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Mercoledì 18 Maggio 2011 01:29

Disney: niente più Marvel fuori dagli USA

Scritto da  Daniele Croci
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Marvel-Heroes-6Come molti ricordano nell'agosto 2009 la popolare casa di fumetti statunitense Marvel Comics è stata acquisita dalla Walt Disney Company. L'operazione da 4 miliardi di dollari ha portato la casa editrice cui sono legati personaggi come Spider-Man, Thor, X-Men e innumerevoli altri a divenire parte del colosso dell'intrattenimento mondiale che detiene case di produzione cinematografiche, parchi di divertimento e molto altro.

Una preoccupazione che è sicuramente passata nelle menti dei Marvel fan riguardava i possibili cambiamenti che sarebbero potuti accadere nella gestione delle testate fumettistiche (e non solo) dopo l'acquisizione. Secondo i rumor che stanno rimbalzando su internet in questi ultimi giorni parrebbe che le cose stiano effettivamente iniziando a cambiare: la Disney avrebbe infatti imposto alla casa figlia di impedire la creazione di materiale marchiato Marvel su territorio extrastatunitense. Ciò riguarda naturalmente anche le realtà europee, tra cui la “nostra” Panini, che pubblica tra le altre cose i fumetti della Marvel in Italia, Spagna, Germania, Francia e persino Brasile. Alla Panini/Marvel Italia (ma il discorso è analogo anche per gli altri Paesi) verrebbe pertanto impedito di realizzare prodotti originali come la collana per bambini Marvel Heroes che pubblica giochi, poster, notizie e soprattutto storie realizzate da disegnatori e sceneggiatori italiani. Di Marvel Italia si ricordano anche progetti più ambiziosi come il volume Il segreto del vetro realizzato dai celeberrimi autori Tito Faraci e Giorgio Cavazzano.

Vale la pena soffermarsi un attimo sulla scelta compiuta dalla Disney. Come ben noto la casa americana ha sempre permesso la creazione di materiale al di fuori dei confini americani per la pubblicazione europea; da ricordare l'immenso contributo degli autori italiani che, anche tradotti in varie lingue, hanno fatto appassionare migliaia di lettori alle gesta di Topolino & co. Impedire un trattamento analogo per la Casa delle Idee può essere visto come un primo tentativo di gerarchizzare le due compagnie e affidare loro un target più fortemente diversificato. Come infatti già detto i prodotti “autoctoni”, tranne alcune eccezioni, sono rivolti a un pubblico più giovane, cosa che crea una sorta di concorrenza in seno alla casa madre. La Marvel dovrà pertanto rivolgersi unicamente a un pubblico adolescenziale, dagli 11-12 anni in su.

Un altro motivo che potrebbe giustificare la presa di posizione è la necessità di creare una sorta di “centralismo democratico” per quanto riguarda personaggi e pubblicazioni. L'universo narrativo Marvel, diversamente da quanto accade con i fumetti della Disney, è legato a una ben precisa continuity narrativa che richiede un notevole sforzo coordinativo tra i vari autori; le storie non ufficiali e pertanto non canoniche propongono un'immagine dei personaggi che potrebbe essere diversa da quella proposta nell'universo ufficiale, cosa che confonderebbe il lettore più giovane scoraggiandolo dal proseguire le letture. Un'uniformità di impatto è necessaria per promuovere prodotti di più ampio respiro come crossover fumettistici, film e videogiochi.

Purtroppo con la probabile chiusura qui da noi delle testate come Marvel Heroes si ha una doppia perdita: da una parte i giovani lettori (e quindi i loro genitori) che non hanno più la possibilità di avere un'alternativa supereroistica alle pubblicazioni adatte a loro; dall'altra vi è una grave perdita per gli autori, dal momento che queste pubblicazioni possono essere un'ottima rampa di lancio verso progetti più importanti : il passaggio dalle storielle di Spider-Man su Il Giornalino alla Marvel vera e propria compiuto da Marco Checchetto ne è un esempio sfolgorante. Ma oltre a queste possibilità di crescita ricordiamo anche la gustosa possibilità di vedere autori decisamente più affermati ma legati ad altri contesti cimentarsi con tutine aderenti e lanciaragnatele in un contesto completamente italiano.

Infine, dopo tutta questa vicenda, un inquietante interrogativo fa capolino tra i Marvel Zombie: e se questo fosse solo il primo degli svantaggi e limitazioni che l'acquisizione da parte della Disney porterà alla Casa delle Idee? Ai poster(i) l'ardua sentenza.

Ultima modifica Mercoledì 18 Maggio 2011 01:37
Daniele Croci

Daniele Croci

Odi profanum vulgus, et arceo.

Commenti  

 
0 #2 Federico 2011-05-20 19:30
Non conosco le storie italiane citate, ma se gli autori sono Cavezzano e Faraci non ho dubbi sulla qualità, indubbiamente superiore alla quasi totalità del materiale "originale".
Strana questa decisione della Disney, se si pensa che le storie di Topolino e Paperino in Italia si fanno da quasi un secolo, e tra parentesi sono lontanissime nello spirito e nella forma dalle storie "originali" (e anche qui, se togliamo pochi geni del livello di Barks, gli autori italiani sono superiori).
Mi chiedo con preoccupazione cosa cambierà per Rat Man - che, tanto per affondare il coltello nella piaga, fa quello che She-Hulk cercava di fare invano negli anni 80-90.
Ironicamente, ma non troppo, potrei arrivare a domandarmi se non hanno semplicemente paura che gli autori europei e sudamericani si dimostrino (ANCHE in questo caso) nettamente superiori ai nordamericani...
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+1 #1 luca lo basso 2011-05-18 14:14
buona l'analisi, avete per caso registrato commenti dai Marvels nostrani? in effetti gli esperimenti come quello di Faraci e Cavazzano credo abbiano trovato un pubblico interessato alla novità e ben disposto a continuare ad acquistare prodotti di qualità in salsa italica, anche solo per -giusto- direi orgoglio nazionale...
complimenti per comicus, continuate così,

LucaLB
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