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Raffaele Caporaso

Raffaele Caporaso

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I protagonisti parlano di Avengers: Age of Ultron

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Giungono numerose dichiarazioni su Avengers: Age of Ultron e sulla Fase 3 dell’universo cinematografico Marvel Studios, i cui titoli (con relative date) sono da poco stati annunciati.

In un’intervista a Screen Rant, Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man) ha parlato proprio di come il finale di Avengers: Age of Ultron porrà le basi della nuova fase, che inizierà nell’estate del 2015 con Ant-Man di Peyton Reed:
“Riuscire a far quadrare tutte le cose così da avere un terzo atto di questo universo è stato come risolvere un Cubo di Rubik, e per quanto mi riguarda è stato lo stesso per Iron Man 3. Il terzo atto è sempre il più difficile. E spero che tutto vada bene perché amo questo genere di film. Ma quando ho letto l’ultima pagina della sceneggiatura, ho avuto i brividi, per un motivo che neanche riesco a spiegare razionalmente. E, in più, ci sono tanti nuovi talenti come Aaron Taylor-Johnson e Lizzie Olsen. E anche solo vedere Paul Bettany sul set mi ha fatto pensare ‘Wow, tutto questo è davvero una figata’”.

Della Fase 3 Downey Jr. ha parlato anche con CBR, focalizzando il discorso su due titoli in arrivo: Black Panther e Captain Marvel:
“Tutto questo è grandioso, e ne sono innamorato. Il fatto che Marvel Studios sia in grado di annunciare Chadwick Boseman come Pantera Nera e avere un film di supereroi al femminile penso che sia giustissimo, oltre a ciò che il pubblico si merita. Penso che la Marvel sia diventata una compagnia altamente intelligente e in grado di guardare avanti, ed è un piacere far parte di tutto questo”.

Anche Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk) ha parlato diffusamente a Collider del film in arrivo nellla primavera del 2015, fornendo numerosi dettagli riguardo il suo personaggio, oltre che di Visione, Ultron e Scarlet Witch:
“Banner e Hulk sono giunti a una tregua. Abbiamo lasciato il primo con la realizzazione di essere sempre arrabbiato e anche di avere un certo controllo su quest’ultimo, ma, quando si tratta di rabbia e si pensa di averne il controllo, si sbaglia di certo. Quindi c’è ancora una disputa fra i due personaggi, e ci sarà un vero e proprio confronto fra la coscienza di Banner e quella di Hulk. La Visione è la Visione, il personaggio è incredibile, come la sua origine. Visione è un personaggio straordinario e indipendente. Il pubblico lo adorerà. Quello che posso dire è che potevo scorazzare per il set, mentre Paul Bettany era ancora al make-up. Ho 46 anni, queste cose mi fanno stare bene. Paul è un uomo perfetto, è la Visione. Con Ultron abbiamo molte scene di gruppo assieme, e un paio da soli. Ultron è titanico, una specie di Re Lear. Scarlet Witch è in grado di tirar fuori la parte peggiore di noi, è come con Sid a Nancy: lei è la Nancy di tutti noi”.

Infine, l’attore ha parlato dello scontro fra Hulk e Iron Man (in armatura Hulkbuster) e del futuro cinematografico del suo personaggio”.
“Sarà una situazione alla Luke mano fredda: ‘Pensi di potermi sconfiggere me? Sarò io a farti a pezzi’. Ci saranno molte sorprese. [Riguardo il futuro], ci stiamo ancora lavorando, Hulk tornerà, stiamo solo cercando di capire quando e dove, e ci sono un paio di opzioni in ballo. Per un film standalone, non ci sono ancora progetti, ma stiamo parlando anche di questo”.

Anche James Spader (Ultron) ha avuto modo di dire la sua a Total Film sul villain da lui interpretato, concentrando il discorso sulla Motion-Capture:
“Quando incontrerete Ultron per la prima volta, sarà fisicamente molto diverso dalla sua versione evoluta. Era già tutto nella sceneggiatura, ma sul set abbiamo fatto quadrare il cerchio della sua metamorfosi. Siamo stati in grado di creare l’aspetto fisico del personaggio usando la Motion-Capture. Mi hanno fatto indossare un casco che aveva due telecamere puntate sul mio volto, e loro avevano tutto in streaming in diretta su un monitor, così da poter provare cose diverse. Quindi ho girato la scena con gli altri attori e loro hanno ripreso tutto, inclusa la mia voce. 9 volte su 10 non abbiamo dovuto registrare l’audio a posteriori”.

