storia c’è il viaggio dei coniugi Parker in Scozia, nell’affascinante regione delle Highlands, per conoscere una lontana parente di Mary Jane, che le ha lasciato in eredità la sua proprietà. Ma, appena arrivati, i Parker devono fare i conti con strane apparizioni di fantasmi che terrorizzano la popolazione locale. Inutile dire che Peter dovrà presto indossare i panni dell’Uomo Ragno per investigare, anche se la brughiera e le Highlands si riveleranno essere un habitat ostile ad un arrampicamuri di città. Tra apparizioni di fate, folletti, demoni e altri mostri del folklore locale, Peter scoprirà una cospirazione che coinvolge anche una famigerata loggia ben nota ai lettori delle serie mutanti. Se la storia è assolutamente coinvolgente, ibrido tra supereroi e giallo alla Mastino dei Baskerville, sono le straordinarie tavole dell’artista a blandire la pupilla del lettore, grazie ai suoi pennelli incantati. Vess, che era rimasto affascinato da un viaggio nelle Highlands compiuto pochi anni prima, riesce a restituire al lettore tutta la suggestione ed il mistero di quelle terre, tra nebbia, castelli diroccati, apparizioni spettrali e la brughiera spazzata dal vento. Ogni pagina è un dipinto memorabile, uno sfoggio di classe sopraffina da parte di un autore che negli anni successivi inizierà una fruttuosa collaborazione con Neil Gaiman su capolavori come Sandman, The Books Of Magic e Stardust. Un ulteriore motivo che ci spinge a consigliare caldamente l’acquisto di questo volume, soprattutto ai nuovi lettori che vorranno fare la conoscenza di un inconsueto, ma comunque stupefacente, “Ragno d’autore”.

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