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Shockdom presenta Killer Show di Emanuele Amato e Ludovica Ceregatti, anteprima

  • Pubblicato in News

Arriva per Shockdom, all'interno della collana Shock!, Killer Show di Emanuele Amato e Ludovica Ceregatti. Trovate tutti i dettagli qui di seguito e una ricca anteprima nella gallery in basso.

"SHOCKDOM PRESENTA
KILLER SHOW

 
LA PORNOGRAFIA MEDIATICA DEI SENTIMENTI
di EMANUELE AMATO e LUDOVICA CEREGATTI con i colori di CLAUDIA GIULIANI
6 MAGGIO 2019
Una novità della collana SHOCK!

Shockdom presenta, dopo l’anteprima allo scorso Napoli Comicon, Killer Show: la nuova graphic novel scritta, per la collana Shock!, da Emanuele Amato e disegnata da Ludovica Ceregatti. Le illustrazioni sono state colorate da Claudia Giuliani. Killer Show affronta l’annosa questione del morboso fascino delle tragedie che accadono davanti agli occhi di tutti, che diventano spettacoli televisivi da riprendere con le telecamere: la morte fa audience e regala così i tanto ambìti 15 minuti di fama.

SINOSSI: Voyerismo oscuro, pornografia mediatica dei sentimenti: questi sono i tempi moderni. In TV la cronaca nera è la punta di diamante dei programmi. Omicidi efferati, madri che uccidono, omicidi-suicidi: se questo è lo spettacolo ai nostri giorni, le produzioni televisive avranno ciò che vogliono.

Emanuele Amato racconta: “La morte e le tragedie sono diventati materiale di show televisivi. Non parlo di narrazioni seriali e cinematografiche, ma proprio di talk-show e programmi. La caccia a chi arriva prima all’esclusiva, palinsesti con serate a tema, che più che servire come monito, raccontano per filo e per segno, con tanto di dettagli raccapriccianti, omicidi macabri. Questo ormai ci ha desensibilizzati. Non ci scandalizziamo più realmente, ci indigniamo solo sui social. Ecco, con Killer Show volevo raccontare questo. Shockdom, dal suo canto, oltre che “semplicemente” pubblicare fumetti, ha da sempre i riflettori puntati su cosa le sta intorno, a 360 gradi. Dal fenomeno social, all’ultima tecnologia e la applica al fumetto. Per questo ho scelto loro, perché analizza il contesto reale che ci circonda e lo racconta.”

Ludovica Ceregatti aggiunge: “Shockdom ha una bella squadra di bravissimi autori e di fantastici titoli, per questo sono contenta di poter far parte della Shockdom family! Killer Show è il mondo d'oggi dove non esiste quasi più nulla di segreto, di nascosto o di privato. Ognuno di noi ha perennemente sotto gli occhi la vita degli altri e questo, secondo noi, ci dà il diritto di giudicare ogni cosa ci capita davanti; non importa che si parli di cibo, di viaggi aerospaziali, di vestiti o di uno spregevole omicidio. Sei dichiarato colpevole da una giuria di tuoi pari, dove "i tuoi pari" è ormai chiunque abbia un accesso a internet o sei innocente finché piacerai al pubblico votante da casa. Questo è Killer Show. Buona visione.”

Conclude Claudia Giuliani, che ha colorato il volume: “Killer Show è la descrizione di uno schermo fronte al quale tutti siamo quotidianamente abituati a vedere stesse identiche tematiche e situazioni. Anche lo sbalzo di frequenza di un omicidio ha un peso ormai irrilevante, divenendo lo show dei nostri tempi moderni. Uno schermo che ci ha resi ciechi, dietro al quale tutti ci nascondiamo; in cui le maschere diventano padrone del nostro essere ed ogni like la nostra apparente sicurezza. E che dire di Shockdom… è un team favoloso! Una realtà nella quale ho trovato i miei più autentici colori. E' un insieme di bravissimi autori dai quali poter imparare molto. Sono contenta di farne parte anche io.”

Chiara Zulian, responsabile editoriale per Shockdom, aggiunge: “Una rappresentazione lucida e attenta dell’attuale società, dove il mondo dei media viene analizzato senza edulcorazioni e il meccanismo perverso che gira attorno ai maggiori casi di cronaca nera viene smascherato punto per punto. Un crudele e apparentemente insensato omicidio diventa così un banchetto per tutti gli avvoltoi di un mondo che ha perduto la propria umanità, sacrificandola al dio dell’audience, del denaro e della visibilità, in una realtà in cui “essere famosi” assume un significato particolarmente sinistro.”

