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La DC Comics annuncia una miniserie su Martian Manhunter

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La DC Comics ha annunciato che presto prenderà il via una serie di 12 numeri con protagonista Martian Manhunter, scritta da Steve Orlando e disegnata da Riley Rossmo.

"È sempre stato il mio personaggio preferito da quando ero giovane", ha dichiarato Orlando a The Hollywood Reporter, "non riesco a crederci; non c'è personaggio su cui volevo lavorare di più".

Orlando e Rossmo torneranno alle origini del personaggio e indagheranno il viaggio emotivo di J'onn J'onzz, esplorandone le sfaccettature da detective, con l'eroe alieno coinvolto in un omicidio misterioso che potrebbe essere legato al suo passato.

"In passato, J'onn è stato troppo perfetto", ha detto Orlando. "Uno dei motivi per cui la gente non è connessa con lui è che era un perfetto poliziotto su Marte, e sì, la sua famiglia è morta, ma non è stata colpa sua, e poi è venuto sulla Terra ed era perfetto. I nostri personaggi preferiti, non lo sono. Spider-Man lascia scappare il ladro. Bruce Wayne era troppo spaventato per salvare la sua famiglia. Questa storia darà a J'onn quel momento".

Martian Manhunter #1 uscirà a dicembre.

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(Via CBR)

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The Batman Who Laughs #1, il nuovo tie-in di Dark Nights: Metal

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Nuovo tie-in di Dark Nights: Metal in uscita oggi negli States. "Le creature del Dark Multiverse sono pronte a invadere il nostro mondo! Come possono gli Eroi più grandi della Terra fermare un'orda di esseri mortali che sembrano essere versioni da incubo di figure familiari?"

È questa la sinossi di The Batman Who Laughs #1 di James Tynion e Riley Rossmo. Potete leggerne un'anteprima qui di seguito. La cover è ad opera di Jason Fabok.

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In arrivo un crossover tra Batman e The Shadow di Scott Snyder, Steve Orlando e Riley Rossmo

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DC Comics, Dynamite e Condè Nast hanno dichiarato ufficialmente che verrà realizzata una miniserie crossover di 6 numeri tra The Shadow e Batman ad opera di Scott Snyder, Steve Orlando e Riley Rossmo.

"Batman è un mito che trascende il fumetto e ci ispira, mentre The Shadow è una pietra miliare della cultura pop e del fumetto odierno. Unire il famosissimo Detective dei fumetti con il Mistery per eccellenza è per me un grande onore", ha dichiarato Snyder. "I due si uniranno per un caso che risale all'origine del tempo, un conflitto generazionale che ridefinisce il concetto di omicidio".

Lamont Cranston è l'indiziato numero uno di un omicidio a Gotham su cui Batman sta indagando. Il problema è che risulta morto da 50 anni! Durante le indagini, Shadow cercherà di impedire che Batman scopra troppo al riguardo.

Il primo numero è in uscita il 26 aprile, di seguito trovate delle pagine dell'albo in bianco e nero e non letterate.

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Bedlam, fumetto creato da Nick Spencer (testi) e Riley Rossmo (disegni) è un viaggio psichedelico nella mente di un uomo che definire controverso sarebbe riduttivo.

La storia narra le vicende di Fillmore Press, un uomo morigerato e timorato di Dio, il quale ha rinunciato all’uso della violenza in maniera esemplare. Ma Fillmore Press era anche Madder Red, il più folle e spietato criminale della storia moderna, con più di duemila uccisioni all’attivo. Dieci anni fa Madder Red, all’apice della sua “carriera” di assassino psicopatico, decise di appendere coltello, machete, pistola, mitra e altri utensili “di lavoro” al chiodo, farsi catturare e mettere fine alla sua esistenza, senza però prima costringere la società a confrontarsi con i propri controsensi.
Inutile dire che il suo piano fallì, e Fillmore divenne il paziente perfetto per un processo riabilitativo, o meglio di condizionamento mentale capace di far impallidire anche i fan di Arancia Meccanica, atto a rimuovere ogni traccia di violenza dalla sua mente. Dopo un decennio, Fillmore è un uomo nuovo ed è pronto a confrontarsi nuovamente col mondo. L’esperimento sembra essere riuscito così bene che il protagonista non solo si accontenta di rigar dritto, ma dimostra anche un’irresistibile pulsione a fare del bene, mettendo le proprie innate "capacità" al servizio delle forze dell’ordine di Bedlam, disperatamente alla caccia di un nuovo serial killer estremamente abile, che sembra uccidere le sue vittime senza alcuno schema fisso. Nel cammino che porterà alla cattura dell’assassino, Fillmore sarà costretto a confrontarsi con tutta la violenza e la follia del mondo reale, elementi così speculari a quelli del suo passato come Madder Red, del quale potrebbe essere rimasta qualche traccia dentro di lui.