Inoltre, parlando al The Telegraph, l’attore Idris Elba (Heimdall) ha rivelato che sia lui che Tom Hiddlestone (Loki) saranno presenti in Avengers: Age of Ultron:
“Sono in Avengers: Age of Ultron, e avrò una scena con Chris Hemsworth e Tom Hiddlestone, e quando ci siamo trovati loro mi hanno detto ‘Ma tu non dovevi essere a Ibiza?’”.

La rivelazione è stato poi confermata dal regista Joss Whedon in un’intervista a Vulture:
“Uhm, di sicuro riceverà una mail, gli farò una bella strigliata. Ma è inevitabile che certe cose vengano fuori quando hai un cast di, tipo, 19.000 persone”.

Infine, sempre Whedon, ha parlato è intervenuto a “The Watcher”, webseries targata Marvel, parlando del tono del suo film:
“Volevamo una prospettiva globale per i Vendicatori. Abbiamo girato sulle Alpi italiane, a Seoul in Corea del Sud. E anche a Johannesburg, oltre a qualche scena in Bangladesh. E il grosso delle riprese in Inghilterra”.

Interpretato da Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen, Cobie Smulders, Samuel L. Jackson, James Spader, Thomas Kretschmann, Andy Serkis, Paul Bettany, Don Cheadle, Tom Hiddlestone, Idris Elba e Josh Brolin, Avengers: Age of Ultron è scritto e diretto da Joss Whedon, ed è atteso nelle sale americane per il 1 maggio 2015, il 22 aprile in Italia.

Il Corvo, James O’Barr parla del reboot cinematografico: "Sarà come Taxi Driver"

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Il blogger indipendente Sean C.W. Korsgaard ha pubblicato un’interessante intervista a James O’Barr, creatore del fumetto The Crow, del quale è in pre-produzione un reboot cinematografico, le cui riprese inizieranno nella primavera del 2015.

“Non stiamo facendo un remake del film”, ha dichiarato O’Barr. “Stiamo riadattando il fumetto. La metafora che mi piace utilizzare è che c’è il Dracula di Bela Lugosi e c’è il Dracula di Francis Ford Coppola. Hanno utilizzato la stessa fonte, realizzando poi due film completamente diversi fra loro. Questo nuovo film sarà più vicino a Taxi Driver, o a un film di John Woo, e penso che ci sia spazio per entrambi i film. Parte dell’appeal di The Crow, dopotutto, è che può raccontare storie diverse”.

L’autore ha anche avuto modo di parlare di Luke Evans (Dracula Untold) che interpreterà il protagonista Eric, raccogliendo la pesante dell’Eric Draven di Brandon Lee.
“Se avete letto il fumetto, sapete che i cognomi di Eric e Shelley non vengono rivelati. Fortunatamente, il nuovo film sarà più fedele al fumetto sotto questo aspetto, ed Eric non diventerà Eric Draven. Luke Evans interpreterà Eric, ma Brandon Lee sarà per sempre Eric Draven. Nessuno prova la mia stessa paura sotto questo aspetto. Brandon Lee era mio amico, e non farò mai nulla che possa influire negativamente sulla sue eredità”.

Come per il film del 1994, anche in questo nuovo lungometraggio sarà lo stesso O’Barr a scegliere i brani che andranno a comporre la colonna sonora.
“Includeremo alcuni dei brani che volevo già proporre in passato, solo che semplicemente non riuscimmo ad acquisirne i diritti. Alcune canzoni dei Joy Division e dei The Cure. Sono ancora abbastanza attivo nell’industria della musica, e ci sono moltissime band neo-goth in giro che hanno il giusto sound. Ho chiesto ad alcune di queste se volessero dare il loro contributo e sono state entusiaste di ciò”.

Infine, O’Barr ha rivelato di aver visto il make-up del protagonista e di avere alte aspettative per il film.
“Ho anche visto il make-up, ed è davvero fantastico. Penso che lo Studio sappia che se vogliono riportare in auge il franchise di The Crow, la cosa va fatta come si deve. Speriamo di iniziare la produzione a fine mese così da poter partire con le riprese in primavera”.

Dimentica il mio nome: intervista a Zerocalcare

Al Lucca Comics & Games 2014 abbiamo avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere con Zerocalcare: si è parlato della sua ultima fatica, Dimentica il mio nome (che abbiamo recensito all'uscita), e di altro ancora.