KILLER SHOW
in libreria e fumetteria dal 6 maggio"

 

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Un'amicizia post-apocalittica, la recensione di A sort of Fairytale 2

Ritorna il team creativo composto da Paolo Maini ai testi e Ludovica Ceregatti ai disegni con il secondo volume di A sort of Fairytale, trilogia edita da Noise Press di cui vi abbiamo già parlato nella recensione del primo volume. La vicenda prosegue esattamente da dove si era interrotta al termine del precedente brossurato, sviluppando la narrazione e introducendo nuovi elementi che espandono il mondo post-apocalittico creato dagli autori, inserendo molti nuovi personaggi senza perdere d’occhio quello che è il filone narrativo principale.

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La storia viene quindi ampliata senza una eccessiva dispersione in sottotrame e narrazioni secondarie, concentrandosi sul viaggio avventuroso e pieno di insidie di Zoe, una lotta per la sopravvivenza in un mondo completamente inospitale, un palcoscenico del tutto inadatto per una tenera e dolce bambina, che tuttavia viene accompagnata da un mutato, una creatura misteriosa di cui scopriamo qualcosa di più con il passare del tempo, anche se rimane profondamente avvolta nel mistero. Questo mondo modificherà necessariamente la fanciulla, portandola a rinunciare in parte alla sua infanzia  per imparare fin da subito a farsi carico del proprio destino di fronte alle avversità che le si parano davanti. Ritroviamo difatti i Predoni, una banda di razziatori cannibali che perseguitano il duo protagonista, con modi sempre più barbari e violenti, annientando tutto ciò che si frappone tra loro e l’obiettivo. Questa volta vedremo Zoe e il suo amico peloso rifugiarsi nell’avamposto 18, ultimo baluardo di sopravvivenza lungo la loro agonizzante fuga, dove le cose si metteranno male sin da subito.

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Viene sviluppato ulteriormente il rapporto che lega i due personaggi principali, e vengono anche aggiunti nuovi dettagli relativi alla figura del mutato, in grado non solo di comprendere la fanciulla, ma anche di leggere e abbozzare alcune parole, oltre al poter trasformarsi in essere umano.
Maini prosegue con la contrapposizione tra le scene cruente del “mondo degli adulti”, dove i pochi sopravvissuti devono difendersi con i denti pur di avere salva la vita, dove si prendono decisioni importanti per il bene della comunità, dove si pensa più in grande, ma anche dove vige la maggiore violenza, la perdita dei valori e dove impera la follia, e il “mondo infantile” di Zoe, sempre più minacciato dagli eventi e sempre più contaminato da quello che è costretta a subire e testimoniare.

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La Ceregatti dimostra ancora una volta di essere non solo una grande illustratrice ma anche una lodevole fumettista, dal tratto fortemente americano e cartoonesco, ma sempre mantenendo caratteristiche uniche che la rendono riconoscibile. Notevole è la gestione delle forme e delle linee nella tavola, con una capacità di utilizzare spigoli e curve in un modo fortemente armonico, legando piacevolmente i diversi elementi rappresentati nelle tavole.

A sort of Fairytale mantiene quindi il buon livello già riscontrato nel primo volume, una lettura veloce e intensa che sa come far suo il lettore, trascinandolo rapidamente nel mondo narrativo descritto. Una serie consigliata.

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A sort of Fairytale Vol.1

Di Ludovica Ceregatti vi abbiamo già parlato recentemente in una delle puntate della nostra rubrica IllustrART, in cui abbiamo messo in luce, tramite la ricca gallery propostavi, il tratto cartoonesco e fluido dell’artista, che nel frattempo continua nella realizzazione dei suoi meravigliosi sketch di fanciulle, rigorosamente in bianco e nero. Ma se volete avere per le mani anche voi un prodotto di Ludovica, non potete fare a meno di acquistare A sort of Fairytale Vol.1, il primo volume di una trilogia edita da Noise Press e scritta da Paolo Maini, team creativo già all’opera sul breve The One Thousand & First, per Verticalismi.

Una storia post-apocalittica, una lotta per la sopravvivenza in un mondo inospitale, infestato da creature mutate pericolosissime, da banditi e da razziatori cannibali, senza alcun rispetto per la vita umana, che saccheggiano e cacciano tutto ciò che è rimasto della civiltà umana, sempre più a rischio di estinzione. E su questo sfondo emerge la protagonista Zoe, una tenera bambina di 8 anni e mezzo, inserita in un ambiente drammatico più grande di lei, senza mezzi per combattere e opporsi al pericolo che la circonda, ma che è costretta a fare i conti con esso, con il male che si introduce a forza nella sua placida esistenza. Una ragazzina di un’innocenza squisita e delicata, dotata di una grande forza d’animo che le permetterà, nonostante tutto, di fare fronte alle minacce che troverà sul suo cammino, oltre che di fare amicizia con un animale bizzarro, un Bigfoot, che decide di voler proteggere a tutti i costi la bambina.