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In fase di sceneggiatura, Spencer si dimostra molto abile nel tessere una trama costruita su due piani temporali diversi, che si intrecciano continuamente fra loro, creando una storia estremamente dicotomica, senza però che questa perda in coerenza e fluidità. Il radicale cambiamento psicologico del protagonista si avverte bruscamente da una pagina all’altra, cosa che risulta assai apprezzabile perché riesce a dare una giusta prospettiva della insondabile complessità e profondità della psiche, specie di una tipologia umana così estrema.
Fillmore Press risulta essere un personaggio a tutto tondo, continuamente in bilico tra la sanità mentale (indotta) e la pazzia (innata). Il lettore, nell’immergersi in questa lettura, avverte un senso di piacevole confusione, che viene progressivamente dipanata nel corso della narrazione.

Inoltre, eliminando per un momento il piano psicologico dall’equazione, Bedlam risulta essere un thriller avvincente, con due villain particolarissimi e credibili nel loro modus operandi.
Allo stesso tempo, lo sceneggiatore sfrutta la sua storia per dar vita a un’attenta analisi della società moderna: l’ingerenza della politica nel lavoro della polizia, la corruzione morale della Chiesa, la criminalità organizzata che si muove silenziosa e indisturbata nei vicoli più bui delle città.
In tutto questo, è la violenza, pura e insensata, a fungere da filo rosso nel corso della narrazione, e che permea ogni poro dell’esistenza umana.

La violenza di Bedlam, va detto, è assolutamente estrema, sotto l’aspetto psicologico, verbale e fisico e ci viene proposta con grande naturalezza. Questa scelta però non è per nulla fine a se stessa, ma, anzi, serve a dipingere una realtà distopica e disincantata, ma non molto lontana da quella che ci circonda.

Nel corso della lettura, fra i vari personaggi, si fa la conoscenza de Il Primo, vigilante della città con tanto di maschera e mantello. Nelle vicissitudini che riguardano questi e il folle Madder Red, è impossibile non cogliere un chiaro quanto ironico riferimento a Batman e Joker della DC Comics, anche se qui il punto di vista narrativo ci appare rovesciato, tanto da far risultare, alla fin fine, il cattivo come la parte migliore del duo.
Madder Red è il Joker privato dei filtri che un fumetto mainstream a volte impone.

I disegni di Riley Rossmo sono perfetti per un fumetto del genere: linee dure e stilizzate, un tratto volutamente sporco, un sapiente gioco di luci e ombre conferiscono grande cupezza e gravità a un fumetto estremamente dark. Questa scelta grafica, pur non conferendo grande plasticità e realismo ai disegni, non sacrifica l’espressività dei personaggi; Rossmo infatti si concentra molto sulle mimiche facciali delle sue creazioni, in particolare su quelle del protagonista: basta aprire una pagina a caso e soffermarsi sugli occhi di Fillmore per trovare in questi dei pozzi neri dentro i quali si sprofonda in un oceano di follia.

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Da sottolineare anche un’interessante scelta dal punto di vista cromatico: in tutto il fumetto, e in particolare nelle sequenze ambientate nel passato, è il colore rosso, colore del sangue e della violenza, a fare da padrone sugli altri, molto più soffusi.
Un’ottima scelta da parte del colorista Jean-Paul Csuka, che conferisce grande carica visiva ad ogni pagina di Bedlam.

Una riga, ma anche più, va spesa, infine, per le bellissime cover di Frazer Irving, visto recentemente su Uncanny X-Men, raccolte in toto nel volume (assieme a moltissime variant): queste sono la proverbiale ciliegina sulla torta.

Bedlam è dunque un fumetto consigliato a chi ha il pelo sullo stomaco e decide di immergersi in una storia folle, violenta e senza eroi, nella quale non è detto che "i buoni" (ma esistono davvero?) riescano a spuntarla, per capire se, alla fine, “il male è in noi o in quello che facciamo”?

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