Ciao Zero e bentornato su Comicus.
Ciao a voi!

Partiamo dalla struttura narrativa di Dimentica il mio nome, che è forse l’aspetto più saliente della tua opera. L’anno scorso parlammo di Dodici e ci rivelasti che questo era una sorta di allenamento in funzione di una prova futura ben più impegnativa.
Quanto è stato difficile scrivere un libro così stratificato sotto il profilo narrativo e qual è il suo difetto?

Ho avuto delle semplificazioni per questo libro che sono dettate dal fatto che, in verità, la storia non l’ho scritta io, nel senso che mi è stata consegnata dalla vita, dalla mia famiglia. Siccome la storia vera è anch’essa molto rocambolesca e ricca di colpi di scena, questa cosa mi ha aiutato molto nella stesura del libro. La parte in cui mi sono arenato, cosa che mi ha poi portato a prendermi una pausa di alcuni mesi nei quali ho scritto Dodici, è stata la difficoltà di gestire una storia lunga e omogenea, per cui a un certo punto ho deciso di spezzettarla in piccoli capitoli, perché mi sono reso conto che, come linguaggio, mi annoiavo di meno a farlo; e se mi annoiavo di meno a farlo, la gente probabilmente si sarebbe annoiata di meno a leggerla. Nel libro, a voler essere onesti, vedo delle “maldestrità”, nel senso che a volte questi capitoli brevi forse interrompono un po’ lo slancio narrativo. Sono però consapevole che, in questo momento della mia vita, non avrei potuto realizzare una cosa diversa da questa.

Chi o cosa ti ha ispirato per la realizzazione di Dimentica il mio nome? Sappiamo che Portugal di Cyril Pedrosa ti è stato di riferimento: in cosa?
Il lavoro di Pedrosa mi ha ispirato per le tematiche, in quanto raccontava segreti di famiglia e riscoperte: aveva quel "mood" un po’ nostalgico che era un po’ quello che avevo in testa anche io. Poi, in realtà, lui è riuscito a fare una cosa super poetica alla quale io nemmeno mi avvicino. Tra le cose che mi ero letto e mi hanno ispirato c’è anche La breve e favolosa vita di Oscar Wao di Junot Diaz, premio Pulitzer, che narra la storia di intere generazioni di una dinastia di portoricani, fornendo una visione molto accurata della dittatura sull’isola: è una bellissima biografia dei familiari del protagonista, e anche lì ci sono tantissimi elementi che mi hanno ispirato. Ma anche qui parliamo di un capolavoro inarrivabile.

Dei tanti aspetti e tematiche presenti in Dimentica il mio nome, vorremmo focalizzarci su uno: il concetto di armatura, i cui pezzi vengono forgiati dalla perdita e dal dolore. All’interno dell’armatura siamo più protetti, ma allo stesso tempo rimaniamo sempre più distanti e isolati dal mondo fuori. Come si fa a uscire dall’armatura, se si può? E quanto il poter fare ciò che piace come lavoro nella vita, nel tuo caso il fumetto, può aiutare a uscirne?
Ti direi che non se ne esce, nel senso che ci si assuefa in qualche modo al dolore. L’abitudine si cementifica sulla scorza, su quella parte esterna che poi diventa un’armatura che ti blocca le emozioni. Basandomi sulla mia vita, credo sia una delle cose brutte che il crescere comporta. E l’unico modo per non passarci è sperare di avere meno dolori possibili. Lo scrivere fumetti non mi ha aiutato a uscire dall’armatura, ma mi ha aiutato a penetrarla: nello scrivere questo libro e La profezia dell’Armadillo mi sono trovato a dover affrontare un dolore che non ero ancora riuscito a metabolizzare, ad affrontare nel mio quotidiano.

Parliamo di Rebibbia, elemento sempre presente nelle tue opere, e per la quale manifesti un forte senso di appartenenza. Cosa sarebbe Zerocalcare se non fosse nato a Rebibbia?
Non lo so, devo confessare razionalmente che, per quanto io ami Rebibbiba, e la consideri il Paradiso sulla Terra, il posto dal quale non me ne andrei mai nella vita, non è che il quartiere abbia questa caratteristiche peculiari che mi hanno formato. Penso che una qualsiasi borgata romana avrebbe avuto lo stesso effetto su di me. Però a me è toccata Rebibbia, e questa me la porto fino alla morte.