In questo primo volume, non è ancora molto approfondito il rapporto tra i due protagonisti, Zoe e il suo fidato amico peloso, in quanto solo nella parte finale i due si incontrano, comprendendosi a vicenda, ma siamo certi che nei prossimi capitoli questa relazione verrà ampiamente indagata, dandoci la possibilità di capire quale sia il vero e profondo legame che lega i due personaggi. La scrittura di Maini è semplice e diretta, non si perde in virtuosismi e propone dialoghi schietti, anche volgari, che rispecchiano intuitivamente quello che potrebbe essere un registro adottato nelle circostanze rappresentate: il lavoro svolto sui dialoghi della piccola Zoe è davvero molto ben inquadrato, dando vita ad un personaggio ben costituito, che non sfora da quello né dal suo ruolo né dalla sua giovane età.

Dal punto di vista grafico, il lavoro di Ludovica è ben orchestrato, con una gestione della tavola ottimale per le esigenze narrative, e con uno stile azzeccatissimo per questo tipo di storie. Molto apprezzabile è la caratterizzazione della fauna rappresentata, mostrata anche in dettaglio nelle schede finali, ma soprattutto è da sottolineare l’ottima riuscita dei due protagonisti, sia a livello espressivo che di character design, che dimostra un’attitudine interessante allo sviluppo di storie molto comics-oriented, fortemente ispirate dal fumetto americano. Il tratto è mutevole, a seconda delle scene rappresentate: da sequenze più mature, disegnate con uno stile più canonico, più tradizionale per un fumetto d’azione di questo genere, alle splendide derive quasi infantili che governano le sequenze che ci mostrano il rapporto della coppia protagonista, disegnate con un tratto che sfoggia i principali archetipi e stilemi del cartoon di derivazione occidentale, con gradevoli contaminazioni nipponiche, soprattutto nell’aspetto nokomimi di Zoe e nelle espressioni dolcissime dei due protagonisti.

Non possiamo che consigliarvi questo A sort o Fairytale, in attesa che escano gli altri due volumi della trilogia, perché siamo sicuri che vi innamorerete anche voi di questi personaggi.

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IllustrART: il bianco e nero di Ludovica Ceregatti

  • Pubblicato in Focus

Oggi la nostra rubrica IllustrART si occuperà di uno dei talenti artistici emergenti del panorama fumettistico italiano, Ludovica Ceregatti, eccellente illustratrice e disegnatrice che ha da poco pubblicato per Noise Press il primo volume della trilogia A Sort of Fairytale, scritto da Paolo Maini. Per conoscerla meglio, vi lasciamo alla divertente biografia fornitaci direttamente dall'autrice:

"Nasce nella poco ridente Varese nel 1987, quando dice che vuole fare i fumetti, la scambiano per un'aspirante piromane. Capisce così, come i Pooh, che il suo posto non è lì e si trasferisce a Roma dove frequenta la Scuola Internazionale di Comics. In seguito diventa a tutti gli effetti una disegnatrice di fumetti, prima con la BookMakerComics poi passando per altri piccoli progetti, collaborando con Uno Studio in Rosso e infine con  A Sort Of Fairytale (Noise Press).
È un'indossatrice di cappelli strambi e amante di teschi, baffi e unicorni cicciotti. Non necessariamente in questo ordine".

Nel settembre 2015 realizza una storia breve, per un concorso di Verticalismi, intitolata The One Thousand & First, scritta sempre da Maini assieme a Roberto Vezzali, disponibile qui, mentre è stato presentato proprio a Napoli Comicon qualche giorno fa il già citato Asof.

Molto attiva sui social, pubblica frequentemente i suoi sketch e le sue illustrazioni in bianco e nero, che hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 326, caratterizzate da una commistione di linee morbide e tratti più spigolosi, con una grande cura per le espressioni e per la femminilità dei suoi personaggi, giocando meravigliosamente con la prospettiva, infondendo grande morbidezza e dinamismo alle sue figure, con un tratto cartoonesco tra i migliori. L'artista fa anche parte del collettivo Guns&Spices insieme a Sonia Aloi e Serena Angelelli, per cui sono realizzate molte delle illustrazioni di cui sopra, e che trovate anche nella nostra gallery qui sotto.

Potete seguire Ludovica sulla sua pagina Facebook, sul suo Tumblr, su Deviant Art o su tsū, mentre qui trovate la pagina di Guns&Spices.

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