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Tetris. Incastri internazionali

Non bisogna essere dei cultori del retrogaming per conoscere e apprezzare Tetris, uno dei giochi più famosi e venduti della storia dei videogame. Questo non solo perché ancora oggi la sua prima versione per il pubblico, uscita nel 1984, è godibile come all’epoca, ma perché nuove release ufficiali continuano a uscire per le più disparate piattaforme. E tutti, almeno una volta nella vita, hanno giocato a una sua versione o a uno dei suoi innumerevoli cloni.

Le motivazioni del successo di Tetris sono molteplici: dalla semplicità all’immediatezza del gioco, fino a ragioni più complesse ben illustrate nel nuovo libro di Box Brown. La dipendenza che il gioco crea è tanta che Nintendo stessa lo scelse come killer-application da allegare al neonato Game Boy nel 1989.  Un successo così immenso e trasversale da meritarsi un’esposizione permanente al Museo di Arte Moderna di New York.

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Brown, già autore di André The Giant (che vi abbiamo recensito qui), perfettamente a suo agio nel narrare biografie e a trattare miti generazionali, dà vita a un racconto di estremo interesse, sia per il suo intreccio, sia per il fatto che si tratta di eventi realmente accaduti e di certo non noti a tutti. Nel raccontare la storia del Tetris l’autore parte dal 1984, anno in cui l’informatico russo Aleksej Pazhitnov inizia il suo sviluppo basandosi su alcuni giochi da tavolo. Il successo è tale che il gioco inizia a girare da floppy a floppy per le università russe fino ad arrivare in Ucraina dove verrà notato da Robert Stein, proprietario dell’Andromeda Software che lo farà conoscere poi al resto del mondo. L’intreccio che inizia da questo punto in poi diventa complesso e ricco in quanto Pazhitnov è generalmente poco interessato all’aspetto economico, anche perché nella Russia comunista è lo stesso stato a impostare e determinare le trattative economiche. Inoltre, i soggetti in gara per accaparrarsi il gioco inizieranno ad aumentare e la situazione inizierà a sfuggire di mano ai più fra accordi siglati e non siglati, settori di mercato da coprire (il contratto principale con Stein, infatti, prevedeva solo gli home pc e non le console e i portatili), processi e intricate situazioni politiche.

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Box Brown riesce a far convergere tutti i vari elementi della storia, dallo sviluppo del videogame, agli aspetti sociali, a quelli politici, nonché interessanti digressioni sul ruolo del gioco e sul suo sviluppo e sulla storia della Nintendo. La sceneggiatura si attiene ai fatti ma riesce ad avere un’ottima componente romanzata che rende piacevole la lettura, oltre che interessante. In effetti, leggere Tetris è appagante sia sul piano dell’intrattenimento che su quello dell’apprendimento.

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Lo stile grafico di Brown è molto cartoonesco con linee molto tondeggianti. Le tavole sono molto varie nella loro composizione ma altrettanto essenziali per quello che mostrano, l’artista non indugia nell’illustrare una gran mole di dettagli, gli sfondi sono spesso spogli, tutto ciò che non serve non viene mostrato perché sarebbe un’inutile distrazione. A dare vivacità al tutto ci pensa la tricromia che vede nel giallo una piacevole e funzionale aggiunta al bianco e al nero consueti.
L’edizione Panini 9L viene presentata in un comodo e maneggevole brossurato dal prezzo invitante. Tetris è un’opera caldamente consigliata agli appassionati di videogame e non solo. Un regalo natalizio perfetto, vista anche la recente ondata di revival anni ’80 con opere sul periodo e operazioni nostalgia come la versione mini dell’originale NES proposta da Nintendo (e andata a ruba).

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L'incredibile storia del Tetris in volume per Panini 9L, anteprima

  • Pubblicato in News

Fra le uscite più interessanti di Lucca Comics & Games 2016, vi segnaliamo per Panini 9L il volume Tetris - Incastri internazionali, scritto e disegnato da Box Brown, già autore di André The Giant - La vita e la leggenda. Potete vedere alcune tavole del graphic novel nella gallery in basso.

"Preparatevi a scoprire tutti i segreti di uno dei videogiochi più famosi di tutti i tempi. Il catalogo Panini 9L si arricchisce di una nuova graphic novel, scritta e disegnata dal talento del fumetto indipendente americano Box Brown: tetris – INCASTRI INTERNAZIONALI.