Affrontiamo ora l’aspetto grafico e visivo di Dimentica il mio nome: non si può non evidenziare un netto miglioramento nel disegno. A questo proposito, come si è evoluta la tua tecnica? Che ruolo ha il digitale in tutto questo?
Faccio tutto a matita come da tradizione, anche se, quando il libro era già chiuso, ho provato a specchiare orizzontalmente alcune tavole: in queste i miei personaggi sembravano tutti deformati, con la testa gigante, strabici, un vero orrore grafico! Quindi mi sono messo a ritoccarli uno a uno e questo lavoro ha portato a un conseguente miglioramento nella tecnica.

Stai già pensando al prossimo progetto?
Non lo so, per adesso ho il vuoto cosmico davanti, non so neanche proprio cosa farò nella vita… Boh…

C’è anche il film de La Profezia dell’Armadillo in lavorazione, progetto che un minimo ti coinvolgerà.
Ma chissà quando esce! La sceneggiatura è pronta, ma c’è tutto il discorso della produzione ancora da affrontare.

Esuliamo per un attimo dalle allegre atmosfere lucchesi: pochi giorni fa è giunta la notizia dell’assoluzione in appello degli esponenti delle forze dell’ordine coinvolti nella morte di Stefano Cucchi. Cosa pensi di tutto questo?
In realtà, lo davo per scontato. Nel senso che lo Stato ha sempre assolto se stesso in questi casi, e non avevo alcuna fiducia che questa volta sarebbe andata diversamente. La cosa non mi stupisce, anche se mi fa ribollire il sangue.

Supergirl: i dettagli sui personaggi della serie TV

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Vi abbiamo già parlato di Supergirl, serie TV prossimamente in onda su CBS reallizata da Greg Berlanti (Arrow) e Ali Adler (No Ordinary Family).

Ora TVLine riporta le prime indiscrezioni sul casting e sui personaggi protagonisti dello show: i produttori sono alla ricerca di un’attrice di etnia caucasica e di età compresa tra i 22 e i 26 anni per interpretare la protagonista Kara Zor-El o Kara Danvers (come sarà conosciuta sulla Terra). Il sito specifica che “come nel fumetto, Kara fu inviata sulla Terra all’età di 12 anni dal suo pianeta natale Krypton, ormai morente, dove fu trovata dalla famiglia Danvers, che le insegnò come gestire i suoi straordinari poteri. Dopo aver represso e nascosto le sue abilità per un decennio, Kara sarà costretta a mostrare i suoi superpoteri durante un inatteso disastro. Eccitata dall’essere stata un’eroina per la prima volta nella sua vita, inizierà a esercitare le sue abilità per aiutare le persone della sua città, imparando lungo la strada cosa vuol dire essere ‘super’”.

Svelati anche le caratteristiche degli altri character della serie TV, che vi riportiamo di seguito.

Alexandra “Alex” Danvers: “’sorella’ di Kara, elegante, intelligente e con una mente da scienziato. Crescendo, Alex è stata in parte gelosa e in parte affascinata da sua sorella e dalle sue abilità, cosa che ha portato questa a imparare il più possibile sull’antropologia, sociologia e cultura aliena. Oggi, Alex lavora per una organizzazione governativa segreta e, assieme a sua sorella, affronterà molte sfide, sia ‘umane’ che ‘super’.

Cat Grant: i produttori stanno cercando una donna sulla quarantina, di etnia non specificata, per interpretare la fondatrice della CatCo, un conglomerato di media messo su partendo da zero da Cat. Kara lavorerà come assistente personale di Cat, che sarà la versione “alla J.Lo di Anna Wintour”.

James Olsen: più vicino a 30 anni che ai 20, di etnia non specificata, James è intelligente, loquace e attraente fotografo per la CatCo. Mascio alfa, il suo carattere farà sì che Kara ne sia attratta.
Winslow “Wynn” Schott: sulla ventina, un mago della tecnologia, che lavora come programmatore presso la CatCo, ancora inconsapevole del suo vero potenziale. Ancora all’oscuro dei segreti di Kara, rappresenta un riferimento per questa, dato che i personaggi sono vicini di casa.

Hank Henshaw: quando era un agente CIA alle prime armi, Hank era ossessionato dalla ricerca sulla vita intelligente nello spazio. Ora, intorno alla quarantina, dirige il CEO (Dipartimento delle Operazioni Extra-normali), e quando Supergirl si rivelerà, sarà molto preoccupato che i suoi superpoteri possano rappresentare una minaccia per il genere umano.

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