Aleksej Leonidovič Pažitnov è un programmatore russo. Il 6 giugno 1984, mentre lavora per il Dorodnicyn Computing Centre dell'Accademia delle Scienze Sovietica, un centro di ricerca e sviluppo fondato dal governo dell’URSS, crea un rompicapo elettronico basato sulla logica. Il videogiocatore deve combinare dei mattoncini che cadono dall’alto di diversa foggia, formati però da quattro blocchi quadrati della stessa misura, in modo da formare delle righe di blocchi senza interruzione. È nato Tetris.

Quando Tetris emerge dalla Cortina di Ferro è un successo istantaneo, al punto che le maggiori case produttrici di videogame di tutto il mondo sono pronte a investire cifre enormi per averlo. Ma anche a seguire percorsi molto meno canonici.

Nel libro di Box Brown, già noto al pubblico italiano per la toccante biografia a fumetti Andre The Giant, troverete il racconto stupefacente di viaggi clandestini a Mosca, di accordi sottobanco per arrivare alla meta, fino a giungere al furto.

Tetris di Box Brown è l’intrigante storia di un videogioco che ha fatto la storia, campione di vendite negli anni ’80 e incluso nella lista dei dieci videogiochi più importanti di sempre dalla Stanford University nel 2007. Ma è anche una riflessione che il fumettista statunitense fa sul complesso rapporto fra arte e commercio."

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André the Giant - La vita e la leggenda

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Quella di André René Roussimoff è stata una grande vita, in tutti i sensi. Nato nel 1946 a Grenoble (Francia), André soffre di acromegalia, una malattia che porta ad una secrezione eccessiva dell'ormone della crescita provocando un aumento costante della sua massa corporea, nonché una progressiva deformazione del volto, delle mani e dei piedi. Sembra l'inizio di una tragedia, finché André, "The Giant", non comincia a lavorare come wrestler, a combattere nelle arene, a girare il mondo, a diventare una celebrità.

Quello che si evidenza dalla biografia a fumetti di Box Brown è l'animo di un gigante buono, un uomo che sa di essere un'anomalia, che sa di essere additato da tutti. Forse per questo la scelta di diventare un wrestler famoso in tutto il mondo ha un senso, tanto valeva pensare in grande (non a caso) e puntare davvero gli occhi del mondo su di sé, ma nel modo vincente, non da vittima, ma da eroe. André The Giant è stato un milionario, uno dei lottatori più amati e famosi del mondo, un attore per giunta. Insomma, nonostante una condanna a morte precoce certa (i medici non gli avevano dato più di 40 anni, morirà a 46), André si è goduto appieno la sua vita, dichiarando (a ragione) di essere stato più fortunato di moltissimi uomini, perché ha viaggiato e mangiato cose buone più di tutti.

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Brown narra il tutto con gli occhi di chi ama la materia, di chi ama davvero il personaggio. Non per questo ne fa una biografia disincantata. Pregi e difetti di Andrè e del mondo del wrestling ci sono tutti, alti e bassi della vita del "gigante", episodi belli e spiacevoli vengono raccontati tutti allo stesso modo.

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Il ritmo di lettura è veloce, Brown non si sofferma su nessun evento in particolare, non analizza con occhio critico, se non in alcuni momenti (come lo scontro finale con Hulk Hogan, che potete vedere di seguito) distinti dal resto del libro da una gabbia nera che cinge le vignette. Nonostante le oltre 200 pagine scorrano rapidamente, l'empatia che si crea con il personaggio è forte e alla fine il volume soddisfa tutti: chi non conosceva André, chi lo conosceva ma voleva saperne di più, chi lo amava e ha così rivissuto i momenti topici della sua carriera.

Dal punto di vista grafico, il tratto deformed, estremamente pop, di Brown, risulta piacevole e calzante, nonostante si tratti di un'opera biografica nonché rispettosa della materia. Il volto cartoonesco di André riesce a imprimersi nella mente del lettore e l'artista è abile nel conferire dignità ed espressività ai suoi personaggi.

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L'edizione Panini 9L è ottima ed elegante, grazie alla sua brossura morbida, con un prezzo decisamente buono. Interessanti, in chiusura, le note redatte dallo stesso autore sulle fonti utilizzate per la realizzazione della sua opera e sulle libertà prese nel narrare la storia di André.

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